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La pratica di metta

“Per vivere con interezza dobbiamo interrompere la frammentazione e la divisione della nostra vita in compartimenti: ogni aspetto della nostra vita è connesso a tutti gli altri.

Quando viviamo con integrità, valorizziamo l’intimità con noi stessi mediante la capacità di gioire, e di trarre piacere dalle nostre azioni. La gioia apre in modo straordinario, dissolve le nostre barriere, e così l’intimità può estendersi a tutta la vita. La gioia ha una capacità così grande di eliminare la separazione che il Buddha disse: “L’entusiasmo è la via d’accesso al nirvana”.
L’energia ravvivante è entusiasmo, illumina la nostra vitalità, la nostra gratitudine, il nostro amore. Cominciamo ad accrescere l’entusiasmo col gioire della nostra bontà, riflettiamo sulle cose buone che abbiamo fatto, ricordiamo le volte in cui siamo stati generosi o altruisti. Potremmo pensare a una volta in cui sarebbe stato facile ferire qualcuno o dire una bugia o essere inospitali, eppure ci siamo sforzati di non farlo. Potremmo pensare a un episodio in cui abbiamo rinunciato a qualcosa, liberando la nostra mente e aiutando qualcun altro, o abbiamo superato la paura e siamo entrati in contatto con qualcuno. Queste riflessioni ci aprono a una sorgente eterna di felicità che prima poteva esserci sconosciuta.
Contemplare la bontà che è in noi è una meditazione tradizionale, fatta per portare luce, gioia ed entusiasmo nella mente. Al giorno d’oggi questa pratica può essere considerata piuttosto imbarazzante, perché spesso diamo importanza alle azioni inopportune che abbiamo compiuto, a tutti gli errori molesti che abbiamo commesso. Tuttavia, questa riflessione tradizionale non è un modo per accrescere l’orgoglio, è piuttosto un impegno per la nostra felicità, vista come fondamento dell’intimità con tutti gli esseri. Un modo per accedere alla gioia, all’ amore e al rispetto per noi stessi.
È significativo che quando pratichiamo metta, cominciamo col dirigerla verso noi stessi. Questa è la base per essere capaci di offrire amore autentico agli altri. Quando amiamo veramente noi stessi, vogliamo prenderci cura degli altri, perché questo è ciò che più ci arricchisce e nutre. Quando abbiamo una vita interiore autentica, quando siamo vicini a noi stessi e agli altri, la visione profonda del nostro mondo interiore ci permette di unirci a tutto ciò che ci circonda, così che possiamo vedere chiaramente l’unità di tutto ciò che vive, comprendendo che tutti gli esseri vogliono raggiungere la felicità e che questo impulso ci unisce. Possiamo riconoscere la validità e la bellezza del comune desiderio verso la felicità e realizzare l’intimità sulla base di questo desiderio universale.
Se pratichiamo metta e non riusciamo a vedere la bontà in noi e negli altri, allora riflettiamo sul desiderio fondamentale di essere felici, che sta alla base di tutte le azioni. “Così come io voglio essere felice, tutti gli esseri vogliono essere felici”: questa riflessione dà origine all’apertura, alla consapevolezza e all’ amore. Quando ci impegniamo in questi valori, entriamo a far parte di una stirpe che si perde nella notte dei tempi. Le persone buone di ogni epoca hanno voluto esprimere l’apertura, la consapevolezza e l’amore.
Con ogni frase di metta noi dichiariamo il nostro allineamento con questi valori.” (da “L’arte rivoluzionaria della gioia” di Sharon Salzberg, Ubaldini ed.)

Frasi di gentilezza amorevole:

Che io possa io essere felice
Che io possa essere al sicuro, libero dalle avversità
Che io possa avere la pace nel cuore e nella mente
Che io possa essere libero dalla sofferenza fisica
Che io possa avere cura di me stesso con gentilezza e saggezza

Queste frasi vengono ripetute silenziosamente, dopo essere entrati in meditazione. Si rivolgono tradizionalmente, prima a noi stessi. Poi ad un mentore o ad una persona che, anche se non conosciamo direttamente, ci ha insegnato molto. Poi ad una o più persone care. Ogni passaggio ed ampliamento delle persone a cui inviamo la nostra benedizione di metta deve essere fatto con rispetto per le nostre emozioni. Possiamo rimanere a lungo anche solo sulla pratica nei confronti di noi stessi e ampliarla quando ci sentiamo pronti. Dopo le persone care l’invito è a rivolgere le benedizioni a persone neutre che non hanno un impatto forte sulla nostra vita. Possono essere le persone che incontriamo casualmente andando in ufficio. Oppure i vicini di casa.

Quando ci sentiamo pronti estendiamo la pratica di metta anche a quelle persone con le quali abbiamo una relazione difficile. Possiamo scegliere di iniziare con persone con le quali abbiamo avuto qualche conflitto fino ad arrivare a quelli che sono per noi delle grandi fonti di difficoltà.

La pratica si conclude con l’estensione della benedizione a tutti gli esseri.

Questa pratica può essere fatta con l’ausilio audio di Susan Salzberg, famosa insegnante dell’Insight Meditation Society, che ha approfondito in modo centrale questa meditazione.

© Nicoletta Cinotti 2014

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