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La pratica informale

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Una goccia di pratica è meglio di cento ore di teoria, potremmo sintetizzare così l’approccio che sta dietro la Mindfulness, come la bioenergetica.
Per questa ragione nella pratica non ci sono solo i momenti di pratica formali – che sono centrali per radicare la consapevolezza e farla crescere – ma anche molti momenti di pratica informale, cioè situazioni della propria vita quotidiana che diventano un’occasione per portare i nostri sensi nell’esperienza, cercando di tenere l’attenzione sul compito. Che sia lavare i piatti o lavarsi i denti, non va sottovalutata l’effetto goccia dopo goccia, del farlo tenendo l’attenzione su ciò che stiamo facendo e percependo cosa significa stare nell’esperienza man mano che si svolge, in tutti i suoi particolari.
Spesso le nostre abitudini quotidiane diventano momenti in cui i nostri pensieri automatici o il nostro agire, “pensando altrove” sono più forti. Per questa ragione usare questi momenti come momenti di pratica ci può permettere di registrare quanto e come tendiamo ad “andarcene” e prendere così contatto con cosa significhi, nella pratica, essere presenti nel presente.
Il pasto può diventare così una esperienza di consapevolezza che ci permette di accorgerci del senso di fame e del senso di sazietà, anziché un riempire casuale e affrettato.

Lo stress nel quotidiano

Quanto il nostro benessere è influenzato dai piccoli stress quotidiani, come la coda alle poste o la guida nel traffico? A volte basta anticipare l’accadere di alcuni eventi perché emergano le tensioni ad essi associate. La Mindfulness offre la possibilità di imparare a rispondere, anziché reagire, in queste situazioni, proprio utilizzandole come momenti dove espandere la consapevolezza del presente. “Tra lo stimolo e la risposta c’è uno spazio. In quello spazio sta il nostro potere di scegliere la nostra risposta. E nella nostra risposta sta la nostra crescita e la nostra libertà “. Queste le parole dello psichiatra Frankl, sopravvissuto all’olocausto, che sottolineano come la consapevolezza possa essere la chiave per quella crescita e quella libertà. Certamente i nostri condizionamenti hanno un forte impatto e tendiamo a ricadere nei modi abituali di fare le cose. Per questo portare la pratica nella vita quotidiana può aiutarci e per rimanere dentro all’esperienza imparare a notare e nominare dentro di noi quello che sta avvenendo è un grande passo avanti. Il noting è uno dei sostegni alla pratica informale, ed è un modo sintetico per riconoscere ciò che sorge nel momento in cui sorge e ha due funzioni principali. La prima è quella di stabilire una sfera di consapevolezza dove non essere catturati da un pensiero o una emozione ma poterli esplorare.
La seconda funzione è quella di fornire una specie di sistema istantaneo di feedback:possiamo osservare se nominiamo la nostra esperienza con accettazione, fretta, risentimento e così via. Se percepiamo un tono di giudizio o di autocritica, possiamo fermarci, lasciar andare e riportare all’accettazione.

Le qualità della Mindfulness nella vita quotidiana

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Il percorso Mindfulness vuole coltivare delle buone attitudini interiori rispetto a ciò che accade a noi e alla nostra vita. Queste otto qualità della Mindfulness possono essere una specie di vademecum a cui tornare per domandarci se, nella situazione che stiamo vivendo, stiamo rispettando noi stessi con accettazionecompassione, capacità di lasciar andare, non giudizio,fiducia nelle proprie possibilità, equanimità, senza sforzarci ad essere altrove rispetto a dove siamo. Qualità che riverberano anche nel rapporto con il nostro ambiente. Ripeterle ha la stessa efficacia della cura di un giardino: i risultati a volte sono immediati e a volte no, ma nel lungo periodo ripagano il nostro impegno…e quando non lo ripagano ci offrono la possibilità di imparare anche dalle esperienze negative.

STOP RAIN

Il titolo di questo paragrafo non è una invocazione meteorologica ma bensì l’unione di due acronimi che realizzano, nella sostanza, l’invito di Victor Frankl di cui parlavamo prima. Quando accade qualcosa fermarsi, prendere un respiro, osservare le sensazioni fisiche, emotive e i pensieri, riconoscere, investigare e non identificarsi con le emozioni o i pensieri presenti, permette di compiere un atto di attenzione a se stessi. Permette di praticare PAUSA, qualcosa di prezioso, indipendentemente dal tempo che gli dedichiamo.

L’approfondimento sulle pratiche informali prosegue nella pagina“Pratiche informati:tecniche advanced”

a cura di Nicoletta Cinotti

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