Seleziona una pagina

Il terremoto e i disegni dei bambini

Mi sveglio presto e tra i riti della mattina c’è un’occhiata all’ANSA. Così il 24 agosto ho visto presto le notizie del terremoto. Ma non ho capito la gravità. Quel 6 della scala mi sembrava serio ma non devastante com’è stato.

In questa settimana, come tutti credo, ho guardato le immagini, letti i dati – drammatici – sul numero dei morti e dei feriti. Visto le storie. Provato fastidio per un giornalismo poco sensibile e gratitudine per quello sensibile. Provato commozione e sgomento. Mi sono domandata cosa fare e non ho pensato di avere molto da dire.

Fino a che non ho visto i disegni dei bambini. Non sono arteterapia, come spiega la volontaria della Croce Rossa. I bambini disegnano, spontaneamente, e qualche vLuiz parla di un incendioolta il terremoto finisce nei loro disegni.

Luiz parla di un incendio ma quella cosa nera, sulla destra del foglio, potrebbe essere la sua paura. La paura scatenata dal terremoto appena passato. Una macchia nera compare anche in un altro disegno, come a dimostrare che la paura, è una parte dello scenario.

terremotoAltri bambini disegnano i soccorsi. Sono disegni più luminosi, che mostrano come l’esempio positivo abbia un impatto forte. E come sia facile identificarsi con chi salva. Già questo è un elemento – implicito e positivo – dei soccorsi. Non è solo prestare aiuto: è dare l’esempio, dare fiducia al fatto che, nelle difficoltà, c’è qualcuno che ti aiuta.

I disei201608262203.jpg--il_terremoto_nei_disegni_dei_bambinigni che mi hanno colpito di più sono quelli in cui la casa è intatta. Giustamente intatta perché la casa interiore non è stata scossa nemmeno dalla violenza del terremoto. Un segno della salute e della vitalità di quei bambini.

Nei disegni di altri l’attenzione è sulle montagne: le case sono crollate ma le montagne che circondano quel panorama rimangono solide e nobili. Ricordano che – anche nella distruzione – c’è qualcosa che rimane testimone silenzioso della vita.

Vederli giocare – nei video Ansa e Rai – non significa che il problema sia finito. Significa però che la fiducia di vivere è lì, pronta a cogliere qualsiasi momento per attivarsi.

Alcuni sottolineano il trauma a cui questi bambini sono stati sottoposti. È innegabile ma è altrettanto vero che la loro vitalità è quella di cui tutti avranno bisogno per riprendere a vivere. Perché sopravvivere non basta.

© Nicoletta Cinotti 2016

I proventi della vendita di Destinazione Mindfulness 56 giorni per la felicità fino a dicembre 2016 saranno devoluti ai bambini vittime del terremoto del 24 Agosto 2016 attraverso Save the Children (È possibile donare attraverso il loro sito). I disegni dei bambini fanno parte delle loro attività di volontariato per le vittime del terremoto.

 

Share This

Condividere questo articolo?