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Che cosa rivela il corpo?

Dietro all’analisi bioenergetica stanno due semplici ma essenziali affermazioni: il corpo rivela sempre qualcosa e, soprattutto, non mente mai.

Queste due assunzioni, strettamente correlate, non sono certo patrimonio esclusivo della bioenergetica ma la bioenergetica ne ha fatto il fondamento del suo approccio psicoterapico. La clinica bioenergetica – sia che si tratti di lavoro verbale che corporeo – ha sempre ben presente queste due affermazioni.

Ma cosa rivela il corpo?

Il tono, il movimento, il colore, le posizioni, le proporzioni, le tensioni e la vitalità rivelano la persona. Questi segni sono un linguaggio chiaro per chi ha imparato a leggerli.

E’ facile riconoscere una persona dal suo modo di camminare: una testa reclinata, le spalle curve, un torace incavato ci parlano della sua vita tanto quanto delle sue emozioni. Il linguaggio del corpo infatti rivela, prima di tutto, il linguaggio delle emozioni espresse o represse, della persona che ci sta di fronte.

La ferita che dura se non la tocchi guarisce da sola.
Nel silenzio è la cura: diffida, diffida della parola. Alida Airaghi

La struttura fisica

muscoli del dorsoLa struttura fisica con il tempo diventa consolidata, interessando lo sviluppo e la struttura del corpo, caratterizzando non solo il momento che la persona vive ma la persona stessa. Poiché questo si realizza attraverso la risposta muscolare sarà in parte volontario e consapevole, in parte volontario ma non consapevole e in parte involontario. Proprio come la nostra struttura muscolare che è sia volontaria (muscoli rossi) che involontaria (muscoli bianchi). I muscoli però non registrano una posizione meccanica ma piuttosto una assunzione mentale e una posizione emotiva. E’ come se il corpo vedesse ciò che la mente pensa e ciò che il cuore sente. Anzi non è “come se”…è proprio così!

Il libero fluire

Idealmente il corpo è fatto per permettere il libero fluire di ogni sentimento, per rispondere adeguatamente alla forza di gravità, per sperimentare piacere e benessere. Quando la struttura muscolare si irrigidisce o collassa, si frammenta o si tende il risultato influisce sulla nostra possibilità espressiva, sulla nostra padronanza e sulla consapevolezza. Non  dobbiamo mai dimenticare però che alla base di queste risposte muscolari sta un’emozione e che il corpo ci parla dell’emozione sottostante.

A volte indugio ascoltando La macchina vitale che Mi pulsa nel corpo:
Sento il battito cardiaco Ritmare lievi colpi sordi, Seguo il flusso sanguigno
Percependone il tepore, Avverto il palpito delle Viscere e il vellicare
Della peluria rada e i guizzi muscolari e la rigidità delle ossa.
Ogni volta l’auscultazione Finisce con lo smarrimento Nelle pozze dei pensieri, Umori che come acque ferme Mi ristagnano nel cervello

Jim Morrison

Guardare con gli occhi, sentire con il cuore

Per leggere il linguaggio del corpo non basta guardare con gli occhi: bisogna sentire con il cuore la voce dell’emozione intrappolata. E’ un sentire sottile che va al di là delle regole descrivibili. Passa attraverso la risonanza corporea e quindi attraverso la disponibilità a sentire il proprio corpo oltre che quello altrui.

Questo è un elemento di lettura tanto importante quanto indispensabile per andare al di là di una fredda interpretazione.

Cosa c’è di diverso nella bioenergetica?

Ma cosa c’è di diverso nella bioenergetica rispetto agli infiniti approcci che si occupano di lavoro corporeo?

L’elemento di diversità fondamentale è che in bioenergetica nessun aspetto del corpo è patrimonio esclusivo di chi cura. Il lavoro corporeo, tutto il lavoro corporeo, ha un unico grande scopo: risvegliare alla consapevolezza del proprio corpo. Nessuna interpretazione staccata dalla consapevolezza, nessuna lettura non partecipata. Una lenta e straordinaria strada che riporta la consapevolezza al corpo e, riportandola alla sua sede naturale, riporta la libertà al corpo.

Sarebbe sopportabile ogni male se non ci fosse l’interpretazione,
sarebbe quel che è, non quel pugnale che uccide e vuole pure aver ragione. Patrizia Cavalli

La strada della consapevolezza: gli effetti del lavoro corporeo

La strada della consapevolezza fa sì che il lavoro fisico renda attivi i cambiamenti sia a livello corporeo, emotivo e mentale. Non può prescindere dal lavoro corporeo che permette di padroneggiare i cambiamenti emozionali profondi e di liberare l’energia necessaria per il cambiamento.

Questo tipo di lavoro su di sé è molto più che trovare una parte più comoda o una posizione migliore. Significa espandere i limiti del Sé fondati su reazioni avversative primitive. Le false convinzioni su cui basiamo le nostre difese – una volta portate alla consapevolezza – possono essere esplorate e l’intero processo può essere illuminato da una rinnovata scoperta di Sè.

Comprendere dolore e paura

E’ saggio ricordare che, per quanto la nostra vita possa essere stata facile, dolore e paura/rabbia non ci sono estranee e sono i fondamenti su cui poggiamo le nostre difese e le nostre convinzioni mentali. E’ essenziale la comprensione che nasce dalla consapevolezza se si desidera davvero fare un cambiamento profondo. Poiché si sono formati in un lungo periodo di tempo, non cedono facilmente, né sarebbe produttivo un atteggiamento violento o aggressivo di intervento. Il corpo regola, con il suo ritmo naturale, questo processo di crescita in modo che non superi le capacità di elaborazione e di regolazione della singola persona.

L’appoggio a terra

che cosa rivela il corpoNell’approccio reichiano i blocchi sono visti come anelli concentrici di tensione. La bioenergetica aggiunge a questa prospettiva la valutazione del grounding, ossia dell’appoggio a terra. Perché?

L’arco plantare è come l’arco che regge le volte delle finestre o dei soffitti delle nostre chiese: un miracolo di architettura corporea che bilancia il peso del corpo rispetto alla gravità. Se il peso è troppo in avanti o indietro l’equilibrio della colonna vertebrale ne risente così come la posizione delle gambe. E’ la solidità del nostro appoggio a terra che dà stabilità al nostro passo e che mantiene la posizione delle ginocchia rispetto alla stazione eretta. Se il nostro appoggio a terra è incerto diventa inevitabile compensare attraverso le ginocchia, irrigidendole.

Se manca flessibilità nella caviglia e nel ginocchio tutto il movimento ne risente e quindi possiamo dire che non solo il grounding ci permette di valutare come siamo in contatto con la realtà ma anche – in senso letterale – come ci muoviamo nel mondo. Inoltre, poiché le gambe sono la sede di grandi muscoli, le tensioni nelle gambe, la loro rigidità dovuta al desiderio di compensare un senso di instabilità, è letteralmente un grande dispendio di energia.

La tensione si riflette

Partendo dall’appoggio del piede abbiamo iniziato a delineare come, nel nostro corpo, la tensione si riflette e, a partire da un punto di contrazione, cambia la dinamica di tutto l’appoggio. Quindi la tensione ai piedi – che, per fare un esempio, male appoggiano a terra  – si riverbera su caviglie e ginocchia e da qui, attraverso le cosce, influenza la posizione del bacino. Le tensioni nel bacino riverberano nella profondità del respiro, visto che il ritmo del respiro si accompagna con un basculamento del bacino stesso. Un bacino bloccato non riesce ad oscillare mentre camminiamo, né mentre respiriamo. La contrazione dei muscoli delle natiche regolano il blocco del bacino che ha bisogno del basculamento per svolgere la funzione di carica e scarica che accompagna il respiro, il camminare e la sessualità e spesso raccoglie le tensioni legate proprio al lasciar andare, all’aggrapparsi.

A partire dai piedi e dall’appoggio a terra regoliamo quindi il movimento del corpo e la profondità del respiro: ecco perché la bioenergetica unisce al lavoro sui blocchi il lavoro sul grounding.

La forza della bioenergetica e la dolcezza della mindfulness

Per liberarsi dalle tensioni o recuperare le parti collassate o frammentate, è necessario avere rispetto dei propri limiti, amorosa comprensione delle proprie difficoltà e l’impegno necessario ad affrontare questa strada. Ecco perché la forza della bioenergetica – che libera le energia nascoste e trattenute – e la dolcezza della mindfulness, sono un connubio perfetto sulla strada della consapevolezza.

La mindfulness è una regina che distribuisce doni regali a chi le è fedele, non amando gli improvvisatori ma riconoscendo la serietà dell’intenzione ancora più della determinazione nell’impegno. La bioenergetica è un re che dispone di forza ed energia per regolare il rapporto tra il mondo interno e il mondo esterno. Offrendo un confine solido ma flessibile.

Entrambi nutrono quella quota di grazia e grinta che ci è necessaria per qualsiasi serio cambiamento.

La gravità è la radice di tutta la grazia. Lao Tzu

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©dona_a, ©Kalsa (m.a.mondini) ©Evelyne Saccomanno ©alternativevisuali

Eventi correlati

Ritiro di bioenergetica e Mindfulness Le radici della felicità, 1 – 4 settembre 2016 Giaiette, Genova

Letture

Arrendersi al corpo. Alexander Lowen

Riprendere i sensi. Jon Kabat Zinn

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