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Gentilezza e accettazione

Molto frequentemente, dentro di noi, scorre un dialogo di sottofondo che commenta ciò che facciamo e quello che accade.

Già questo semplice commentare può diventare, a volte, una fonte di disturbo. Lo è ancora di più se il commento è critico e giudicante.

Anche questa è una abitudine e, come tutte le abitudini, può essere cambiata portando la consapevolezza proprio al tono del nostro dialogo interiore.

Per esempio, quando ci rimproveriamo per un risultato scarso, potremmo provare a ricordarci che a tutti capitano risultati non soddisfacenti. E che per tutti risultati e intenzioni formano una trama complessa nella nostra vita.

Nessuno di noi è senza “peccato” o senza imperfezioni.

Accettarle può essere un radicale atto di amore nei nostri confronti, come dice Tara Brach.

Detta con altre parole possiamo provare a guardare con occhi e cuore aperto ai nostri fallimenti e alle nostre difficoltà e possiamo farlo iniziando a cambiare il dialogo interiore che ci accompagna, filtrando il giudizio che si nasconde nel tono delle parole o nella qualità delle parole stesse.

L’accettazione in fondo è proprio questo: depurare dal giudizio ciò che accade per lasciare che abbia uno spazio libero dentro di noi. Uno spazio in cui quel germoglio può diventare qualcosa di diverso.

Per quanto possiamo sentirci inadeguati o incompleti, meritiamo la nostra gentilezza e accettazione. Narrare la propria giornata con accettazione e gentilezza porta nelle nostre parole la parte nobile della nostra essenza: la compassione

© Nicoletta Cinotti 2014

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