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Ci diamo spesso direzioni di crescita. Lo facciamo con i nostri sogni, i progetti, gli obiettivi. A volte siamo morbidi e permettiamo che questo realizzarsi avvenga spontaneamente; altre volte siamo più determinati e ci sottoponiamo a pressioni e sforzi per realizzarli.

In ogni caso è inevitabile che durante il percorso sorgano ostacoli, difficoltà dovute all’esterno. E difficoltà dovute a noi stessi. perché crescere porta ad espandersi e, espandendoci, ad incontrare i nostri punti di resistenza. È in questi momenti che è importante avere chiara la nostra intenzione perché, altrimenti, gli ostacoli possono diventare lunghe stazioni di sosta. Oppure bivii in cui non sappiamo che direzione prendere.

Se abbiamo chiara la nostra intenzione, possiamo più facilmente gettare uno sguardo oltre l’ostacolo, e, da quel punto, procedere in avanti. Possiamo scegliere sulla base della nostra intenzione, comprendere come l’ostacolo ci parla della nostra tendenza a rimpicciolirsi – o del nostro bisogno di uscire dal bozzolo. Per paradossale che possa sembrare, per chiarire la nostra intenzione – quella che ci porta avanti, che ci spinge a crescere – abbiamo bisogno di guardare i nostri insuccessi e i nostri fallimenti. Di vedere come hanno nutrito la nostra crescita. Non abbiamo bisogno di sporgerci verso il futuro ma di farci sostenere dal passato. Perché è ciò che abbiamo imparato dagli errori che alimenta la nostra crescita. Ed è ciò che abbiamo paura di vedere che trattiene la grandezza delle nostre intenzioni.

La difficoltà sta nel fatto che non sappiamo sempre quando sorgerà un ostacolo. Per individuarli, dobbiamo conoscere la nostra mente e la nostra intenzione. Il punto è quindi essere vigili quando pratichiamo. Mentre stabiliamo la nostra mente in meditazione, qualunque imperfezione del nostro carattere si fa più nitida. Con consapevolezza, possiamo portare la nostra autenticità ad ogni ostacolo che fronteggiamo. L’intenzione è importante. Sakyong Mipham Rinpoche (l’articolo completo sarà nella NL di Domenica)

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso una accettazione radicale

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