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Ascoltare profondamente, dire la verità

Ascoltare profondamente e dire la verità sono le ultime due linee guida dell’Insight Dialogue. Quelle che, accanto a Pausa, Rilassa, Apri, Fidati di ciò che emerge, permettono di entrare nel vivo delle contemplazioni offerta da questo straordinario protocollo di mindfulness Interpersonale.

Ascoltare profondamente

spazio di consapevolezzaLa capacità di ascolto, come abbiamo già visto nel percorso sulla comunicazione mindful, è la base per ogni comunicazione che si basi sull’autenticità e il rispetto.

Nel protocollo di Mindfulness Interpersonale questa capacità si struttura in maniera precisa ed organica. Il punto di partenza è radicarsi in ciò che avviene nel momento presente, attraverso Pausa, Rilassa e Apri, in una sintonia che non sia solo degli organi deputati all’ascolto ma anche del cuore, ascoltando con gentilezza e compassione per essere pienamente toccati dalla storia dell’altro. Per fare questo abbiamo bisogno di coltivare la abilità di essere consapevoli in maniera non identificata del corpo, delle emozioni, degli stati mentali che ci attraversano e che colorano il nostro ascolto, in modo da rimanere presenti e radicati e da non lasciarci trasportare dal fascino del racconto.

I livelli dell’ascolto

L’ascolto poi si organizza attorno a diversi livelli. Un primo livello entra profondamente nel contenuto di ciò che dice il nostro interlocutore, portando una chiara consapevolezza alle parole che vengono dette e al significato che emerge da queste parole.

Un secondo livello riguarda il contenuto emotivo della comunicazione, prestando attenzione a come il nostro corpo risponde a queste emozioni e osservando come il corpo dell’altro sostiene ed esprime ciò che sta comunicando. Ascoltiamo infine i sottili messaggi che emergono in risposta agli aspetti paraverbali della comunicazione: il tono di voce, il ritmo, sintonizzandosi con il flusso del linguaggio. In questo modo l’atto dell’ascolto diventa una pratica dinamica e consapevole.

Un ascolto pienamente presente può far emergere aspetti che le nostre paure preferirebbero evitare. Per questa ragione la nostra consapevolezza è ancora più significativa e centrale e rende l’esperienza piena di avversione, attrazione, scoppi energetici e pause di silenzio.

Ascoltare il silenzio

spazio di consapevolezzaMan mano che la nostra abilità di ascolto si approfondisce acquisiamo la capacità di ascoltare il silenzio che sta tra i due interlocutori, così come il silenzio che sta tra una frase e l’altra del nostro interlocutore. Ascoltare il silenzio significa dimorare nella ricettività, lasciando che il cuore apra le sue qualità spontanee e naturali di gentilezza.

A questo punto possiamo entrare nel regno della verità di ciò che viene detto

Dire la verità

Con o senza l’uso di parole, vedere ed essere visto apre un campo di scambio emotivo e relazionale e un flusso tra noi e l’altro che acquista via via sempre più significato. Questo è il terreno in cui accogliere la verità di noi stessi e dell’altro.

Quando esploriamo questa linea guida “Dire la verità” lo facciamo partendo dalle basi. La prima è quella di non mentire ma dire le cose così come vengono attualmente percepite. Nello stesso tempo dire la verità non significa – come vedremo meglio più avanti – dire tutta la verità. Significa piuttosto dire ciò che è vero e ciò che è appropriato, ossia non soffermarsi su cose non utili, non omettere cose che sono centrali rispetto al senso della nostra presenza in quel preciso momento.

Dire la verità significa anche entrare nel regno della verità soggettiva, la verità dell’esperienza interna, in quel preciso momento. Questo comporta notare il sorgere e scomparire di pensieri, prima, durante dopo aver parlato. Così come la consapevolezza dell’atto fisico di comunicazione. Poiché la verità a cui facciamo riferimento è la verità interna è necessario essere saldamente consapevoli e radicati nella nostra realtà interna. Le parole sono rappresentazioni concettuali dell’esperienza: per questa ragione quando parliamo possiamo facilmente lasciarci trasportare dal fiume delle idee e perdere il radicamento in noi stessi. Inoltre, poiché parliamo ad un interlocutore, c’è un divario intersoggettivo tra noi e l’altro che è importante esplorare con la linea guida Apri.

I differenti livelli

Anche qui può essere d’aiuto avere a fuoco i diversi livelli dell’istruzione guida di meditazione “Dire la verità”. Il primo livello è prestare sentire:percepireattenzione al significato, al contenuto di ciò che diciamo. Grazie a Pausa possiamo anche renderci conto di come mettiamo in parole queso significato, scegliendole con consapevolezza, in modo che il significato sia il più chiaro possibile.

Possiamo includere anche come questo significato risuona nel corpo, nell’addome, nel plesso solare e nella gola. A questo punto siamo pronti per dire la verità del cuore, ossia cosa davvero è significativo per noi rispetto al tema della contemplazione.

Quando il  cuore e la mente sono stabilizzati nella consapevolezza, la verità può emergere dal silenzio, dall’energia che c’è nel nostro starsene seduti qui e ora, uno di fronte all’altro.. Non c’è più “giusto” o “sbagliato” ci siamo noi con la sincerità della nostra presenza e con la consapevolezza di ciò che stiamo dicendo.

Il discernimento

Questa verità emerge dal discernimento: un discernimento che emerge dal paradosso tra il pieno e il vuoto, tra il significato che conosciamo e quel significato che emerge grazie alla nostra consapevolezza nel momento presente. Dire la verità infatti è una fusione di saggezza del conosciuto e di saggezza del conosciuto non pensato. Elementi che ci connettono con l’impermanenza e la continua trasformazione della nostra presenza nel mondo.

© Nicoletta Cinotti 2014

 

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