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I pensieri non sono fatti.

La nostra fiducia nei pensieri e il nostro sospetto nei confronti del corpo creano una bella serie di paradossi. Il primo è che ci convinciamo che basta capire qualcosa per cambiare. L’evidenza ci dimostra che non è così ma la convinzione resta. Il secondo è che lasciamo che i pensieri scorrano, come un fiume ininterrotto, limitando il nostro amoroso dialogo con la vita. E alterando la nostra percezione delle cose

Il terzo paradosso, forse il peggiore, è che capire diventa un sostituto di curare. Se capiamo come mai qualcosa è accaduto, non significa che abbiamo curato gli effetti che ha prodotto; ma tant’è, siamo così fiduciosi della mente, che ci dimentichiamo il ruolo – corporeo – del conforto.

L’apoteosi però giunge quando diciamo che la percezione non è attendibile, infatti possiamo sentire cose che non esistono: come se i pensieri, invece, fossero sempre reali.

Il punto essenziale però è un altro: noi abbiamo pochissimi pensieri nuovi. I pensieri sono ripetizioni di ciò che abbiamo già imparato, di ciò che abbiamo già pensato e dei nostri schemi di risposta. Hanno il potere di suscitare emozioni già conosciute e già vissute. Ci piacciono perché ci sembra che ci diano certezze e invece, molto spesso, quello che scambiamo per certezze è solo una ripetizione.

Se vogliamo pensieri nuovi dobbiamo dare alla mente nutrimento nuovo. E quel nutrimento lo troviamo nell’esperienza sensoriale, quella sì, sempre diversa.

Così oggi prova a chiederti: voglio pensare sempre le stesse cose o voglio pensieri nuovi? Se vuoi pensieri nuovi allora passa dal corpo e vedrai che un sacco di novità ti aspettano.

Ogni pensiero è in relazione a una sensazione e favorirà o contrasterà la sensazione a seconda della struttura caratteriale dell’individuo. In un individuo sano, pensiero e sensazione seguono direzioni parallele, riflettendo l’unitarietà della personalità. Nell’individuo nevrotico il pensiero entra spesso in contrasto con le sensazioni(…)fino ad arrivare alla dissociazione tra pensiero e sensazione. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattino

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