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Cos’è l’analisi bioenergetica? La risposta nell’ultimo scritto di Lowen

Cos’è l’analisi bioenergetica? La risposta nell’ultimo scritto di Lowen

Negli anni Lowen ha scritto moltissimi articoli intitolati “Cos’è l’analisi bioenergetica”. Sono articoli nati dal suo desiderio di spiegare i suoi fondamenti e dal suo desiderio di esporre le successive integrazioni del suo pensiero. Lowen era prima di tutto un grande clinico e secondariamente un grande teorico. La sua teoria è nata dall’esperienza viva della relazione con i suoi pazienti, a cui ha sempre dedicato un ampio spazio nei suoi libri. E’ per questa ragione che questi articoli – che riassumono il cuore della bioenergetica in forma sintetica – sono molto interessanti. Quello che vi presento adesso è l’ultimo dei suoi articoli pubblicati con questo titolo e compare nell’edizione italiana del “Manuale di analisi bioenergetica” a cura di V. Heinrich Clauer, di cui sono una delle curatrici per l’edizione italiana.

L’integrazione mente – corpo

Zemanta Related Posts ThumbnailIl primo punto da cui parte Lowen è l’integrazione mente-corpo. “L’analisi bioenergetica è  un approccio che integra il corpo nel processo analitico, perché il corpo è la persona. Qualunque problema presente nella personalità quindi si manifesta sia nell’espressione corporea che nell’espressione psicologica. Questi problemi posso essere individuati in modo accurato a partire proprio dalla motilità del corpo se si è in grado di leggerne il linguaggio. Il corpo inoltre contiene la memoria di ogni esperienza che la persona abbia attraversato, pertanto è possibile leggere la biografia di una persona a partire dalla struttura dinamica del suo corpo. Da un punto di vista teorico possiamo affermare che ogni esperienza vissuta si struttura nel corpo delle persone così come nella loro mente.” Ad un livello profondo, corpo e mente sono un’unica realtà: la parola corpo include la mente così come quest’ultima implica l’esistenza di un corpo. Non possono essere separati e non esiste esperienza che non abbia impatto su entrambi. A livello superficiale, il corpo e la mente sono antitetici ed ognuno rappresenta un aspetto differente ed opposto della personalità. A questo livello, i processi mentali influenzano il funzionamento corporeo mentre i processi corporei influenzano e determinano pensieri ed immagini. La formulazione di questa relazione tra corpo e mente, che è alla base dell’analisi bioenergetica, è stata avanzata da Wilhelm Reich ed espressa come identità funzionale e antitesi dei processi somatici e psichici.

Il concetto di energia

energia emotivaenergiaUn altro aspetto dell’analisi bioenergetica – che proviene dal lavoro di Reich – è il concetto di energia, compreso nella stessa definizione di analisi bio-energetica.Se si vuole comprendere la personalità ed il carattere di una persona è importante avere chiaro quanta energia abbia e come la utilizzi. Ogni struttura caratteriale porta con sé una riduzione del livello personale di energia o una restrizione del suo flusso naturale nel corpo. L’energia è prodotta dal metabolismo ed è in relazione con la quantità di ossigeno disponibile. Quando, attraverso il processo terapeutico, la persona è aiutata a respirare più profondamente, il livello energetico migliora. Più energia produce, più movimento e motilità si realizzano e questo fa emergere le emozioni rimaste trattenute ed inespresse. Queste ultime sono materia di analisi. La sequenza potrebbe essere espressa nel modo seguente: energia-»movimento-»emozione-»pensieri ed immagini.

I fondamenti dell’analisi bioenergetica

A partire da questi due elementi di base – l’identità funzionale mente – corpo e il concetto di energia e la sua modulazione o diminuzione dovuta alle tensioni muscolari croniche – possiamo dire che i fondamenti dell’analisi bioenergetica sono: 1. comprendere e lavorare con le tensioni muscolari; 2. l’analisi delle associazioni, del comportamento e del transfert; 3. la comprensione delle dinamiche energetiche; 4. l’attenzione al ruolo della sessualità.

Come si affrontano le tensioni

bioenergetica- tensioniLo specifico dell’analisi bioenergetica è, senza dubbio il lavoro sulla tensione muscolare, come intervento terapeutico finalizzato sia alla dimensione fisica che mentale della problematica della persona. Con la consueta chiarezza Lowen definisce come interviene nel lavoro corporeo. “Quando vedo un’area del corpo trattenuta o contratta la interpreto per prima cosa in termini energetici. La contrazione, a seconda della sua collocazione, blocca il flusso di eccitazione che va verso l’alto, nella testa e negli occhi, o verso il basso, nel bacino, nei genitali, e nelle gambe. In ogni caso il dolore è connesso con il trattenere. Da una parte trattenere o contrarre sono manovre utili a diminuire il dolore legato ad un desiderio insoddisfatto, ad una ferita o ad un’umiliazione, alla perdita o alla frustrazione. Diminuiscono il dolore attenuando le emozioni, cioè desensibilizzando la persona nei confronti del dolore. L’area interessata viene intorpidita. In terapia per prima cosa viene sperimentato l’allentamento della contrazione, quindi dolore. Il passaggio di una forza energetica (il sangue) attraverso una zona contratta, è doloroso. Ma dopo che è avvenuta l’esperienza del rilasciare la tensione,la sensazione è di piacere“.

Il dolore del cambiamento

Passare attraverso il corpo ha lo scopo di riconnettere – anziché evitare o scindere – con il dolore provato. Ristabilendo la nostra naturale capacità di percepire il dolore, riportiamo vitalità anche alla nostra capacità di sentire il piacere. Lowen considera questo processo di risveglio del corpo come “Il dolore del cambiamento” . “Non credo che si possa ottenere alcun cambiamento caratteriale significativo senza sperimentare il dolore del cambiamento. Cambiare è doloroso. Un processo di crescita normale non comporta dolore ma la terapia lavora per rimuovere i blocchi alla crescita e si confronta con una crescita distorta e uno sviluppo bloccato“. Questo lavoro è finalizzato a riconnetterci con l’aspetto emotivo, di cui il blocco è sempre espressione. “Partendo da questa lettura dell’aspetto energetico, procedo interpretando il blocco o la contrazione dal punto di vista della soppressione delle emozioni. Energia –» movimento –» emozioni è lo schema che potrebbe definire il processo. Poiché l’emozione è stata soppressa, il paziente non ne è consapevole. A questo punto, il tipo di blocco (linguaggio del corpo) mi dice di quale emozione si tratta. Di solito, questa emozione può essere portata alla consapevolezza attivando il movimento espressivo relativo. Ad esempio, una mascella bloccata da tensioni muscolari può avere la funzione di bloccare l’impulso a mordere. Proporre ad una persona di mordere un asciugamano può attivare questi impulsi e lasciar tornare alla consapevolezza il desiderio soppresso di mordere. Una gola contratta inibisce il pianto o il gridare ma le persone possono non esserne consapevoli fino a quando non cercano di piangere o di gridare. Le spalle irrigidite possono bloccare l’impulso a esprimere la rabbia. Spesso se si invita la persona a battere con i pugni sul materasso può emergere la rabbia. Nello stesso modo l’immobilità del bacino può essere messa in relazione ad una mancanza di aggressività sessuale”.

Imparare il linguaggio del corpo

classi d'eserciziLowen è molto chiaro rispetto alla complessità del linguaggio del corpo e rispetto alla necessità di una seria formazione. Saper lavorare sul corpo richiede una esperienza in prima persona prolungata e una profonda cultura clinica. Purtroppo molto spesso persone che hanno semplicemente partecipato a delle esperienze di bioenergetica si improvvisano bioenergetici, diffondendo una immagine distorta di quella che è la cultura bioenergetica. Chiedete sempre a chi si presenta come bioenergetico o a chi utilizza la bioenergetica, se ha una specifica formazione nel campo. Questo è l’unico modo per essere sicuri che il vostro interlocutore sia competente in materia. Lasciamo parlare Lowen “La capacità di comprendere il linguaggio del corpo non si impara né facilmente né velocemente. E’ necessaria una buona formazione e molta esperienza per sviluppare questa capacità fino ad un alto livello di competenza.  Comprendere i diversi modelli di trattenimento nelle singole parti del corpo (bocca, occhi, spalle, bacino, piedi ecc.) è come leggere le parole. Saper leggere correttamente non comporta di per sé la capacità di comprendere il significato. Per essere comprese, le parole vanno inserite nel contesto della frase, del paragrafo, del capitolo in cui sono contenute. Quando guardo il corpo di una persona, tengo conto dell’espressione delle singole parti ma ne rimando l’interpretazione al momento in cui sono in grado di avere la comprensione della totalità. Il mio obiettivo principale è l’espressione dell’individuo nella sua unicità e totalità. Ogni corpo ha una sua espressione unica che rivela la personalità ed il carattere individuale.”

La struttura caratteriale

schema caratterialeUna caratteristica saliente dell’analisi bioenergetica è l’analisi del carattere.  Lowen ha inteso il carattere come un vero e proprio elemento di connessione fra l’Io ed il corpo poiché si esprime ad entrambi i livelli. Il carattere può modificarsi ma rimane sempre presente e per questa ragione il processo terapeutico rappresenta il viaggio di tutta una vita. Che non significa che la terapia sia interminabile: significa piuttosto che la persona ha bisogno di assumersi la responsabilità del proprio modo di essere nel mondo, mantenendo viva la sua consapevolezza corporea. Inoltre per Lowen la persona, nella sua ricchezza e complessità, è sempre qualcosa di più e diverso, rispetto al carattere che rappresenta. “La struttura caratteriale può essere considerata un modello che facilita la comprensione e la comunicazione ma non si fa terapia con i modelli. La terapia ha a che fare con individui singoli ed è questa specificità che cerco di comprendere a partire dalla lettura del loro corpo. Le parti hanno un significato come parti dell’intero, ma questo non è dato dalla loro somma. Solo quando comprendo la persona in questi termini ho la sensazione di averne colto i problemi e il lavoro sulle parti, sui segmenti, diventa pienamente produttivo solo se collocato nella cornice di riferimento. Così non finalizzo una tecnica o un intervento corporeo su uno specifico segmento o su un altro.”La mia tecnica – prosegue Lowen – si è evoluta in modo da permettermi di lavorare col corpo nella sua interezza utilizzando i diversi interventi che sono utili per mobilizzare i distretti bloccati. Osservare il  disturbo dal punto di vista energetico, comprendere la personalità, comprendere il dolore e i conflitti della persona e scegliere gli interventi corporei utili all’allentamento delle tensioni sta alla base del mio approccio terapeutico”.

Corpo e parola

armatura caratterialeMa la bioenergetica è tutt’altro che un approccio solo corporeo. “Desidero sottolineare che l’analisi bioenergetica non è una terapia che si confronta solo con l’aspetto corporeo, per quanto questo sia il primo oggetto di osservazione. E’ un approccio ai problemi della personalità che lavora sia con gli aspetti corporei che con quelli mentali e possiamo dire che il tempo dedicato ai due aspetti è pari e che la possibilità di affrontare i problemi da questi due punti di vista fornisce “due gambe”, anzichè solo una. Chiunque può rendersi conto di quanto sia più facile camminare con due gambe piuttosto che con una e che una camminata agile e efficiente richiede che si riservi la stessa attenzione a ognuna. E proprio come le gambe sono connesse l’una all’altra così sono connessi il lavoro corporeo e quello analitico“. Una volta stabilita la relazione  tra l’aspetto psicologico e quello corporeo, il paziente comprende che il suo corpo dovrà cambiare perché la sua personalità cambi in modo significativo. Se è troppo rigido, per esempio, se si tira indietro rispetto alle emozioni, il suo corpo dovrà ammorbidirsi. Se le emozioni sono tenute dentro da tensioni muscolari che tendono a rendere il corpo compresso e incapace di scaricare, queste tensioni dovranno essere ridotte per permettere l’espressione dei sentimenti. Modificare significativamente il corpo è un compito arduo. Con la terapia bioenergetica in quasi tutti i casi si verificano piuttosto velocemente dei cambiamenti positivi: la mobilizzazione iniziale del corpo attraverso l’approfondimento del respiro e gli esercizi di bioenergetica, spesso evoca emozioni che sono state soppresse da molto tempo. Questa risposta iniziale alla terapia bioenergetica corrisponde all’apertura di una porta su un nuovo mondo di emozioni, in cui è eccitante stare. Spesso produce dei cambiamenti nel comportamento che la persona accoglie con piacere. Auspicabilmente, tutto ciò fornisce la motivazione e la fiducia per i compiti più difficili che seguiranno e che hanno a che fare con il lavoro sulla struttura caratteriale.

Le risposte schematiche alla vita

Il carattere è importante perché le contrazioni muscolari corrispondono a rigidità mentali e questi due aspetti – fisico e mentale – costruiscono le nostre modalità schematiche di risposta alla vita. Una vita che, per essere davvero pienamente vissuta ha bisogno di risposte flessibili e aperte, anziché rigide e schematiche.

Bioenergetica:Scalciare Come dice Lowen “Qualunque sia la struttura caratteriale,(questa) costituisce un insieme schematico di risposte comportamentali e comporta un irrigidimento della personalità. Rappresenta una limitazione al proprio modo di essere e di agire e pone delle restrizioni alla propria vita. Nonostante questo aspetto negativo della struttura caratteriale, la persona si difende dagli attacchi a questa struttura come se costituissero una minaccia alla sua stessa vita. Questa è una resistenza potentissima. Quando utilizzo la parola “attacco” riferendomi alla struttura caratteriale, non intendo dire che si mette in atto un assalto psicologico o fisico al carattere. In realtà si confronta la persona con gli aspetti negativi del suo carattere o del suo modo di comportarsi. Questo confronto è vissuto dal paziente come un attacco, dal momento che sfida l’organizzazione difensiva. Il confronto in sé raramente è efficace a produrre un cambiamento nella struttura caratteriale. Per quanto il paziente possa rendersi conto dell’autodistruttività del suo modo di agire, non è in grado di modificarlo con un atto di volontà. In altre parole, egli è relativamente impotente a cambiarlo poiché la volontà lo ha costituito ed è intimamente legata ad esso. Usare la volontà per modificare un tratto caratteriale è come voler far alzare qualcuno da terra tirandosi dai lacci delle scarpe.  C’è bisogno di una profonda comprensione delle dinamiche del carattere se si  vuole che la terapia sia efficace.   Ho sottolineato ripetutamente che la struttura caratteriale si sviluppa per garantire la sopravvivenza. Negli anni ho compreso che quest’affermazione è vera in senso letterale. La struttura caratteriale assomiglia alla conchiglia di un crostaceo e come tale viene sperimentata come parte integrante dell’organismo e dà l’impressione di servire alla stessa funzione protettiva della vita“.

La struttura caratteriale tiene la persona in quei limiti di comportamento che ne assicurano la sopravvivenza. Contemporaneamente questo limita le possibilità di provare gioia e pienezza. La struttura caratteriale serve anche a definire l’ identità personale e a mantenere la propria integrazione. Questo avviene a scapito della capacità di provare emozioni.

In modo fortuito, sia nella terapia che fuori, le persone sperimentano delle emozioni che riescono ad aprirsi un varco e le trasformano, liberandole dai tratti nevrotici e dalle ansie, e conoscono per un breve periodo la gioia di essere aperte e non nevrotiche. Sfortunatamente queste esperienze trascendenti non producono cambiamenti duraturi. Si dissolvono perché la persona non è in grado di adottare questo nuovo modo di essere sui vecchi stili e tipi di vita. Questo accade perché la breccia viene aperta contro l’Io o senza la sua partecipazione. E’ una scissione e quindi  spezza l’integrità dell’organismo. E’ possibile, però, evitare queste reazioni se l’analisi del carattere è condotta in modo opportuno.”

L’approfondimento continuerà nella prossima settimana! Puoi approfondire su “Manuale di analisi bioenergetica”

© Nicoletta Cinotti 2014

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