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Il ritmo e la carica nella diagnosi

Per valutare la consapevolezza di una persona dobbiamo prima fare riferimento ad un definizione condivisa di consapevolezza. Possiamo dire che in bioenergetica la consapevolezza di sè è la consapevolezza corporea: su questa base poi possiamo essere consapevoli delle emozioni che proviamo. E’ importante distinguerla dalla storia narrativa di cui il paziente è consapevole: questa storia infatti può contenere numerose distorsioni percettive.

La consapevolezza presente

Una delle specificità della consapevolezza è il suo svolgersi nel momento presente, andando ad arricchire il bagaglio della conoscenza implicita di noi stessi. Quando ascoltiamo quindi, per valutare la consapevolezza della persona che abbiamo difronte, non è sufficiente cogliere la coerenza narrativa

di ciò che esprime ma è necessario anche, di tanto in tanto fermarlo e fare alcune semplici domande: “Come ti senti mentre dici questo?”, “Quali sono le sensazioni fisiche che accompagnano le tue emozioni?””Come mi potresti descrivere le tue sensazioni fisiche ed emotive”, “Senti collegamento tra le sensazioni fisiche ed emotive”. Queste semplici domande e le infinite varianti che ognuno di noi apporta, possono essere un primo elemento utile per inserire la comunicazione nell’area della consapevolezza di sé di cui parliamo in bioenergetica.

Spostare la comunicazione al corpo

In questo modo iniziamo a spostare l’attenzione dal contenuto di ciò che ci viene detto, all’insieme costituito dal contenuto e dal modo con cui questo viene percepito.

Bastano queste semplici domande per scoprire, per esempio, se la persona è in grado di descrivere la sua esperienza, se ne ha consapevolezza, se riesce a prestare attenzione alla sua esperienza vissuta e percepita, nel momento in cui avviene.

Inoltre, in questo modo, iniziamo a spostare l’attenzione al corpo, con un primo, gentile passaggio, verso il lavoro corporeo. Il lavoro corporeo bioenergetico infatti, molto spesso incontra l’ostacolo della difficoltà a comprenderne la ragione e il significato.

Comprendere il significato del lavoro corporeo

Il lavoro corporeo all’inizio può essere percepito come strano o poco naturale. Perché? La ragione principale sta proprio nella mancanza di consapevolezza e nella scarsa educazione alla consapevolezza di se stessi con la quale noi cresciamo.Per questa ragione, se presentiamo il lavoro corporeo in maniera troppo brusca, o senza che la persona abbia preliminarmente preso contatto con il fatto che “manca” qualcosa alla sua descrizione dell’esperienza, rischiamo di far fare un salto “logico” troppo grande che permette di traghettare al lavoro corporeo solo sulla base della fiducia terapeutica ed è accettabile prevalentemente da persone che hanno già un interesse verso il linguaggio del corpo.

Il ritmo e la carica

in cerchioLa perdita di consapevolezza spesso si accompagna ad una sensazione di “scarica” di fatica. La perdita di consapevolezza è stato il prezzo che hanno pagato per sopprimere delle emozioni che non riuscivano  a sostenere. Il risultato è questa difficoltà a caricare efficacemente e scaricare efficacemente.Spesso la perdita di consapevolezza si accompagna ad un aumento della velocità di base: sono persone che hanno un ritmo accelerato e la velocità ha la funzione proprio di non portare alla consapevolezza elementi che si vorrebbe tenere “sotto controllo”. In questo caso anche la semplice indicazione di rallentare, attraverso le domande o il dialogo, può permettere una nuova apertura. Rallentare permette di rimanere in contatto più a lungo con la propria esperienza emozionale soggettiva. La consapevolezza corporea richiede un rallentamento dei processi cognitivi di valutazione o una momentanea sospensione. Il passare dal pensare al sentire quello che c’è nel presente richiede il tempo per raccogliere le sensazioni corporee e sviluppare un senso di competenza al riguardo e una maggiore tolleranza verso le sensazioni fisiche o emotive di disagio.Aiutare la verbalizzazione degli stati interocettivi aiuta a rimanere nella propria esperienza emozionale soggettiva. Cercare le parole per descrivere l’esperienza incoraggia la comunicazione senza che comunicare sia una esperienza di perdita di contatto con il corpo. In questo caso, quello che inizia come percorso diagnostico, diventa già un percorso terapeutico.

Il lavoro corporeo e la consapevolezza

La perdita di consapevolezza viene mantenuta attraverso due processi corporei fondamentali: la perdita di grounding e la perdita di ampiezza del respiro. In bioenergetica l’ampiezza del respiro non è data dal volume respiratorio ma dalla sua lunghezza. Tutto il lavoro corporeo quindi è focalizzato sull’allungamento della inspirazione e della espirazione, più che sull’ampliamento della capacità respiratoria polmonare.In questo caso il lavoro corporeo ha una doppia funzione di diagnosi e di azione terapeutica in se stessa. Approfondiremo questo aspetto nella prossima settimana.

a cura di Nicoletta Cinotti

 

167257_129268267137164_1487523_nPoiché la funzione si esprime anche nella struttura e nel movimento, possiamo usare entrambi come strumenti diagnostici e agenti terapeutici. A. Lowen

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