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La spiritualità del corpo

Nella prefazione del libro, La spiritualità del corpo, Lowen esordisce con un’affermazione molto precisa: “Cercherò di mostrare l’aspetto spirituale della salute”. Come dire che il senso di vitalità, piacere e gioia non può essere disgiunto da una visione più ampia della vita, che riconosca la nostra connessione con gli altri e il mondo in cui viviamo.

La salute, prosegue, è espressa dalla grazia dei movimenti, dalla radiosità del corpo e dal suo calore, dove la grazia non è solo espressione estetica ma nasce dal senso di connessione con gli altri e rende corpo e mente uniti.

Purtroppo la nostra tradizione filosofica assegna uno statuto di superiorità alla mente sul corpo e da questa base abbiamo costruito una spiritualità che sembra più un fenomeno intellettuale che una espressione innata, una caratteristica vitale per ogni essere umano.

Quando il corpo e la mente sono separati la spiritualità diventa un fenomeno intellettuale, una credenza piuttosto che una forza vitale e il corpo diventa solo carne, una specie di laboratorio biochimico, come nella moderna medicina. Alexander Lowen

Il corpo privato dello spirito

Pensare al corpo privo di spiritualità ci restituisce una qualità meccanica, largamente determinata dalla volontà, mentre quando il corpo è mosso dallo spirito i movimenti scorrono “come l’acqua di una cascata montana”. Se perdiamo questa qualità di grazia nei movimenti abbiamo bisogno di comprendere come e quando l’abbiamo perduta. Affrontando questo percorso da una prospettiva energetica possiamo comprendere anche la relazione esistente tra le sensazioni emotive e l’espressione della spiritualità e le emozioni che la nutrono o la distruggono.

La vera grazia non è qualcosa di appreso: è parte del talento naturale di ogni uomo come creatura di Dio. Una volta perduta, comunque, può essere ristabilita solo attraverso la spiritualità del corpo. Alexander Lowen

Per Lowen, dovunque si trovi una tensione, risiede un impulso naturale inconsciamente bloccato che rappresenta una inibizione strutturata nel corso della propria vita. Questi “piccoli traumi” spesso sono scomparsi dalla memoria esplicita ma rimangono registrati nella memoria del corpo. In questo senso è importante riportare vitalità e salute alla capacità di autoregolazione perché, in questo modo, possiamo riportare il flusso naturale senza che rimangano tracce traumatiche.

Se la reazione è bloccata, il trauma lascia un segno nel corpo sotto forma di tensione muscolare cronica. Alexander Lowen

Perdere la grazia

La ragione principale per cui perdiamo la grazia – intesa come spiritualità del corpo – è la nostra tendenza a conformarci alle aspettative altrui e alle richieste dell’ambiente e, durante la crescita, alle aspettative della famiglia. La strada è quella di riportare armonia tra quelle che Lowen vede come due forze contrapposte, l’ego e il corpo, il pensiero e il sentire, per poter tornare ad una vera spiritualità del corpo.

In questo senso Lowen vede una contrapposizione tra la filosofia orientale e la spiritualità occidentale. Nella spiritualità orientale la connessione tra il corpo e lo spirito è primaria mentre in occidente la spiritualità è vista prevalentemente come una espressione della mente. In oriente è connessa al sentire e in occidente è espressione di una fede. Queste due strade però fanno riferimento ad una ispirazione comune: che sia possibile una connessione tra la spiritualità personale e quella collettiva. Lo scopo della meditazione – dice Lowen – è proprio questo.

(Nella meditazione) si cerca di acquietare la mente così che il singolo possa sentire il suo spirito individuale e la sua connessione con una spiritualità universale.(…)Non è riconosciuto che quando si perde la connessione con il mondo esterno si registra anche una concomitante perdita di connessione con il Sé corporeo. Alexander Lowen

Una visione ampia della salute

la spiritualità del corpoSe accettiamo che la componente spirituale è inerente ad ogni essere umano, non possiamo pensare che il recupero della salute sia un fatto solo meccanico. Il corpo non è qualcosa da riparare, l’anima non è solo qualcosa da curare. E’ una esperienza in cui aspirazioni e ispirazioni si fondono alla nostra storia emotiva personale. Lowen sostiene che la posizione energetica propria della medicina tradizionale cinese o la posizione energetica dello yoga e del tai chi non distano molto dalla sua visione energetica.

Se accettiamo che gli esseri umani sono creature spirituali, allora dobbiamo anche accettare che la salute è collegata alla spiritualità. Alexander Lowen

Per Lowen, come per Reich, psiche e soma sono due aspetti di un processo energetico unitario che si sviluppa sia sul piano fisico che mentale: profondamente questi due aspetti sono uniti anche se poi, nella loro manifestazione esteriore, possono apparire separati. Questa energia ha un carattere pulsatorio, come quello del ritmo cardiaco, e ci porta ad avvicinarsi o ad allontanarsi a seconda delle condizioni ambientali. Potremmo definirla come uno stato di contenuta eccitazione in cui l’energia prodotta sostiene le funzioni interne e le azioni esterne.

Con il passare del tempo, e degli anni, la nostra capacità di sperimentare questo flusso di eccitazione diminuisce perché diventiamo più rigidi ma aumenta la nostra consapevolezza spirituale e la capacità di sperimentare un senso di connessione con gli altri.

I bambini vivono al massimo grado la spiritualità del corpo perché sono di gran lunga più sensibili di noi all’ambiente e alle persone che li circondano. ma le persone più adulte sono maggiormente consapevoli spiritualmente perché sono molto più consapevoli della connessione con il mondo che li circonda. Il concetto di spiritualità del corpo include una spinta spirituale alla consapevolezza della nostra connessione spirituale. Alexander Lowen

Se sradichiamo una persona la sua spiritualità diventa un’astrazione senza vita.

la spiritualità del corpoGli esseri umani, per Lowen, sono come alberi: radicati al suolo dalla vita in giù e protesi verso il cielo dalla vita in su. Tanto più le nostre radici sono solide e profonde, tanto più possiamo protenderci e tanto più la nostra vita spirituale è ricca e vitale. Se non siamo radicati, la nostra spiritualità diventa un’astrazione e un processo di idealizzazione che passa attraverso la proliferazione mentale.

Il legame con la realtà, espresso dal grounding, è un processo fondamentale perchè non ci sia scissione tra la teoria e la pratica, tra le nostre idee e quello che viviamo. La ricchezza di questa connessione si esprime attraverso la grazia dei movimenti. Se siamo lontani dal corpo, anche il movimento più aggraziato apparirà meccanico e privato di sentimento.

Le tensioni, i collassi e le frammentazioni, oltre a farci perdere la grazia, ci tolgono la sensazione di essere spiriti liberi.

Quando ci muoviamo con sentimento, il nostro movimento è aggraziato perché è il risultato del flusso energetico che attraversa il corpo. Il sentimento è quindi la chiave della grazia e della spiritualità del corpo. Alexander Lowen

L’ego e i confini

E’ l’ego che crea i confini del sé individuale e che media la relazione tra il singolo e l’ambiente allo scopo di preservarci dai pericoli che possono minacciare la nostra sopravvivenza. Quando ci sentiamo molto minacciati, il nostro senso di separazione ed isolamento cresce, e i nostri confini si ispessiscono. La sensazione di solitudine allora non è solo una sensazione: siamo effettivamente isolati dagli altri. Per nostra volontà.

Nella misura in cui l’individuo è scisso, gli è sottratta la grazia e gli è negata l’identificazione con l’universale. La volontà che separa la testa dal corpo separa anche l’individuo dalla comunità umana. Alexander Lowen

La spiritualità del corpo e i protocolli Mindfulness

Dalla fine degli anni ’70, negli Stati Uniti, e poi nel resto del mondo, abbiamo assistito (e partecipato) alla diffusione dei protocolli basati sulla Mindfulness. All’interno del protocollo il corpo ha un ruolo centrale: attraverso il Mindful Yoga e il lavoro corporeo si intende offrire un diverso ancoraggio. Non più aggrappati alla mente ma stabilmente radicati nel corpo, si potrebbe definire così quello che viene proposto.

Abbiamo ormai un’ampia evidenza dell’efficacia di questi protocolli: una evidenza dell’efficacia a livello neurologico, a livello fisico, emotivo, di prevenzione e di medicina complementare. C’è una cosa però che viene detta solo implicitamente e che desidero, invece, affermare esplicitamente: i protocolli mindfulness funzionano perché hanno una visione globale dell’uomo. Una visione che include la spiritualità come elemento della salute. Una spiritualità che non è trascendenza ma radicamento nella realtà del presente.

L’amore, come la spiritualità, si fonda sulla capacità di protendersi al di là del proprio Sé. Alexander Lowen

La pace della mente, la grazia della mente

Il conflitto tra l’io e il corpo toglie la pace mentale. Una perdita che si esprime attraverso la proliferazione dei pensieri: l’attenzione costantemente rivolta a quanto sta avvenendo nella mente ci rende meno sensibili al contatto con gli altri e con l’ambiente e minaccia il senso della spiritualità e la capacità di amare.

La preoccupazione pregiudica la capacità di aprirsi alla relazione e ci lascia rinchiusi in una visione limitata di noi stessi e degli altri. Molti di questi pensieri sono espressione di un conflitto che non può essere risolto con la mente ma sciolto portando l’attenzione al corpo, al respiro, al presente. Per andare al cuore della nostra esperienza umana.

Bibliografia di riferimento

Lowen A. La spiritualità del corpo, Astrolabio ed.

Lowen A.,Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica, Astrolabio

 

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©www.michelenespoli.it ©senzaspazio

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