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La pausa, il presente e le interruzioni

La pausa – dice Gregory Kramer – non è qualcosa che riguarda il tempo, come potremmo pensare a prima vista. E’ qualcosa che riguarda la consapevolezza.

La prima volta che ho sentito questa affermazione ho davvero compreso, nel corpo, cosa significa aprire la mente, cambiare prospettiva e vedere ciò che normalmente siamo abituati a cogliere in modo scontato, nella loro vera essenza. E’ una sensazione che unisce la freschezza della novità – la mente del principiante – con il cambiamento di prospettiva e l’apertura mentale.

Questo è ciò che produce l’interruzione: il presente irrompe in ciò che stiamo facendo e in questa pausa ci porta consapevolezza.

L’aggrapparsi incessantemente

Il contatto spesso produce un aggrapparsi alla sensazione: piacevole o spiacevole che sia cerchiamo di prolungarla o di respingerla ma prima di farlo ci rimaniamo aggrappati. Pausa apre la possibilità ad una esplorazione libera dall’aggrapparsi. Questa istruzione di meditazione – che è la prima linea giuda delle meditazioni dell’Insight Dialogue – permette di uscire dalle nostre modalità abituali di risposta e di ritornare al respiro, permettendoci di dimorare più a lungo nell’esperienza del momento presente. Nell’interazione con gli altri possiamo praticarla prima di parlare, mentre parliamo o dopo aver parlato. E’ un modo per fare un passo indietro, mentalmente, per uscire dall’eccessivo coinvolgimento ed identificazione che possiamo avere nei confronti di una sensazione emotiva o di un pensiero.

Entrare e uscire dall’identificazione con le emozioni e i pensieri

Praticare pausa ci permette di essere identificati con ciò che proviamo ed avere, nello stesso tempo, uno spazio di esplorazione che possiamo integrare nella nostra vita quotidiana. Il diventare consapevoli di ciò che sta al di là delle nostre risposte reattive – meccaniche ed abituali – ci permette, infatti, di aprire la porta alla nostra vera spontaneità. Le risposte abituali sono infatti più connesse al passato che al presente della nostra vita e tendono, per questa ragione, a ripeterlo.

Lasciar andare l’aggrapparsi

appagamentoPraticare pausa significa anche lasciare andare gli apprendimenti basati sulle esperienze passate per trovare una risposta nuova e presente che nasca dalla nostra vera natura. Esplorare emozioni e pensieri senza identificarsi permette alla novità del presente di emergere e, gradualmente, può diventare una abilità consolidata. Non facciamo più ricorso al bagaglio delle risposte basate su ciò che già sappiamo ma impariamo da ciò che stiamo sperimentando. Questo avviene proprio perché pausa ci permette di passare dall’aggrapparsi all’essere consapevoli rafforzando la nostra tendenza ad apprendere dal presente.

Radicarsi nella gioia

Piuttosto che basato sull’obbligo, questa pratica nasce dal rispetto nei confronti di noi stessi e degli altri con una qualità di gioia e apertura verso quello che può emergere e permette alle nostre scelte di diventare chiare. Illusioni e delusioni o consapevolezza e saggezza?

Quando guardiamo alle cose nella loro verità nuda e cruda permettiamo che la consapevolezza penetri a tutti i livelli di attività e da questa penetrazione si sviluppa un processo di apprendimento che porta alla saggezza. In quel momento – come dice Gregory Kramer – smettiamo di costruire il mondo. Non c’è passato o futuro, mio o tuo, rottura o solidità. Riconosciamo la natura delle costruzioni mentali per entrare nella semplice esperienza del presente.

Il corpo siede: il corpo respira. I pensieri sorgono e tramontano. Le emozioni appaiono come onde che si frangono sulla spiaggia, per poi  ritirarsi nel mare. Questa è conoscenza. Gregory Kramer

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© Nicoletta Cinotti 2017

 

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