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È certo: siamo vicini a Natale

È certo: siamo vicini a Natale. Non è solo perchè ci sono le luci per le strade, l’affollamento nei negozi, qualche telefonata in più. È certo perchè quasi nessuno è immune al cambiamento di umore che la stagione più celebrata del mondo provoca in noi.

L’Avvento è il tempo dell’attesa e basterebbe questo per spiegare come mai siamo più inquieti. Aspettare non è l’attività che preferiamo. Può far ri-emergere il ricordo di situazioni passate, risvegliare vecchie paure, fare previsioni troppo rosee o troppo funeste. Insomma già così c’è abbastanza stress nell’aria!

Non so se tu sei una di quelle persone che hanno già un piano pronto per Natale e uno ancora migliore per la fine dell’anno. Io no. Arrivo a Natale sempre un po’ sguarnita, con la sensazione  di aver dimenticato qualcosa senza sapere nemmeno bene cosa ho dimenticato. È così più o meno da quando sono diventata adulta. Mentre prima, quando aspettavo il Natale – perchè adesso lo rincorro – forse erano gli altri che, invece, avevano la sensazione di dimenticare qualcosa. Rincorrendo il Natale quando arriva è come se facessi una brusca frenata e tutte le cose che avevo in macchina cadessero dal sedile al pavimento. Ecco, io arrivo a Natale così: spettinata dalla mia stessa vita.

Questo periodo ci chiede tempo

Vigilare è la capacità di ritornare a prendersi il tempo necessario per aver cura della qualità non puramente clinica e commerciale della vita. Carlo Maria Martini

NataleDicembre diventa il mese in cui sembra che il tempo si accorci. Le ore di lavoro aumentano in vista delle prossime vacanze. Gli impegni extra-lavorativi crescono, sempre per la stessa ragione. È il momento dell’anno in cui ho più chiara la limitatezza del tempo. Non credo che capiti solo a me. In più, come se non bastasse, ci sono un sacco di cose da pianificare: acquisti natalizi, menù, regali. Insomma se pianificare è qualcosa che dà a sensazione di avere poco tempo rispetto a tutto quello che dobbiamo fare, durante questo periodo di attesa possiamo arrivare a sentire che – di tempo – proprio non ne abbiamo.

Se sentirci padroni del tempo ci dà un’illusione di potenza, il fatto che svanisca così facilmente tra le mani finisce per darci una sorta di pacata malinconia. La sensazione di essere persi in partenza. Così non ho trovato di meglio da fare, per riprendere tempo che semplificare. Semplificare la lista delle cose da fare lasciando quelle davvero essenziali. Semplificare il menù, semplificare i regali. Sostituire qualche regalo con del tempo passato insieme a chiacchierare è stata la novità di quest’anno. Anziché correre a comprarti un regalo passo quel tempo con te. In alcuni casi è stato davvero apprezzato! (Chi non l’ha apprezzato ha ricevuto un regalo comprato su internet!). Una cosa però che mi ha restituito tempo è stato inserire me stessa nella lista dei regali. Mi sono fatta dei regali. Cose piccole che rimandavo di fare e che adesso hanno preso la priorità rispetto al mio consueto obbligo alla generosità.

Fare silenzio

Il silenzio è l’essenza del cuore. Puoi essere nel tuo cuore se hai perdonato te stesso e gli altri. Puoi essere nel tuo cuore solo senza rabbia o preoccupazioni. Puoi essere nel tuo cuore se respiri senza affanno. Quando il respiro è superficiale, lo è anche il pensiero. Se vuoi vivere una vita spirituale, porta la tua consapevolezza al respiro. Diventa consapevole di quando respiri in modo superficiale e concentrati sui tuoi pensieri: ti renderai conto che la mente sta andando a ruota libera. I pensieri sono privi di profondità e significato. Se ti rilassi e respiri profondamente, questi pensieri voleranno via come uccelli spaventati. Allora, abiterai nel tuo cuore. Quando il respiro è affannoso, il pensiero è guidato dalla paura e dall’ansia. Diventa consapevole del tuo modo di respirare affannoso. Osserva i tuoi pensieri e le tue sensazioni. I tuoi stati mentali affondano le loro radici nel passato o nel futuro. Sei concentrato su ciò che fanno altre persone, su come puoi compiacerle o su come proteggerti dalle loro azioni. Praticamente stai innalzando una fortezza di pensieri attorno al tuo cuore. Respira profondamente e rilassati, e respira ancora, adesso. Respira e riportati nel tuo cuore. Respira a ritorna al tuo Io essenziale. Se non farai ritorno al tuo cuore, non riuscirai a vivere con compassione. Questo è l’unico modo per vedere il mondo con chiarezza e senza esagerazioni o esasperazioni. Se non farai ritorno al tuo cuore ogni cosa alimenterà in te solo noia e ansia. Paul Ferrini

All’inizio di Dicembre ho fatto due giornate di silenzio. Due giornate dedicate alla pratica. Un mini ritiro. Possiamo facilmente autogestirlo: stare in silenzio dalle 10 alle 17, alternando pratica seduta e pratica camminata non è una noia. È l’esperienza del dilatarsi del tempo. Abbiamo bisogno del silenzio per ritrovare quelle poche parole che ci sono necessarie, diceva Etty Hillesum.

Fare silenzio non è stare zitti: è cercare il silenzio in mezzo al rumore della nostra mente chiacchierante. Lasciare che le cose siano fino a che la marea non si acquieta.

La solitudine delle vacanze

Natale

Il periodo delle vacanze è un momento in cui tutto diventa più acerbo. La solitudine per prima. Siccome c’è un gran movimento di contatti chi, invece, si sente solo, in questo periodo si sente solissimo. E chi sta male si sente malissimo. Poi una paziente – una persona che non ha parenti – mi ha raccontato il suo segreto per non stare male il giorno di Natale. Fa un turno alla mensa dei poveri. Non lo fa per sentirsi buona. Lo fa per non sentirsi sola. Lo fa per accorgersi che, nel mondo, la solitudine non è una esperienza rara. Capisco che non possa andare bene per tutti ma mi è sembrata un’idea luminosa. In realtà a Natale non abbiamo bisogno di sentirci buoni: abbiamo bisogno di non sentirci soli e di lasciar andare l’idea che, se siamo soli, è colpa nostra. La solitudine è una delle tante emozioni della nostra vita. Una condizione transitoria che è patologica solo quando diventa isolamento. Sentirsi soli non è un problema. Lo è essere isolati e l’isolamento nasce prima dall’interno e poi si realizza all’esterno.

 

 

La perfezione e la delusione

Questo è il momento in cui possiamo essere tentati dalla perfezione. Dall’idea che le cose possano o debbano essere perfette: giuste, preparate, adatte. Aumentano le aspettative e quindi aumenta il rischio di delusione. Essere consapevoli della propria spinta perfezionistica e degli ideali che abbiamo sul il giorno di Natale può aiutarci a ridimensionare un po’ le cose. Un modo utile per non cadere nella trappola della perfezione.

Non lasciamoci condizionare dall’immagine patinata che ci viene offerta: la realtà è diversa. Forse, nella sua complessità, è anche più bella. Perchè è più autentica, ma non è patinata.

Mamma mia quanto cibo!

Qualsiasi festa è celebrata dal cibo e questa stagione è quasi dovunque una esaltazione del cibo. Cibo regalato, cibo comprato, cibo cucinato. Cibi esotici, cibi tipici. Cibo!

Peccato che il cibo correli con due cose: l’avidità e il senso di colpa. Poche persone sono davvero immuni a questi due aspetti: all’avidità che suscita avere tanto cibo appetitoso a disposizione e il senso di colpa che proviamo dopo averlo mangiato. A volte penso che il vero problema legato al cibo non sia tanto il sovrappeso – di cui solo alcuni sono colpiti – ma il senso di colpa che, invece, riguarda la maggioranza di noi. Salutisti in prima linea, che trasformano i pasti in un conteggio di colesterolo, trigliceridi, glicemia, in un misto di deprecazione per quello che mangiano gli altri e senso di colpa per quello che mangiano loro. A parte il fatto che abolirei le diete – e anche i digiuni – non possiamo trasformare un piacere in una persecuzione!

C’è un bellissimo libro di Thich Nhat Hanh che consiglio Savor (Mangiare in consapevolezza) delizioso quanto un cibo prelibato. In alternativa – sul cibo non riesco a trattenermi – possiamo usare l’ABCDE

  • Attenzione: non mangiare senza accorgertene
  • Basta sentire il senso di sazietà perchè il cibo non faccia male
  • Continua a masticare prima di ingoiare
  • Degusta quello che mangi, per quanto semplice sia
  • Evita la distrazione: non usare il cibo come passatempo da fare insieme ad altre cose.

Nella tradizione Mindfulness parliamo di 7 diversi tipi di fame. Averne un’idea rende il cibo molto interessante e nutriente senza aumentare la quantità di cibo che mangiamo.

Il Natale è la festa della famiglia: ecco perchè è stressante!

NataleIl Natale è una festa familiare e, a dire la verità, non per tutti questa è una buona notizia. Riemergono vecchie tensioni, vecchie modalità di stare in relazione. Difficoltà e rancori possono tornare a galla. Ogni famiglia ha il suo modo di gestire lo stress. C’è chi preferisce l’indifferenza, chi esplode in un conflitto. Chi, per un giorno almeno, vive felice e si gusta il miracolo del Natale, quello raccontato dalle favole. In ogni caso è meglio mettere in conto che una parte dello stress pre-natalizio deriva proprio da quello.

Considera che molto dello stress è comunque anticipatorio: facciamo previsioni catastrofiche, ci crediamo e poi crolliamo giusto un attimo prima che la realtà ci dimostri che le cose non stanno davvero così. Quindi, ogni volta che inizi ad anticipare uno dei soliti disastri natalizi, fermati. È ansia anticipatoria e ti fa male alla salute molto di più del Pandoro.

Il segreto del Natale per me

Io a Natale cambio. È come se, dopo l’autunno in cui sto abbastanza in letargo, mi svegliassi con l’inizio dell’Avvento. Ogni anno è così. Faccio bilanci, cambio cose, mi riempio di ricordi, riflessioni. Verso lacrime : alcune di gioia e altre amare. Ogni anno il Natale mi ribalta. Vecchie memorie attivano nuove risorse. Non so perchè succede ma divento un fervore di tante emozioni diverse. Alcune da prendere con cautela. Il vecchio Bukowski che abita in me prende allegro il sopravvento e mette per un po’ in sordina Wislawa (Szymborska). Si stanno simpatici – gran fumatori entrambi e anche un po’ sbevazzatori – ma hanno caratteri diversi. Lui è la mia anima ribelle che ogni Natale torna, regalo spesso indesiderato quanto vitale e necessario. Lei è ironica e leggera e transita meglio la primavera. Lui, spesso, è un po’ dissacratorio, giusto per il piacere di scandalizzare. Poi arriva Gennaio e le cose tornano a posto. In modo diverso però perchè il Natale, per me, è la festa della creatività.

Buon Natale!

© Nicoletta Cinotti 2016 Foto di ©h.koppdelaney, ©Finn Frode (DK)

 

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