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Dal diario del ritiro di bioenergetica e mindfulness

“La consapevolezza è il viaggio di tutta una vita su un cammino che alla fine non porta da nessuna parte: solo a scoprire chi sei”. Parole semplici e dirette, che Jon Kabat-Zinn utilizza per definire ciò che molti di noi cercano con più o meno costanza di perseguire: la consapevolezza di sé e del proprio essere nel mondo. In questo articolo l’intenzione è quella di condividere un pezzo del mio viaggio nel ritiro di Bioenergetica e Mindfulness svoltosi lo scorso weekend, dal 13 al 15 settembre, alla Casa di Giaiette, una splendida e accogliente località vicino Chiavari, in cui i partecipanti sono stati condotti da Nicoletta Cinotti ad esplorare per tre giorni il proprio spazio interiore in cui ritrovare risorse ed energie dimenticate nel profondo di Sè.panchina Giaiette

Togliere via la polvere

Il ritiro è stato un tempo in cui si sono alternate con fluidità e naturalezza esperienze di Bioenergetica e Mindfulness condotte con gentilezza e gradualità, in modo da consentire a tutti i partecipanti, neofiti e più esperti, di accedere al mondo del contatto profondo con se stessi, dei blocchi del corpo e della mente, delle difese e degli impedimenti alla consapevolezza che sono sempre presenti e in agguato in ognuno di noi. La modalità….aiutarci a spolverare con delicatezza quei piccoli oggetti di cristallo posti al centro del nostro corpo….i nostri cuori, per poter accedere ad uno spazio immenso che nel corso della crescita si è ristretto per difenderci dal dolore. Togliere via la polvere permette di sentire ciò che non volevamo più sentire, ammorbidire ciò che si era indurito e permette di accedere ad un sentimento più morbido, più poroso: la commozione.

Il silenzio tra la dolcezza della Mindfulness e la forza della Bioenergetica

Pratica formale e pratica informale si sono alternate nel corso del ritiro in cui abbiamo condiviso tutti i momenti della gestione di vita quotidiana in una danza lenta e silenziosa. “Quello che cura di più nella vita è la vita stessa” ci ha così accolti la conduttrice, invitandoci a vivere ogni attimo del ritiro come un momento prezioso di autoguarigione. Il silenzio è stato il  gentile compagno cercato e desiderato anche da chi non pensava di essere pronto per immergersi in questa esperienza. Il lavoro corporeo di bioenergetica ed i momenti di condivisione hanno sostenuto ed amplificato il valore del silenzio e della pratica di consapevolezza del respiro, confermando che la scelta delle parole rappresenta uno strumento prezioso di cui aver cura se intendiamo  incontrare veramente l’altro.

Insight dialogue: brevi esperienze di Mindfulness interpersonale

piccioni dialogue“Le parole inutili ci tengono lontani dalla consapevolezza, e ritornare al linguaggio del corpo e al respiro ci permette di limitare le parole inutili per dare spazio alle parole vere” N. Cinotti. Con queste indicazioni siamo stati condotti ad esplorare anche l’area del dialogo consapevole, con brevi esperienze di condivisione in coppia dei vissuti nel corso del ritiro. Condivisione scandita da momenti di “Pausa-Rilassa-Apri” secondo quanto proposto da Gregory Kramer nel suo Insight dialogue, come via di scambio per accedere all’esperienza di” espansione diadica della coscienza” nella relazione con l’altro (vedi articolo di Nicoletta Cinotti). Questa modalità di dialogo fa sì che nel raccontarci…non raccontiamo più  la solita storia, ma scegliamo accuratamente e consapevolmente di raccontare la vera esperienza che stiamo vivendo….nel qui ed ora.

Le acque del lago e il fuoco del camino per meditare sulle turbolenze 

La nostra mente è come un lago: sopra le increspature del vento, sotto chiara e presente. Il vento passa, la chiarezza permane. Meditare sulle rive del lago nelle vicinanze della Casa di Giaiette è stata un’esperienza per me arricchente, così come condividere e meditare in chiusura di giornata davanti al fuoco scoppiettante del camino. E’ stato fare esperienza, assieme agli elementi della natura, delle qualità della mente, della possibilità di affrontare torpore e irrequietezza immergendomi nelle acque del lago o nei ceppi ardenti della legna nel camino. E’ stato poter sentire profondamente l’alternarsi delle reazioni avversative e scoprire che se oltre la rabbia c’è la paura…oltre la paura può esserci la quiete. E’ stato rassicurante…come tornare bambini e riafferrare quegli attimi di felicità che temiamo per sempre perduti.doubtful-sound-new-zealand

Un principi e un fine condivisi

Il ritiro è partito dal principio che la Mindfulness e la Bioenergetica hanno un pensiero comune di fondo: che la qualità della chiarezza dentro di noi è già lì, si è soltanto addormentata o è stata soffocata dalle mille esperienze della vita. Il modo per risvegliarla è quello di passare attraverso il lavoro corporeo della Bioenergetica e la consapevolezza del respiro della Mindfulness. Il ritiro si è concluso permettendoci di approdare ad un fine comune: la bellezza di ritornare a Sé, di ritrovare “da qualche parte, nel profondo di ciascuno di noi, quel bambino che era innocente e libero, e che sapeva che il dono della vita era il dono della felicità” A. Lowen.

a cura di S. N.

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