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Questo blog è anche il mio diario di pratica. Scrivo quello che imparo dalla pratica e dal mio lavoro. E imparare fa rima con sbagliare. Molte volte così, per imparare, passiamo dalla lama acuta dell’errore. È una lama acuta perchè ci spinge ad andare più in profondità e perchè l’errore ha, nella sua imprevedibilità, la capacità di atterrarci. Di farci mettere bruscamente i piedi per terra e di permetterci di misurare la distanza tra la terra e dove eravamo. Ci sveglia e ci fa accorgere che è facile dimenticarsi di essere presenti e consapevoli, facile diventare impulsivi.

Forse tutti gli errori sono atti di impulsività: momenti in cui prevale l’inconsapevolezza o l’avversione per qualcosa che sta avvenendo. Giustificarsi non serve. Dobbiamo rimanere lì e permettere che quel taglio riveli un aspetto che non avevamo ancora visto e non avevamo ancora colto.

Vorremmo che i nostri errori fossero indolori, se non per noi, almeno per gli altri. Non è così: raramente siamo i soli a pagare la conseguenza di un errore. E questo può diventare una ragione in più per imparare: perchè non  desideriamo far soffrire. Perchè desideriamo arrestare la propagazione del dolore. Così non possiamo che continuare a coltivare quello che c’è di buono in noi, senza entrare in una strada di miglioramento e perfezione. perchè l’errore è sempre lì, dietro alla porta, dietro l’angolo della strada, per insegnarci qualcosa. Per ricordarci la nostra umanità.

La mancanza di perdono è la causa di tutti i nostri comportamenti di auto sabotaggio. Mark Victor Hansen

Pratica di Mindfulness: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2017 Il protocollo MBCT

Foto di © Bibi015

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