Seleziona una pagina

La carica e la scarica in bioenergetica:il processo di cambiamento

mccurry

Il nostro organismo funziona attraverso un processo di carica e scarica e attraverso l’equilibrio tra i due momenti del processo. Questo equilibrio, mai statico, è importante perchè mantiene un livello di energia adeguato ai propri bisogni e alla propria fase della vita: un bambino impiega parte di questa energia per crescere e lo stesso vale per la crescita emotiva. Quando vogliamo “crescere emotivamente”, sciogliere difficoltà esistenziali,abbiamo bisogno di più energia: energia che raccogliamo “amplificando il nostro sistema”, ossia attraverso l’aiuto degli altri e attraverso maggiori stimoli che cerchiamo – direttamente attraverso le relazioni o indirettamente attraverso letture e approfondimenti.

Cambiare richiede maggiori energie

Questa maggiore richiesta di energia può trovare una risposta anche impiegando diversamente l’energia che teniamo impegnata per mantenere blocchi e contrazioni: ragione per cui il lavoro corporeo è così importante. I blocchi e le contrazioni muscolari richiedono infatti un impiego di energia per essere mantenuti; sciogliendo il blocco – che in bioenergetica è sempre corporeo ed emotivo – mobilizziamo nuove risorse. All’inizio passiamo un periodo di confusione o disorientamento fino a che non emergono “nuove risposte” e nuove modalità per affrontare le sfide che la vita ci propone. Questo passaggio richiede lo sviluppo di nuove modalità di autoregolazione e possiamo ottenerlo tramite lo stimolo offerto dalla regolazione interattiva, dalla relazione.

Parliamo di energia ma non in senso meccanico

Le attività fondamentali non vengono svolte in modo meccanico, nemmeno respirare, mangiare e muoversi, sono semplici atti meccanici. Una persona infatti si esprime attraverso le proprie azioni e i propri movimenti.
Quando l’espressione di sè è libera e adeguata alla realtà, il fatto di scaricare la propria energia procura un senso di soddisfazione e piacere. Questa soddisfazione e piacere stimola nell’organismo una maggiore attività metabolica, che si riflette in un respiro più pieno e profondo: quando c’è piacere le attività ritmiche e involontarie della vita funzionano a livello ottimale.

L’espressione di sè

Piacere e soddisfazione sono il risultato immediato dell’espressione di sè: una delle tre azioni fondamentali del Sé corporeo secondo Lowen (le altre due sono consapevolezza di sé e padronanza di sé). Limitando il diritto ad esprimersi si limitano le possibilità di provare piacere e di vivere in modo creativo. Se la nostra autoespressione viene ridotta per ragioni interne (inibizioni o tensioni muscolari croniche), la capacità di provare piacere è ridotta e quindi, a livello inconscio, viene ridotta la propria assunzione di energia per mantenere l’equilibrio energetico del corpo.

Aumentare il livello energetico

Non è possibile aumentare il livello energetico di una persona solo ampliando la respirazione – altrimenti gli sportivi sarebbero gli esseri più felici del mondo e sappiamo che non è così anche se lo sport fa bene alla salute – è necessario aprire anche le vie dell’autoespressione che sono il movimento, la voce e gli occhi. Processi che spesso avvengono spontaneamente attraverso i meccanismi di autoregolazione: può capitare infatti che un paziente durante il lavoro sul cavalletto, giusto per fare un esempio, inizi a piangere o a provare rabbia. Non sa perché in senso letterale, semplicemente l’apertura del respiro ha caricato il suo corpo e attivato emozioni lungamente represse che ormai non hanno più una storia precisa da raccontare. Potrà così rendersi conto che “trattiene” attraverso le contrazioni muscolari, l’espressione dei suoi sentimenti.

La carica e la scarica sono una unità

Poiché carica e scarica, come abbiamo spiegato, costituiscono una unità, la bioenergetica lavora contemporaneamente su entrambi gli aspetti, per elevare il livello energetico e aprire la strada al flusso delle sensazioni e all’autoespressione. Questo approccio combinato – cito le parole di Lowen –

“mette gradualmente a nudo le forze interiori (conflitti) che impediscono all’individuo di funzionare con il suo pieno potenziale energetico. Ogni volta che uno di questi conflitti interiori si risolve, il livello dell’energia aumenta. Questo significa che l’individuo assume più energia e ne scarica di più in attività creative, che sono fonte di piacere e soddisfazione (Lowen 1958, p.41)
.

Questa è anche la ragione per cui accompagno gli articoli con immagini di pittori e poesie di artisti: per sostenere il nostro personale processo creativo!

Essere realisti

Benchè questa idea dell’usare i principi di carica e scarica nel processo terapeutico, sia geniale nella sua semplicità, Lowen era un uomo fortemente realista, un americano pragmatico e con i piedi per terra (d’altraparte l’idea del grounding è alla base del suo lavoro). E quindi prosegue così il suo discorso 

“Non voglio che si creda che la bioenergetica possa risolvere tutti i conflitti sepolti, rimuovere tutte le tensioni croniche e reinstaurare nel corpo di un individuo il fluire libero e pieno delle sensazioni. Può accadere che questo obiettivo non venga raggiunto fino in fondo; comunque si instaura un processo di crescita che porta in questa direzione. (…) E’ inevitabile concludere che le forze che inibiscono l’autoespressione, riducendo così il nostro funzionamento energetico, derivano da questa cultura e ne sono parte”(Ibidem)

Il flusso espressivo

Il concetto di flusso, che oggi sta assumendo sempre maggiore popolarità, fa riferimento ad un movimento interno all’organismo che ha una direzione verso l’esterno. Chi non ha provato un’onda – di rabbia o di vergogna – salire alla parte superiore del corpo? O la sensazione di freddo che si diffonde con la paura?
Il flusso che scorre nella parte anteriore del corpo, dal cuore alla bocca, alle mani e agli occhi dà origine ad un sentimento di desiderio, che si esprime con l’apertura e l’aspirazione verso qualcosa. Il flusso della rabbia, invece, scorre prevalentemente nella parte posteriore del corpo.
Le sensazioni emotive si accompagnano a questa percezione di flusso, è questo che, a volte, le trasforma repentinamente in impulsi all’azione ma gli impulsi e i movimenti che le sottendono sono inerenti alla carica energetica del corpo. Nelle nostre emozioni si uniscono così componenti volontarie ed involontarie: ecco perché le emozioni sono importanti: sono messaggeri del nostro stato interno e reprimerle o negarle ci rende privi delle informazioni di base, come dice bene, il poeta sufi Rumi ne “La Locanda”.

La Locanda
L’essere umano è come una locanda.
Ogni mattina un nuovo arrivo.
Momenti di gioia, di depressione, di meschinità, a volte un lampo di consapevolezza giunge come un visitatore inatteso.
Dai loro il benvenuto e intrattienili tutti!
Anche se c’è una moltitudine di dolori,
che violentemente svuota la tua casa
portando via tutti i mobili,
tratta ugualmente ogni ospite con rispetto. Potrebbe aprirti a qualche nuova gioia.
I pensieri cupi, la vergogna, la malizia, Accoglili sulla porta con un sorriso,
ed invitali ad entrare.
Sii grato chiunque arrivi,
perché ognuno è stato mandato
dall’aldilà per farti da guida.

Gialal ad-Din Rumi

a cura di Nicoletta Cinotti

Entrambe le foto dell’articolo sono di ©Steve McCurry

Share This

Condividere questo articolo?