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Il lavoro con il trauma: intervista a Olivia Candotti

Olivia CandottiOlivia Candotti è stata probabilmente la prima in Italia, in area bioenergetica, a portare l’attenzione al trattamento del trauma, in anni in cui questo aspetto non aveva ancora raccolto tutta l’attenzione che oggi sta ricevendo.

La sua formazione è ricca e raccoglie diverse realtà culturali: nata e cresciuta in Brasile, ha fatto la formazione di Psicologia nella Università di Monaco, in Germania. A Berlino, poi ha lavorato per 8 anni, in Organizzazioni del Ministero della Famiglia e Gioventù, con bambini e adolescenti a rischio. Dopo il suo trasferimento  negli Stati Uniti , per cinque anni ha lavorato nell’ambulatorio psichiatrico del North Central Bronx Hospital, a New York.

Si è poi trasferita in Italia dove lavora da oltre vent’anni. Insomma molte buone ragioni per intervistarla!

Nicoletta Cinotti (NC):Qual è stata la ragione per cui hai iniziato ad occuparti del lavoro sul trauma, in anni in cui questo aspetto era ancora poco trattato?

Olivia Candotti (OC): Ho fatto la formazione in Analisi Bioenergetica negli anni in cui mi ero trasferita negli Stati Uniti. È stato lì che ho conosciuto Bob Lewis e, lavorando con lui,  un terapeuta estremamente sensibile, ho iniziato a confrontarmi con un trauma della mia storia dal quale ero completamente dissociata. Così ho iniziato ad incuriosirmi al lavoro sul trauma, facilitata dal fatto che lavoravo nell’ambulatorio psichiatrico del North Central Bronx Hospital. Molti dei pazienti che vedevo avevano una storia di traumi e ho compreso l’importanza di mettere a fuoco questi aspetti per comprendere pienamente la sintomatologia e per impostare correttamente il trattamento psicoterapico. Mi sono per conseguenza lanciata con passione nella letteratura sul trauma !

Peter LevineSolo anni dopo, quando già ero in Italia, ho iniziato la formazione in SE, Somatic Experiencing, (Da qui in avanti indicata come SE) di Peter Levine. Durante una visita a New York, ero andata a una conferenza di Marianne Eckberg. È stata lei a parlarmi per prima di Peter Levine, con cui aveva lavorato. (Purtroppo il libro di Marianne, la drammatica storia sul suo trauma “Victims of cruelty , Somatic Psychotherapy in the treatment of Postraumatic Stress Disorder” , non è stato tradotto ancora in Italia.)

Peter Levine aveva appena finito  il primo training europeo, mi sono iscritta subito e ho frequentato il secondo training europeo, in Svizzera, a Zurigo. Sono stata la prima operatrice SE in Italia e dunque sono stata chiamata come assistente per i primi 3 gruppi di formazione in Italia, iniziati nel Ottobre 2002 .  Adesso sta iniziando la formazione (di 3 anni) del 9° gruppo organizzata a Milano dalla Somatic Experiencing Italia affiliata alla  SETI,  Associazione Mondiale di Boulder, U.S.A

NC. Questo tipo di lavoro in che modo si è inserito con la tua formazione bioenergetica?

OC:La mia formazione bioenergetica – almeno in quegli anni – non dava affatto attenzione al lavoro sul trauma. A differenza di oggi era un argomento totalmente ignorato.

NC: A quali aspetti, secondo te, la formazione che hai ricevuto in bioenergetica ha dato particolare attenzione?

OC:Nella mia formazione ogni didatta aveva un suo stile personale e un modo diverso di insegnare. Scott Baum (Ex President IIBA n.d.r), per fare un esempio, era bravissimo e completamente diverso dallo stile modo più tradizionale di Ed Svasta, più fedele a Lowen. Bob Lewis, a sua volta, aveva  il suo stile molto personale, dove il rapporto fra terapeuta e paziente era molto valorizzato.   Come abbiamo avuto ogni anno un didatta diverso e questo ci ha permesso di conoscere una varietà di stili in area bioenergetica.

Ho avuto anche la possibilità di frequentare la “ creme de la creme “ degli analisti bioenergetici, fuori del curriculum del training: workshops con Lowen, Bob Hilton, Ron Robbins,  Frank Hladky,  seminari continui con Vivian Guze , che mi ha introdotto al lavoro straordinario di Stanley Keleman, con cui ho fatto diversi  seminari, quando veniva a N.York e anche più tardi in Olanda.  Ho vissuto questo confronto con modi diversi di lavoro, come un grande dono, un tesoro a cui accedere per fare le mie scelte.

NC: Quale sono i principi base della  Somatic Experiencing? 

OC: Il trauma non risiede nel evento, ma nella risposta del sistema nervoso della persona, nella sua percezione individuale.

Biologicamente il trauma è organizzato attorno alla risposta di immobilità tonica (potenziata della paura) presente in tutti gli animali, dagli insetti all’uomo. La chiave per risolvere Il trauma è nel disaccoppiare la paura della immobilità , permettendo alle intense energie bloccate di essere liberate e infine trasformate. (Peter Levine )

un'intervista a Olivia CandottiLa natura ha dotato tutti gli animali compresi gli esseri umani  di un sistema nervoso capace di ripristinare il proprio equilibrio. Quando questa funzione di auto regolazione è bloccata o disturbata si sviluppano i sintomi del trauma , come modo per contenere la eccitazione o attivazione che non è stata scaricata.

Gli animali a differenza di noi esseri umani hanno la capacità di ripristinare il proprio equilibrio, scaricando l’attivazione corporea dopo essere scappati da un pericolo. Scrollandosi e tremando, ristabiliscono la respirazione normale.

La parte razionale del nostro cervello tenta spesso di reprimere questo processo di completamento e quindi rimaniamo in uno stato di allerta.

Anche se il pericolo è scomparso, corpo e cervello reagiscono come se il pericolo fosse ancora presente. L’energia in eccesso rimane intrappolata nella mente e nel corpo e i sintomi sono una conseguenza di questa energia che è rimasta intrappolata.

Lo stress post traumatico si verifica quando l’esperienza è troppo intensa e inaspettata per il sistema nervoso. Il sistema si disorganizza perdendo la capacità di autoregolare l’eccitazione e di essere nel presente .

I sintomi dello stress post traumatico possono essere di  sovra attivazione del sistema nervoso simpatico, con sovreccitazione, tachicardia, tensioni muscolari, risposta di trasalimento esagerata, incapacità di rilassarsi, di dormire.  Dal punto di vista psichico si registra una tendenza all’ ansia, panico, scoppi di ira, flusso rapido di pensieri, incapacità di concentrarsi .

Se invece c’è una sovra attivazione del sistema nervoso parasimpatico può esserci – all’opposto -bassa energia, stordimento, scarso tono muscolare, ridotta digestione, depressione, dissociazione, sconnessione nelle relazioni.

Le cause del trauma si possono dividere in due categorie:

1. Episodi che sono sempre traumatici come: la guerra; grave abuso emotivo, fisico o sessuale nella infanzia, stupro o tentativo; lesioni e malattie devastanti; la perdita di una persona cara.

2. Eventi comuni, dolorosi, inaspettati che possono essere traumatici come:

a. Incidente automobilistici di lieve entità. ( In genere le persone non sono consapevoli del effetto traumatico. “ Non mi sono fatta niente “ dicono, ma il sistema nervoso si scopre poi è rimasto attivato , provocando dei sintomi alla persona che non fa la connessione con il inci dente.

b. procedure mediche invasive

c. cadute

d. disastri naturali (terremoti, uragani, incendi, alluvioni

Somatic-Experiencingmalattia, sopratutto con febbre alta.

e. senso di abbandono, specialmente nei caso dei bambini

f. immobilità prolungata sopratutto per bambini

g. parto,  sia per la madre che per il bambino . 

La guarigione e trasformazione del trauma si può ottenere:

  1. scindendo la paura della reazione di immobilità
  2. uscendo dello stato della immobilità
  3. il sistema nervoso riacquista la sua capacità di auto regolazione.

NC. Com’è cambiata secondo te la bioenergetica oggi?

OC: Attraverso i Congressi internazionali mi accorgo che oggi la bioenergetica è molto cambiata: le neuroscienze hanno più spazio. Nel Congresso Internazionale del 2011 a S. Diego, il main speaker è stato Daniel Siegel per esempio , molto attento alla qualità delle risposte autonomiche .

Il modo di lavorare non è più strettamente collegato allo stile originario di Lowen. A parte Ed Svasta , come ho scritto prima, i diversi analisti bioenergetici si erano già allontanati della bioenergetica tradizionale di Lowen, tanto che un certo momento , mi pare alla fine degli anni 80,  lui ha convocato tutti i trainer internazionali per un workshop “ Back to basics “. Il risultato fu che alcuni trainer abbandonarono l’ IIBA come Jackes Berliner, della Società Belga e 2 altri, di cui non ricordo il nome.  Altri che sono rimasti, hanno continuato nell’ IIBA, ma hanno comunque mantenuto un stile personale, aggiungendo certi aspetti sconosciuti a Lowen, come il lavoro di Winnicott,  la teoria della relazione oggettuale accentuando anche lo studio del bambino nei primi anni di vita.

Lowen  è stato una persona carismatica,  diffondendo la Bioenergetica in tutto il mondo, dobbiamo ricordarlo sempre. Comunque nella fine dei anni 80 si era reso conto in una conferenza, che bisogna rispettare le difese del paziente. Ha  cambiato la sua visione al riguardo. Cercava di risolvere il trattamento in tempi brevi e questi aspetti sono stati portati avanti anche da alcuni miei colleghi. Oggi invece le difese vengono rispettate maggiormente e viene valorizzata di più la relazione con i pazienti.

NC. In che modo,  come bioenergetici , possiamo portare un contributo innovativo nel lavoro sul trauma

Nel Manuale di Analisi Bioenergetica  pubblicato già 2011,  una intera sezione dedicata proprio a questo aspetto.  Questa sezione è intitolata, “ Ristabilire l’unità anima, corpo, mente nelle situazioni di trauma . C’è anche un articolo di Marianne Eckberg, che ho citato poco sopra. È morta poco dopo aver finito il suo libro. Doveva scriverlo e lasciarlo a noi, prima di morire !

Riporta un interessante contributo di Bob Lewis “Il trauma umano” dove lui, secondo me, entra abbastanza in polemica con Levine pur riconoscendo lo stimolo che Peter Levine, con la Somatic Experiencing ha rivolto a noi bioenergetici.

Anche David Bercelli: Lavoro corporeo per rilasciare il trauma e Josette de Luytelaar: Lo specchio di Perseo, il flow and peak come risorse del terapeuta per lo scongelamento dello shock e dal panico, sono presenti in questa sezione del Manuale.

NC: In cosa differisce il lavoro di Peter Levine sul trauma da quello bioenergetico?

Parafrasando la frase di Lowen: Il tuo corpo racconta la tua storia, nella SE si può dire il tuo sistema nervoso racconta la tua storia.

Mentre nella Bioenergetica si lavora con il corpo,  nella Somatic Experiencing (denominata anche SE) si lavora con il sistema nervoso , con la sua attivazione.  Questo, a sua volta, è possibile solo attraverso il FELT SENSE  (Felt sense  Sensazione significativa concetto centrale di Eugene Gendlin. che ha creato il Focusing.)  Il Felt sense vuol dire ascoltare la voce silenziosa del corpo . Sviluppare consapevolezza e padronanza delle proprie sensazioni fisiche .

Nella Bioenergetica  il principio basico è: il tuo corpo racconta la tua storia. Lavorando con esercizi specifici  possiamo affrontare i problemi che vediamo nel paziente. Per esempio, la mancanza di radicamento,  il  blocco nella zona cuore,  il  blocco  nella  zona sessuale  o un blocco generale della energia. Molto importante il lavoro sul corpo,  anche per promuovere la catarsi emozionale .

Mi rendo conto che sto facendo una descrizione molto schematica. Ma cosa avviene se rinegoziamo i nostri vecchi traumi? La rinegoziazione si avvale di elementi del trauma originario combinati con forze e risorse che non erano disponibili al momento del trauma. L’intreccio di questi pezzi mancanti con le azioni difensive incomplete del trauma creano una esperienza nuova  e completa. Il completamento elabora il trauma.

Nella SE  i sintomi rappresentano l’attivazione rimasta “ fissata “nel sistema.  Mostrano dove è necessario disattivare la carica eccessiva rimasta dopo un evento traumatico.

La Somatic Experiencing lavora con il Felt Sense, ( sensazione significativa)  accedendo a SENSAZIONI  FISICHE , IMMAGINI , con minori enfasi sui processi cognitivi e emotivi.   Si promuove un elevato stato di coscienza corporea, facilitando la ri-regolazione del Sistema Nervoso Autonomo

Nella SE si lavora alla periferia con l’ attivazione . Potremmo esaminare per esempio ,  l’evento traumatico, insieme a quello che è accaduto prima e dopo l’intervento. Questo ci permette di ridurre un po della scarica rimasta fissata nel sistema e costruire una stabilità sufficiente a tollerare le forte emozioni contenuti nel’ apice del’ evento.

Si lavora con immagini.  Per esempio, cosa sarebbe successo se in quel momento ci fosse stata una persona competente accanto a te ? Possiamo così dare alla persona un altro vissuto della storia, con un impatto diverso sul sistema nervoso.

Fino ad alcuni anni fa, il trauma dello sviluppo non faceva parte del lavoro con SE, non era considerato da Peter Levine.

Nel frattempo alcuni  insegnanti della formazione SE, hanno incluso il trauma dello sviluppo. Larry Heller per es. usa proprio i caratteri di Lowen, trasformandoli leggermente. Raja Selvam  nei suoi corsi,  insegna le  differenti fasi dello sviluppo e come lavorarci sopra, con la SE.

Ringrazio Olivia Candotti per l’esauriente presentazione dei principi della Somatic Experiencing e per la personale passione che mette nella sua professione. All’interno dell’articolo sono presenti link di approfondimento sia testuale che delle organizzazioni citate.

Olivia Candotti:Psicologa, psicoterapeuta. Operatore Somatic Experiencing 

Via Pietro Borsieri 29 Milano Tel. mobile: 3290654899 candotti.o@fastwebnet.it

© a cura di Nicoletta Cinotti 2015

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