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Ci sono emozioni difficili che non vorremmo provare e che possono comparire – quasi a nostro dispetto – anche se non le amiamo. Quando arrivano non sappiamo cosa farne. Non vogliamo dare loro ascolto eppure bussano forte tanto da essere difficilmente eliminabili. Allora cerchiamo forme di regolazione improprie. A volte diamo agli altri la responsabilità per il fatto di provarle, altre volte cerchiamo di reprimerle, altre ancora di negarle.

In questo modo però facciamo – a noi stessi – un doppio danno: riduciamo la nostra consapevolezza nel tentativo di scacciare qualcosa di indesiderabile e trasformiamo queste emozioni in un rumore indistinto di fondo che genera inquietudine e ansia.

Ogni emozione però ha un antidoto: un’emozione opposta che ci può aiutare a regolare l’intensità di quello che proviamo. Non dobbiamo fare molto per cercarla: è semplicemente l’altra faccia della stessa medaglia perchè le emozioni procedono in coppia. Quando amiamo l’altra faccia della medaglia è l’odio. Se amiamo diminuisce l’intensità dell’odio che possiamo provare. Se il nostro amore viene rifiutato però la medaglia può velocemente rovesciarsi e possiamo arrivare a odiare la persona che prima è stata tanto cara. L’altra faccia dell’invidia è la gratitudine. L’altra faccia della vergogna è il rispetto e l’accettazione. E così via. Non sempre queste coppie di opposti sono uguali per tutti. Dipendono dalla nostra storia e da come – queste emozioni – sono state accolte nella nostra famiglia, nella nostra educazione, nelle nostre esperienze di vita. Però ogni emozione ha il suo opposto. Il rovescio della medaglia che può aiutarci a mitigare l’intensità di quello che proviamo quando quell’emozione – spiacevole o piacevole che sia – è troppo intensa.

Il vantaggio dell’antidoto è che può essere usato sempre: anche quando meditiamo. Se sappiamo che c’è un’emozione difficile troppo presente possiamo richiamare il suo antidoto nel nostro cuore durante la pratica, per prevenire così la prossima reazione allergica: quella che si scatena quando ciò che sperimentiamo va al di là della nostra finestra di tolleranza.

La consapevolezza ha una sua logica e poesia interna e ci sono molte buone ragioni per portarla nella tua vita e coltivarla sistematicamente. Jon Kabat Zinn

Poesia del giorno: La Locanda

Pratica di mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire

© Nicoletta Cinotti 2016 Le radici della felicità

Foto di ©LeegeeA.

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