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Il mondo sulle spalle

Atlante è un personaggio della mitologia greca, che, secondo Esiodo, Zeus costrinse a tenere sulle spalle l’intera volta celeste. Una punizione inflitta per essersi alleato col padre di Zeus, Crono, che guidò la rivolta contro gli dei dell’Olimpo.

Quella di Atlante fu una punizione, mentre noi molto spesso finiamo per scegliere di tenere troppe cose sulle nostre spalle, sovraccaricandoci di impegni e di responsabilità che gravano, non solo metaforicamente, nella nostra vita.

Un giogo e delle redini

Le spalle funzionano come se fossero un giogo a cui attaccare le redini del fare. Per questa ragione dovrebbero essere libere di muoversi senza costrizione, per mezzo dei muscoli che le uniscono al petto. E’ solo con il movimento libero delle spalle che possiamo ricavare pieno vantaggio dalle nostre braccia e dalle nostre mani ed esprimere così sia i sentimenti del versante della tenerezza che dell’aggressività. Se le nostre spalle sono sovraccaricate la prima cosa che accade è che perdiamo accesso, in senso letterale, ai sentimenti diavere il mondo sulle spalle tenerezza.

Le spalle e il lavoro

Le spalle sono tradizionalmente associate con il lavoro e con la responsabilità. Tradizionalmente tendiamo a valutare la forza di un uomo dalle sue spalle, che “dovrebbero” essere forti e muscolose. La capacità di aggredire, di protendersi, di prendere quello che si vuole, di tirar colpi o di rimuovere ostacoli è associata alla percezione e alla forma delle spalle che dichiarano così anche sentimenti di sconfitta, di impotenza, di disperazione.

Deviazioni strutturale e postura

Si possono osservare diverse deviazioni strutturali: le spalle possono essere troppo tirate indietro, in avanti, rialzate, troppo strette o troppo larghe, cadenti oppure rotonde o con muscoli troppo sviluppati. La loro forma e struttura ha un peso rilevante sia nella posizione del collo che nella percezione dei sentimenti nell’area del cuore. Sentimenti che vengono da una parte espressi proprio dalla stessa forma delle spalle e dall’altra vengono impediti dal formarsi di una posizione rigida e statica.

Le spalle in avanti, per fare un esempio, si accompagnano con un avvallamento nella parte alta del petto con una costrizione emotiva che comporta sensazioni di vergogna, imbarazzo e protezione eccessiva.

In alcune persone le spalle sono tenute in alto, in una posizione che Lowen definisce da spalle“appendiabiti”. Le spalle sono sollevate, un po’ squadrate: capo e collo sono in avanti, le braccia pendono e sembra che il corpo sia tenuto su dalle spalle anziché dalla colonna vertebrale e dalle gambe. Le spalle rialzate sono un’ espressione di paura che comporta una espansione del torace. Se questa è una posizione costante significa che questa paura è diventata una forma di costrizione alla libertà espressiva anche se la fonte originaria della paura spesso non esiste più.

Questo atteggiamento di paura viene compensato portando la testa in avanti, come per affrontare la minaccia o almeno vedere se la minaccia c’è davvero. Essere spaventati e allo stesso tempo negare di esserlo crea una fissazione: non possiamo andare avanti perché abbiamo paura ma non possiamo nemmeno ritirarci perché abbiamo negato questa paura: siamo emotivamente paralizzati e questa paralisi si esprime nel blocco delle spalle. Una paralisi che riduce anche lo spettro emotivo delle emozioni possibili. Dimentichiamo infatti che il blocco fisico diventa anche un blocco emotivo che ci porta a sperimentare un ridotto numero di emozioni.

La rabbia trattenuta nelle spalle

Per molte persone l’espressione della rabbia è complessa e quindi molta della loro tensione e ostilità finisce per rimanere trattenuta nelle spalle. In questi casi si possono osservare anche delle modificazioni del tessuto: ispessimenti, accumuli di grasso insoliti, soprattutto nello spazio tra le scapole, nell’area dove insorgerebbero le sensazioni aggressive. L’adipe ha spesso una funzione di isolamento emotivo e si accumula in alcune localizzazioni proprio allo scopo di limitare la percezione. Apparentemente quindi la zona non appare tesa – anzi soffre di un eccesso di morbidezza – ma in realtà il blocco è presente. Non dobbiamo infatti solo identificare il blocco con la tensione: blocco significa piuttosto stagnazione.

Una stagnazione che può esprimersi con un atteggiamento di eccessiva sottomissione alternato a momenti di scoppi emotivi. Oppure con una rabbia espressa verbalmente ma che non corrisponde ad una azione congruente e costruttiva.

Gli esercizi

Il corpo ama la gentilezza: un intervento eccessivamente duro può infatti aumentare la tensione e la ribellione. Nel lavoro corporeo sulle spalle questa gentilezza non deve scendere però al di sotto della soglia percettiva. Le spalle sono forti, strutturalmente per l’impianto muscolo scheletrico complesso che unisce al collo e alla braccia, ma anche delicate perché raccolgono emozioni connesse all’area del petto. E’ fondamentale quindi che il lavoro corporeo sia autoregolato nel rispetto dei propri limiti e delle proprie caratteristiche.

Liberare le braccia e le spalle

Per liberare le braccia e le spalle sono utili gli esercizi espressivi che coinvolgono i due estremi – dalla tenerezza all’aggressività – dello spettro emotivo connesso alle spalle. Lavoreremo quindi sia sull’espressione della rabbia che della tenerezza attraverso l’esercizio “Protendersi” per il quale abbiamo anche un file audio. Un riferimento fondamentale rimane il testo “Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica” che raccoglie gli esercizi di base suddivisi per le diverse parti del corpo.

L’analisi del carattere

spalleSe con il blocco oculare e orale siamo transitati nell’area del carattere schizoide e orale (articolo), con il blocco del collo e delle spalle entriamo nell’area che riguarda dei caratteri che si sviluppano meno precocemente: il carattere psicopatico/narcisista (articolo) e il carattere masochista (articolo). Nel carattere psicopatico/ narcisista (presentazione slideshare) le spalle sono molto forti e sovraccaricate e spesso questo comporta una sparizione dei sentimenti di tenerezza e della capacità di riconoscere il “diritto alla vulnerabilità”. Questa forza riguarda più l’immagine di Sé che il Sé reale che vive invece un senso di inadeguatezza e sfiducia relazionale.

Nelspalle e gobba masochismo (presentazione slideshare) invece si assiste più frequentemente al formarsi di una gobba da accondiscendenza, una sorta di flessione che comporta sia delle modificazioni a livello scheletrico – nei casi più gravi – che degli accumuli di adipe, la cosiddetta “gobba”, nei casi meno gravi.

Guardare con gentilezza

Il corpo si adatta alle soluzioni che sono state psichicamente possibili. Ecco perché merita di essere guardato – sempre – con rispetto e gentilezza, anche nelle sue modificazioni più eclatanti. Lavorare sui blocchi significa portare uno sguardo gentile al corpo, per andargli incontro, là, dove l’abbiamo lasciato.

Per questa ragione l’invito è a non trasformare in etichetta diagnostica quello che vediamo ma in elemento di dialogo volto alla consapevolezza.

**Le immagini relative a persone del presente articolo hanno uno scopo esemplificativo e non dichiarano nulla sulla persona in oggetto

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7 classi per 7 blocchi

Sede di Genova 12 Gennaio ore 19, inizio del ciclo con frequenza settimanale, il giovedì dalle 19 alle 20,15

Bibliografia di riferimento

Lowen A. Bioenergetica, Feltrinelli

Lowen A.,Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica, Astrolabio

Painter J., Massaggio in profondità, Sugarco Ed.

© Nicoletta Cinotti 2017

Foto di ©Andrea Pirazzini, ©mario bellavite, ©spalluzza, ©@@PiccaCecca@@ (from Milan)

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