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Molto spesso amore fa rima con cura. A volte con l’idea che la cura non sia mai troppa. Come se – scoperto che qualcosa fa bene – darne di più facesse meglio.

In realtà non è proprio così. La cura può essere troppa e quando diventa eccessiva non nutre l’autonoma ma la dipendenza. Non nutre la fiducia in se stessi ma l’insicurezza. Non risponde ai bisogni di chi la riceve ma ai bisogni di chi la dà. E innesca un circolo vizioso in cui l’oggetto di tanta attenzione diventa un piccolo tiranno: che abbia 40 anni o 4 anni poco importa. Quell’eccesso di tenerezza rovina la relazione e trasforma lo scambio in una pretesa.

Correre il rischio di stare nella distanza e nel vuoto non rende una relazione più povera ma più modulata e ricca. Le garantisce una quota di scoperta e di novità e ci fa arrivare all’incontro con il desiderio di stare insieme anziché con una sensazione di troppo pieno che assomiglia all’indigestione.

Si può fare indigestione d’amore ed è fastidiosa come tutte le indigestioni: lascia un senso di disagio, di assurda pienezza e di bisogno di vuoto. Così, nella lista di buone pratiche delle vacanze, oltre al non esagerare con il cibo, mettiamo anche non esagerare con quell’ingrediente umano e divino che è l’amore.

Lasciamo che il vuoto ci parli del pieno. La distanza ci parli della presenza. La tenerezza ci parli della libertà e la libertà della mancanza di controllo. Lasciamo che le cose siano come sono senza l’ansia di farle diventare di più. Lasciamo aperte tutte le porte con cui ci parla una relazione, senza correre a chiudere quelle che ci spaventano o, semplicemente, non ci piacciono. Avremo più occasioni per essere felici.

Le porte d’accesso per la felicità sono numerose: se le apri tutte, la felicità ha molti modi per raggiungerti; se invece hai chiuso tutte le porte tranne una, ecco la ragione per cui la felicità non può arrivare fino a te: forse quella è proprio l’unica porta da cui la felicità non riesce a passare. Thich Nhat Hanh

Pratica di mindfulness: Praticare pausa

© Nicoletta Cinotti 2017 Un percorso terapeutico verso l’accettazione radicale: lasciar essere 4 Febbraio 2018

 

 

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