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Emozioni e “sistema” emotivo

Abbiamo bisogno delle nostre emozioni per moltissime ragioni. Danno sapore alle nostre esperienze, ci permettono di dare significato a ciò che proviamo – ci aiutano, come dice Panksepp, a costruire la nostra razionalità – e sostengono le nostre motivazioni.

Tra emozione e motivazione

Le motivazioni infatti, per essere realizzate, necessitano del sostegno delle nostre emozioni. Se non abbiamo emozioni di sostegno le nostre motivazioni sono come macchine prive di motore. Possono avere una bellissima carrozzeria ma non ci conducono da nessuna parte.

Le emozioni giocano un ruolo centrale anche rispetto alla nostra esperienza corporea. Ci permettono infatti di rendere attive e di percepire parti del corpo e l’insieme del nostro corpo, dando una sensazione e una gradazione alla nostra consapevolezza corporea.

Emozioni miste

emozioniMolto frequentemente possiamo trovarci a sperimentare emozioni miste rispetto ad un’unica situazione e questo può rendere più difficile la comprensione del senso di ciò che proviamo. A volte le nostre emozioni possono renderci prigionieri di stimoli conflittuali e complicare non poco le nostre decisioni. In parte questo è dovuto alla natura istintuale di alcune reazioni emotive e in parte al fatto che le nostre emozioni sono parte integrante del nostro sistema difensivo.

Quando attiviamo le risposte emotive istintuali i processi riflessivi risultano momentaneamente off-line per reagire nel modo più rapido possibile. Questo fa sì che certe sensazioni emotive vengano percepite con una urgenza insolita e pressante.

I problemi emotivi

Possiamo quindi dire che, malgrado le nostre emozioni diano significato alla vita, non sempre sono facili da riconoscere, accettare e conviverci. E molto spesso arrivano in costellazioni miste che non ci permettono di dirigerci con certezza in una unica direzione. Possiamo provare emozioni quando non lo vorremmo – per esempio con l’ansia e il panico – possiamo essere stimolati dall’ambiente ad emozioni estranee al presente della nostra vita – per esempio con un film. Possiamo provare emozioni di cui siamo parzialmente o totalmente inconsapevoli.

Emozioni e relazioni

Le emozioni sono centrali anche nelle nostre relazioni e sono cruciali per la vita della relazione stessa. Ci sentiamo attratti da persone che stimolano emozioni positive, respinti da persone critiche o negative. Se rimaniamo delusi possiamo fare cose che producano un effetto sulle emozioni dell’altra persona per sentire che l’altro condivide la nostra posizione.

Per tutte queste ragioni comprendere le nostre emozioni, da dove provengono e come funzionano contribuisce alla nostra comprensione e alla capacità di provare compassione per noi stessi e per gli altri.

Tre tipi di sistemi emotivi

emozioni

 

La ricerca neuroscientifica ha evidenziato che esistono tre gruppi di emozioni.

Ogni gruppo deriva da radici diverse e interagisce diversamente con gli altri sistemi emotivi.

Parliamo di sistemi emotivi perché le emozioni si muovono sempre in costellazioni emotive. Ossia una emozione comporta una serie, magari sottotraccia, di altre emozioni.

I sistemi emotivi sono i seguenti:

  1. Sistema difensivo: Sono le emozioni designate ad attivare protezione e a rispondere alle minacce percepite (che non è detto che siamo minacce reali). Attivano emozioni come gelosia, rabbia, ansia, paura, disgusto. Rende l’attenzione focalizzata, dirige i pensieri e i comportamenti in modo tipico, ossia aumenta la ruminazione, aumenta i comportamenti di evitamento e il coinvolgimento delle risposte corporee legate alla minaccia e alla difesa (muscoli dorsali, spalle, mandibola, risposte viscerali). Nel corso della vita questo sistema è stato fondamentale rispetto alla nostra sopravvivenza e alla nostra abilità di rispondere efficacemente al pericolo. Malgrado sia nato per difenderci dalla sofferenza, può causare sofferenza in se stesso visto che il dolore è una parte di questo sistema emotivo. Quando si attivano le risposte di questo sistema emotivo, la costellazione di emozioni che emerge include, infatti, anche il dolore.
  2. Sistema di ricerca delle risorse: E’ un sistema di riconoscimento precoce  delle risorse presenti nell’ambiente e delle fonti di piacere. Ci aiuta a sopravvivere e prosperare permettendo comportamenti adeguati ad ottenere risultati positivi. Si accompagna ad emozioni legate al piacere e all’eccitazione.
  3. Sistema affiliativo: è connesso con le sensazioni di appagamento e lo proviamo quando avviene una risposta positiva ai nostri bisogni. Tende a rendere più lenti i nostri movimenti e più gentili le nostre risposte emotive. Porta un’ampliamento dell’attenzione, riduce l’ansia, aiuta la riflessione.

Esplorare i sistemi emotivi

Poiché le risposte di questi sistemi emotivi sono, in grado diverse, spontanee ed istintive, la nostra consapevolezza di come si attivano può essere diversa. In genere la consapevolezza è connessa alla velocità e quindi più il sistema emotivo in questione attiva risposte rapidi, meno ne siamo consapevoli. Possiamo immaginarci i tre sistemi, così come li ho scritti, in una linea di velocità di risposta. Il Sistema difensivo è quello che attiva risposte più rapide, e il sistema affiliativo quello che attiva risposte più lente. Per questa ragione spesso abbiamo bisogno di maggiore pratica per conoscere le nostre risposte difensive.  Inizieremo ad esplorare il sistema difensivo attraverso tre esercizi. Nelle prossime settimane esploreremo gli altri sistemi emotivi.

Esercizio esplorativo sull’ansia (Sistema difensivo)

Prova a ricordare una situazione recente, in cui hai provato improvvisamente ansia o paura. Puoi percepire quanto è stato veloce l’innalzamento dell’ansia? Quali parte del corpo si sono attivate? Cosa è successo nei pensieri? Come ti sei comportato? Cosa hai fatto: sei rimasto paralizzato o hai reagito impulsivamente? La tua attenzione era ampia o strettamente focalizzata sulla fonte della minaccia?

Prova a ricostruire il flusso dei pensieri. Nota attorno a cosa si sono organizzati. Nota l’effetto dell’ansia sui pensieri. Guarda che cosa voleva fare il tuo corpo.

Esercizio esplorativo sulla rabbia

Prova a ricordare una situazione recente, in cui hai provato improvvisamente rabbia. Puoi percepire rabbiaquanto è stata rapida l’insorgenza della rabbia? Quali parte del corpo si sono attivate? Cosa è successo nei pensieri? Hai iniziato a rimuginare? Come ti sei comportato? Cosa è successo alla tua attenzione? Era limitata agli aspetti che ti facevano arrabbiare o vedevi anche altre qualità dell’esperienza? Cosa hai fatto fisicamente?

Prova a ricostruire il flusso dei pensieri. Nota attorno a cosa si sono organizzati. Nota l’effetto della rabbia sui pensieri.

Nelle situazioni sociali possiamo provare un misto di rabbia e ansia. Nella situazione che stai ricordando sai distinguere la risposta ansiosa dalla rabbia?

Prova a vedere se puoi distinguere la parte ansiosa da quella arrabbiata e prova a vedere se riesci a metterle in dialogo.

Com’è tipicamente la tua ansia?

Com’è tipicamente la tua rabbia? Che relazione c’è tra la tua rabbia e l’ansia?

L’aspetto centrale

riflessioneL’aspetto centrale delle nostre reazioni emotive è non giudicarle ma comprendere che, in buona parte, sono risposte istintive che hanno una radice evolutiva e filogenetica. Non possiamo sbarazzarcene ma, conoscendole, possiamo iniziare a padroneggiarle.

Padroneggiare le emozioni attivate dal nostro sistema difensivo può essere estremamente utile. Questo sistema infatti è pensato per la difesa ma non per la cura e ci rende ipersensibili alla minaccia ambientale attivando un sistema di pensiero della serie ” meglio aver paura che buscarne” o ” meglio darle che riceverle”. D’altra parte è un sistema primitivo, nato insieme all’uomo per proteggerlo da una situazione ambientale realmente ostile. E’ questo che oggi può rendere critiche le sue risposte. L’ambiente in cui viviamo non è più così minaccioso, la nostra sopravvivenza non è in discussione il 95-99% delle volte e spesso il costo della difesa è maggiore del danno che potrebbe produrre l’offesa.

Il sistema difensivo, inoltre, frequentemente è in conflitto con le risposte degli altri due sistemi, quello di ricerca delle risorse e quello affiliativo. Biasimarci o giudicarci perché abbiamo delle risposte difensive però non serve ed è controproducente. In parte perché abbiamo anche bisogno di difenderci. In parte perché, giudicandoci, attiviamo evitamento e non conoscenza e comprensione di noi.

© Nicoletta Cinotti 2014

 

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