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Bioenergetica e mindfulness:l’ancoraggio al corpo

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The only way out is down. Alexander Lowen

Il corpo e il cambiamento che nasce dal corpo sta ricevendo sempre più attenzione. Perché? Una delle ragioni sta nella regolazione delle emozioni che, attraverso il radicamento al corpo, diventa molto più semplice e meno soggetta a strumenti cognitivi. Tutti noi siamo attraversati da emozioni, a volte di grande intensità. Cosa fare? Trattenere non serve, scaricare è distruttivo: come essere fedeli a se stessi senza cedere all’aggressività o alla paura? In questo processo mindfulness e analisi bioenergetica si incontrano, attraverso la consapevolezza corporea.

Il primo passo

Il primo passo per la regolazione delle emozioni è stabilizzare l’attenzione e per fare questo il corpo, il fluire delle sensazioni fisiche, indipendenti dalla qualità positiva o negativa che possono avere, è centrale.

La classe d’esercizi e i protocolli Mindfulness offrono molti strumenti per ancorarsi al corpo e diventano così un’opportunità fondamentale per proteggerci da una sofferenza non necessaria, quella che proviene dai nostri processi di pensiero, che giudicano la nostra vita, a volte senza comprensione e compassione. Quando siamo consapevoli, la nostra attenzione è focalizzata sull’esperienza e abbiamo meno bisogno di sfuggire o reagire alle esperienze spiacevoli. Per fare questo è necessario dare alla nostra mente, che per sua natura è abituata ad essere molto sensibile agli stimoli, un ancoraggio. Questo ancoraggio, utile sempre, è indispensabile quando siamo occupati o preoccupati da troppi pensieri e il corpo, la base della nostra stessa esistenza, è sempre a nostra disposizione per una esplorazione che ha il vantaggio di aumentare la nostra consapevolezza.

L’ancoraggio al corpo

L’ancoraggio può avvenire attraverso la consapevolezza del respiro o delle sensazioni fisiche. La consapevolezza del respiro è uno strumento eccellente per focalizzare l’attenzione e portarla nel momento presente ma in alcuni casi può risultare difficile. Persone che abbiano avuto importanti traumi fisici o con preoccupazioni ipocondriache o persone con una difficoltà di concentrazione, possono soffrire la consapevolezza del respiro. In questo caso il fluire delle sensazioni in una parte definita del corpo – Mindfulness orientata – oppure la consapevolezza dei suoni, possono avere la stessa funzione di stabilizzazione dell’attenzione. Ovviamente la distrazione è parte integrante del processo di focalizzazione: ogni momento in cui riconosciamo la nostra distrazione dobbiamo congratularci, perché, di fatto, siamo appena tornati presenti. Ancorarsi vuol dire riconoscere l’esperienza di quando siamo focalizzati, come quella in cui vaghiamo….l’attenzione infatti non insegue un modello ideale ma semplicemente esplora ciò che c’è, nel momento in cui accade…difficile sbagliare quindi!

In questo caso un approccio morbido alla bioenergetica, come può essere una classe di Mindful bioenergetics ha il vantaggio di permettere una regolazione dello squilibrio energetico e facilitarci nella pratica di consapevolezza.

L’attenzione

Ancorare un’attenzione affettuosa al respiro, un respiro che possiamo rendere più ampio e aperto attraverso il lavoro corporeo bioenergetico, è più che coltivare una mente focalizzata: ci permette infatti di vedere come funziona la nostra mente. E’ come mettere a fuoco per fare una fotografia. Permette di scoprire molto su di sé, incluso come e quanto giudichiamo la nostra esperienza. Possiamo fare una prova attraverso il Body Scan. In questo file audio proviamo a scannerizzare le sensazioni di tutto il corpo. Lo scopo non è il rilassamento ma piuttosto l’osservazione delle sensazioni, piacevoli, spiacevoli o neutre, incluso l’assenza di percezione di intere parti del nostro corpo. Questo file audio, con lunghe pause di silenzio per permettere alle sensazioni di arrivare alla coscienza, ci può permettere di avere una mappa realistica del “corpo percepito”. Possiamo usare questa mappa come punto di partenza per un successivo lavoro corporeo, mirato ad aumentare la pienezza della consapevolezza.

Consapevolezza corporea ed emozioni

cambiare dal bassoOgni emozione ha una radice corporea, aumentare la consapevolezza del corpo quindi ci può rendere maggiormente in contatto con le proprie emozioni, fornendoci, nello stesso tempo, una base sicura per non lasciarci travolgere dalla loro forza. Questo radicamento nel corpo aiuta sia a mantenere entro la nostra finestra di tolleranza, le emozioni che sperimentiamo, che a rendere la nostra finestra di tolleranza più ampia e flessibile.

La relazione tra corpo ed emozioni può essere espressa bene dallo schema di Lowen: i nostri processi di pensiero sono alimentati dalle sensazioni fisiche e dalle emozioni, insieme strutturano il nostro carattere. La dimensione delle aree della piramide esprime lo spazio che dessere in altodovrebbero avere in un funzionamento naturale. Purtroppo, moltissime volte, organizziamo la nostra vita in modo da invertire lo spazio e il valore che diamo ad ognuno di questi aspetti. E ci ritroviamo con una dominanza dei processi di pensiero e delle imposizioni della nostra immagine e del nostro Io ideale, in una piramide invertita come questa che propone Lowen.

In questo caso tutto viene schiacciato dalle richieste di performance e lo spazio della consapevolezza corporea diventa sottile e non in grado di offrirci sostegno nelle nostre scelte.

Vivere nel corpo

Noi viviamo nel nostro corpo: affermazione banale ma per niente scontata se teniamo conto di quanta poca cura e attenzione diamo alle sensazione che provengono da quella base (sicura). Il corpo inoltre ha un flusso di sensazioni relativamente stabile e lento, cosa che può permetterci di percepire pienamente il fluire dell’esperienza.

Se davvero vogliamo nutrire la nostra crescita abbiamo bisogno di partire da dove inizia il processo, cioè dal corpo. Le sensazioni fisiche producono pensieri, i pensieri producono parole, le parole diventano azioni, le azioni diventano abitudini e le abitudini formano il nostro carattere. Immaginiamo questo processo che parte dal basso, cioè dal corpo: ogni livello, poiché riceve sostegno dal precedente, ha bisogno di maggiore energia perché si verifichi una trasformazione. Se vogliamo cambiare a partire dal nostro carattere – giusto per fare un esempio – abbiamo bisogno di una grandissima quantità di energia perché dobbiamo muovere tutti gli strati sottostanti (abitudini, azioni, parole, pensieri, sensazioni fisiche). Se partiamo dal corpo dobbiamo muovere le ali di una farfalla e dare al nostro respiro la libertà che merita.

Allora cambieranno i pensieri e nasceranno parole nuove, azioni diverse, abitudini salutari e il nostro carattere fiorirà.

L’attenzione al corpo, presentata dal Body Scan per esempio, è insieme una pratica formale, che possiamo fare con un tempo dedicato a questo, o informale. In qualsiasi momento possiamo scegliere di portare l’attenzione al respiro. In questo senso ognuno può decidere quanto tempo e quanta struttura dare a questa esperienza corporea: possiamo scegliere una classe d’esercizi, una sessione di Body Scan, oppure semplicemente, ogni volta che cambiamo attività, portiamo l’attenzione per pochi minuti al fluire delle sensazioni fisiche. Questo forma di radicamento è, di fatto, una forma di grounding, che, come afferma Lowen in Bioenergetica, “è l’esperienza momento per momento”…

a cura di Nicoletta Cinotti

 

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