Seleziona una pagina

The energetics of bioenergetics. I fondamenti della bioenergetica

Il testo che presento è il sunto dell’intervista che Frank Hakdly fa ad Alexander Lowen in un celebre video”The energetics of bioenergetics”. Lo presento con il desiderio di far incontrare davvero la bioenergetica al di là dei tanti discorsi sull’argomento.

La parte in grassetto è la voce di Frank Hakdly.

The energetics of bioenergetics

th“Sono stato in terapia con Reich per tre anni. Si trattava di una terapia prevalentemente corporea, con poche parole, incentrata sulla respirazione. La respirazione è quanto di più importante c’è nella vita… c’è vita quando si respira. Reich era un esperto della respirazione, e con lui ho potuto fare delle esperienze straordinarie. Mi ha cambiato la vita. Così ho deciso che questo era il mio lavoro e che dovevo imparare a farlo. Ho (acquisito) alcune delle conoscenze ed esperienze di Reich e ho iniziato a lavorare con i pazienti… ma sapevo che avevo bisogno di una formazione più completa. Così ho studiato medicina e mi sono laureato; sono tornato e subito dopo ho iniziato a lavorare sull’analisi bioenergetica.”

Di che periodo stiamo parlando? So che a quellepoca lavorava con John Pierrakos…”

foto_lowen“Sì, l’ho incontrato nel 1952, al mio ritorno in America. Abbiamo preso insieme uno studio, Pierrakos aveva mostrato interesse per le mie idee, e ci siamo  messi insieme. Era il 1952, come dicevo… Ora siamo nel 1998. Posso dire che dopo questa quarantina d’anni… 46 anni di lavoro sul problema corpo-mente, ho cominciato a mettere a fuoco qualcosa, ed è di questo che intendo parlare stasera.

Quello di cui sono convinto è che noi siamo il nostro corpo, e che la nostra testa non può averne il controllo, nel bene e per certi aspetti anche nel male. Il mio lavoro è stato quello di occuparmi più da vicino del corpo, evitando ogni scissione tra corpo e mente: questo mi ha salvato la vita, mi ha consentito di vivere pienamente e, al punto in cui sono oggi, credo di aver capito come debbano andare le cose. Ma non è facile…”

Può accennarci alcuni dei suoi concetti fondamentali?

chitarra“Allora, siamo il nostro corpo, no? Questo vuol dire che, se vogliamo cambiare in modo significativo, il corpo deve cambiare. E il corpo non è una cosa di cui si può solo parlare, il corpo si vede. Se lavoro con una persona, devo osservarne il cambiamento fisico a livello corporeo: solo così posso rendermi conto se stia cambiando qualcosa, e cosa. Ciò che è più importante poi è che, se è vero che siamo il nostro corpo, il nostro corpo ci dice la storia della nostra vita, e i nostri problemi. Ci dice tutto di noi: di fatto è noi. Potendo leggere il corpo di una persona, o quello che chiamiamo linguaggio corporeo, e avendo la consapevolezza che il corpo rappresenta la storia di quella persona, possiamo aiutare gli altri a cambiare, per dare significato alla propria vita. Non sono cambiamenti facili, ma solo affrontandoli possiamo dare senso alla nostra vita. Se non lo facciamo, non sapremo mai cosa vuol dire essere realizzati, felici di essere completamente liberi nel nostro corpo, completamente vivi.”

Guardando alle tante persone con cui ha lavorato, ho avuto modo di verificare come i suoi pazienti, rendendosi conto di essere osservati a livello corporeo, si sentono da subito compresi, e ciò permette di stabilire immediatamente un’efficace relazione terapeutica. Senza che lei debba parlarci per ore, il paziente è da subito pronto ad iniziare il lavoro

“Poniamola in questi termini. è il modo in cui si stabilisce il contatto con la persona… dove il contatto è fisico, non psicologico. Non ci si limita a star seduti a chiacchierare su cose astratte: quello non è contatto. Ci si guarda negli occhi, ci si tocca, ci si ascolta… è un’esperienza viva e vitale a livello energetico.”

E poi, quando osservando il corpo riesce a capire quali esperienze ha vissuto la persona e a che punto si trova, può dirci come inizia a lavorare?

alexander-lowen“A quel punto, si scopre che tutti i problemi della persona sono strutturati nel suo corpo, e che il suo problema principale è la paura di essere vivo, e di vivere pienamente le sue emozioni… a ragione forse… ma di fatto quello è il problema principale”

Tornando alle emozioni: le persone sono spaventate dalle emozioni. è una strada lunga e difficile, ma vale la pena di percorrerla. E il problema è che la nostra cultura si occupa poco del corpo, è orientata alla mente…

Sempre più…”

“Già, sempre più… esalta il pensiero e la potenza, non le emozioni: le emozioni sono l’ultimo dettaglio nel quadro del mondo moderno. A volte temo che la nostra sia una battaglia persa in partenza…”

Certo, a livello sociale, sembra che la situazione diventi sempre più difficile…”

“Già… quando si perde il contatto con il proprio corpo, in un certo senso si vive una vita malata. E’ questa la patologia. Non si è più reali, non ci si sente umani, e purtroppo questo è quello che si vede sempre più spesso in giro… e temo che in futuro sarà ancora peggio… Però, vedete, se vogliamo aiutare gli altri, è necessario innanzi tutto che osserviamo noi stessi e  cerchiamo di affrontare i problemi che hanno origine nella nostra infanzia. E quando riusciamo a farlo – e ci vuole del tempo perché ci riusciamo – siamo in grado di aprire il cuore, la mente e il corpo al vero senso della vita.”

Wilhelm-ReichQuello che gli altri spesso non colgono, quando parliamo di queste cose, è il piacere che deriva da tutto questo”

“E la gioia”

“Perché il vero piacere viene dalla consapevolezza del proprio corpo”

“Oggi tutti si preoccupano della salute… e hanno ragione di farlo… perché non sono sani! C’è tanto malessere in giro… e lo si vede dal corpo delle persone, spesso grottesco. Io penso che una persona sana si riconosca da un corpo vivo e vitale: occhi brillanti, voce vivace, modi gentili, un fare aggraziato, un coraggio dignitoso e non dominato dall’Ego, con una certa dose di umiltà. Tutte queste cose, le devo trovare in me stesso prima di provare a condividerle con i miei pazienti e aiutarli a raggiungere questo obiettivo. E’ una strada molto lunga, Frank.”

Anni ed annied ogni tappa è una conquista! Ricordo che anni fa lei mi diceva che ci avrei messo degli anni a raggiungere la meta, ma ogni piccolo passo, è un risultato…”

“è vero. Mi fa piacere che lei dica le “Non importa quanto tempo ci vuole, se si è sulla strada giusta.

Non se si progredisce sempre

“Esatto… Non mi dispiace di continuare a lavorare su me stesso…”

Nemmeno a me. A me piace!

“Così stasera tenterò di parlare di come si lavora sul corpo. Illustrerò alcune strategie e concetti di base del lavoro sul corpo, finalizzato a potenziarne la vitalità, l’energia, a conferirvi un maggior controllo di sé, ed un maggior possesso di sé. Il corpo è quello che siamo, e quanto più siamo a contatto con il nostro corpo, tanto più siamo a contatto con noi stessi.”

Ricordo i suoi tre principi di base: consapevolezza di sé, espressione di sé, e infine possesso di sé. E sento che è vero: dobbiamo sentire dove siamo, essere consapevoli delle nostre emozioni… e ci vuole del tempo anche solo per prendere coscienza delle nostre emozioni”

pace“O prendere coscienza di non sentirle. Per esempio, ieri è venuta una paziente e mi ha detto che si sentiva perduta. Ovviamente, non si era perduta in senso concreto, voglio dire sapeva chi era, sapeva il suo nome, insomma non era pazza, ma non riusciva a sentire se stessa, non riusciva avere il senso di sé… una persona fuori di sé. E non si può risolvere il problema limitandosi a parlarne. Bisogna sentirlo.”

Bisogna riprendere a sentire

“Il sentire è al centro dell’attenzione della bioenergetica, ma purtroppo non lo è altrove”.

“E per riprendere a sentire dobbiamo partire, come diceva lei, dal corpo, ed è quindi dal movimento, dai suoni, e dall’energia, dalla vitalità del corpo che riprendiamo a sentire.”

“Sentire vuol dire semplicemente sentire il proprio corpo. E per sentire il proprio corpo, bisogna muoversi. Ciò che non si muove è morto.”

“E se non ci si muove non si sente nulla”

Scalciare “Quindi bisogna lavorare sul corpo, vivificarlo, e solo così si ottengono le emozioni. Delle emozioni possiamo parlare per giorni interi, senza sentirle. Le emozioni sono una sensazione corporea che si produce quando sentiamo quello che avviene all’interno del corpo. Possiamo avere buone e cattive emozioni. Ma se non sentiamo il nostro corpo siamo solo spiriti… spiriti eterei che vagano senza sapere dove andare o chi sono… Così, se riportiamo lo spirito nel corpo, il corpo diventa più vivo e lo spirito può elevarsi e realizzarsi.”

“E questo ci dà piacere e gioia. Anche con tutto il dolore che c’è nella vita”

“Beh, c’è meno dolore per quelli che sanno… sapete, spesso portiamo un carico di dolore che non è necessario, dovuto alla paura. Vi faccio un esempio. Una persona che sta seduta rigida così, e parla così… prova un dolore terribile!”

“E magari lo sopporta anche per 50 anni…”

C - Alexander Lowen mobilizando o Segmento Torßcico, para liberar emoções reprimidas“E’ possibile che non ne sia nemmeno consapevole. Scende dalle nuvole quando le si parla della sua tensione e di quanto questo le faccia male, perché si è spenta a quell’emozione. Tragico. Tragico. Per la maggior parte delle persone la vita è tragica. Quello che spero è che tutti i terapeuti prendano coscienza dell’importanza di lavorare con il corpo per renderlo vivo e farlo cambiare in meglio, perché quello che avviene nella testa non ha nulla a che vedere con le emozioni… o molto poco. La coscienza si sviluppa molto poco in profondità. è come la punta dell’iceberg, l’unica cosa di cui si può essere consapevoli. Dal livello della coscienza, si possono cambiare delle idee – un po’ come imbiancare una casa non cambia veramente la casa – ma il vero cambiamento avviene ad un livello dinamico interno, al di sotto del livello conscio. E la bioenergetica opera al di sotto del livello conscio.”

“Solo grazie al fatto che il terapeuta prende coscienza della nostra vitalità e lavora sui nostri problemi, siamo in grado di aiutare gli altri”

“Beh… è come quando, dopo aver fatto un viaggio in un paese, siamo in grado di portarci anche altre persone. Dobbiamo fare un viaggio di scoperta di noi stessi, passare attraverso i nostri problemi, prima di portarci qualcun altro. Penso che se ci occupiamo realmente del nostro corpo, non ce ne pentiremo mai.”

“Assolutamente. Vorrei ringraziarla di cuore, dottor Lowen, per aver accettato di condividere con noi le sue esperienze. è sempre stato un piacere stare con lei. Tutte le volte che sono stato con lei, in questi trent’anni –  e sono state molte, molte volte – ho imparato qualcosa e sono stato bene con lei. Spero che molte persone possano vedere questo video ed apprezzare gli anni di lavoro, esperienza, competenza e benessere corporeo che il dr. Lowen ci ha regalato.”

© Nicoletta Cinotti 2014

Share This

Condividere questo articolo?