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Il Lavoro bioenergetico

Il lavoro bioenergetico si struttura attorno 3 elementi, che sono le tre colonne del Sè corporeo:

Il concetto basilare, in analisi bioenergetica, la base attorno alla quale ruotano i tre elementi sopraesposti, è l’unità e l’antitesi delle funzioni mentali e corporee. Questo principio implica sia una dualità che una unità dei processi fisici e mentali che sono in reciproca relazione.Corpo e mente si influenzano reciprocamente come è stato successivamente dimostrato (Kandel 1998, Siegel 1996).
Da qui deriva il secondo principio basilare in analisi bioenergetica, ossia l’unità organismica: qualsiasi sistema vivente, per quanto complicato, funziona come un unico organismo. Siano questi esseri umani (Buck 2003) o sistemi sociali (Lewin 1951).
Se pensiamo in termini di organismo dobbiamo pensare in termini energetici. Nessuno vede l’energia direttamente, anche in fisica ne vediamo la manifestazione concreta come calore, vento ect (Buck 2003). Nello stesso modo vediamo l’energia delle persone attraverso le loro azioni e l’esprimersi delle loro motivazioni.
Tutte le tensioni di un individuo contribuiscono a formare la suastruttura caratteriale. Questo principio è stata integrato nel 1988 con l’intervento di Lowen in “Back to basics”. Oggi l’analisi bioenergetica è definita come approccio somatico-relazionale e non solo caratteriale, riconoscendo pienamente il ruolo dell’ambiente relazionale nello strutturarsi della nostra persona.
Il quinto principio è il cosiddetto grounding, il radicamento nella realtà.
Per Lowen il motivo per cui abbiamo perso energia è che non ci è stato permesso di provare emozioni. Reprimiamo le emozioni trattenendo il respiro. Trattenere il respiro abbassa il livello energetico e ci permette di eliminare la percezione delle emozioni che rimangono però impresse nella nostra espressione corporea, nel linguaggio del corpo.

La respirazione è direttamente collegata alla motilità del corpo. Via via che il paziente respira più profondamente, il corpo diventa più energico e l’onda respiratoria acquista slancio e si fa strada attraverso le tensioni. Il movimento acquista così una coordinazione globale che è il prerequisito perché il movimento sia associato all’emozione.
Vediamo adesso come il lavoro bioenergetico integra le tre colonne del Sé corporeo sopramenzionate e il lavoro sulle tensioni muscolari

La consapevolezza di Sè o self awareness

La consapevolezza di Sè è connessa alla nostra esperienza percettiva e include l’orientamento nello spazio e il contatto con la realtà,oltre che al nostro senso di sè storico. La consapevolezza è una esperienza connessa al presente e allo scorrere del momento presente come individuava Lowen in “Bioenergetica”. Ma lasciamo parlare direttamente Lowen:“La consapevolezza di sé dipende dal movimento. Noi percepiamo ciò che si muove, ciò che non si muove svanisce dalla coscienza. Così ogni parte del corpo che è immobile a causa di una tensione cronica è tagliata fuori dalla percezione e l’individuo non ne è nemmeno consapevole. Il primo passo per ritrovare una consapevolezza di sé è diventare consapevole della tensione, il che si ottiene mettendo una persona in posizioni nelle quali può percepire le proprie tensioni, chiedendole anche di eseguire certi movimenti che consentono di verificare la sua coordinazione. Quando una persona ha acquistato un pò di contatto con le aree insensibili del suo corpo si trova in grado di liberare le tensioni croniche che sottostanno all’insensibilità.”(Lowen, 1965,p.104-105)

Questo aspetto poi si integra con la capacità espressiva e la padronanza di sè.

La capacità espressiva o self expression

La capacità espressiva per Lowen è essenziale in quanto rappresenta la possibilità di essere spontaneo e coordinato.
La motilità del corpo è direttamente influenzata dal livello di energia. Quando l’energia corporea è bassa o esaurita decresce la motilità, il movimento e l’espressione. Una linea continua connette:
Energia ———- Motilità ——- Sensazione ——— Spontaneità ———– Autoespressione
Questa sequenza opera anche al contrario, se l’espressione di un individuo è bloccata la sua spontaneità è ridotta (Lowen, 1968,p.110).
Quindi dobbiamo alzare il livello energetico con il lavoro sul respiro, questo aumenta il movimento e la sensazione (Consapevolezza di Sé) che fanno da impulso al movimento spontaneo che può esprimere liberamente i contenuti interiori.

La padronanza di sè o self possession

Questo processo, sebbene liberatorio, non è però un semplice processo catartico. Per Lowen infatti il ruolo della padronanza di Sé, cioè della capacità di stare nei propri limiti e in contatto con la realtà, non è mai secondario.
“Non si ripeterà mai abbastanza che l’espressione emotiva è una funzione del movimento unificato e coordinato. Quando un paziente sviluppa la coordinazione ottiene il controllo del proprio comportamento (…) è spontaneo perché la motilità del corpo non ha restrizioni”(Lowen, 1965,p.100)

Ma la base è quindi la consapevolezza che è il fondamento degli altri due aspetti: senza consapevolezza la nostra capacità espressiva non può rappresentarci e la nostra padronanza rischia di essere solo controllo.

Le tensioni muscolari

Come abbiamo visto aumentando il livello d’energia attraverso il lavoro sul respiro, emergono aree di tensione muscolare. Rispetto alle tensioni Lowen è chiaro e sintetico. Di nuovo lasciamo la parola a lui:“Il concetto bioenergetico fondamentale è che bisogna trattare ogni modello di tensione muscolare cronica a 3 livelli:1) la sua storia o origine nelle situazioni legate alla prima o alla seconda infanzia;2) il suo significato attuale in rapporto al carattere dell’individuo;3) il suo effetto sul funzionamento corporeo. Solo questa visione olistica del fenomeno di tensione muscolare può produrre quei cambiamenti nella personalità che possono avere valore duraturo”(Lowen 1965,p.106).

© Nicoletta Cinotti 2012

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