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La terapia di coppia: due corpi…..una relazione

terapia-coppia. jpgIl mantenimento e lo sviluppo del rapporto di coppia implicano un duplice ambito di crescita: quello dell’organismo coppia e quello dei singoli Sé che interagiscono nelle comuni aree condivise di vita nella coppia. Una coppia che fa richiesta di terapia fa quindi una richiesta molto particolare: chiede in modo esplicito che venga risolto un problema di relazione tra i partner ed in modo implicito porta due problemi individuali. Pertanto la complessità nell’intervento con le coppie sta nell’individuare le problematiche non solo della coppia, ma anche del singolo, in un’ottica in cui il sistema e l’individuo viaggiano su due binari che continuamente si intrecciano.

Due in Uno: gli studi sull’attaccamento adulto

“La formazione di un legame viene descritta come l’innamoramento, il mantenimento di un legame come l’amare qualcuno, e la perdita di un legame come il soffrire per qualcuno…poiché tali emozioni sono generalmente il riflesso dello stato dei legami affettivi di una persona, la psicologia e la psicopatologia delle emozioni si rivelano gran parte psicologia e psicopatologia dei legami affettivi”. Così si esprimeva Bowlby nel 1979 quando affrontava il tema della formazione dei pattern di attaccamento infantili e del mantenimento di tali pattern nell’età adulta. Secondo gli studi sull’attaccamento adulto quando un uomo e una donna formano una coppia in realtà uniscono i due sistemi familiari di appartenenza, i quali interagiscono attraverso questo vincolo, lo influenzano, lo modificano. E’ un “vincolo di alleanza” in cui i partner traducono i modelli di attaccamento infantili, teorizzati dalla Mary Ainsworth nel 1978 in pattern di attaccamento adulti, ricostruendo nell’Uno della coppia i meccanismi delle proprie famiglie di origine (Shaver e Hazan 1988)

La coppia tra dipendenza e individuazione

L’opportunità di sperimentare in modo sufficientemente adeguato i nuovi legami adulti, con le implicazioni che essi comportano, dipende dalla possibilità di prendere le distanze dalle figure parentali dentro di noi, e quindi….anche dal proprio partner. Tutta la nostra vita è un continuo processo di separazione, ed il nostro relazionarci come individui adulti con altri individui dipende dal processo evolutivo di ognuno. Questo quanto emerge da una coppia nella stanza di terapia ….questa la trama che può essere esplorata da un terapeuta di coppia nell’analizzare la richiesta di aiuto e nel tessere i primi intrecci della relazione terapeutica. Come accogliere il Noi e permettere che emergano i Sé individuali? Come agevolare il processo evolutivo di entrambi i partner per consentire un loro incontro adulto liberi dai condizionamenti degli attaccamenti infantili?

L’esperienza corporea strumento di terapia

La terapia familiare offre molteplici strumenti per la lettura della relazione e per lo “svelamento” dei giochi messi in atto tra i partner nell’inconsapevole ripetizione di schemi e difese che appartengono alle proprie storie familiari. L’analisi bioenergetica rappresenta per un terapeuta familiare un arricchimento ed uno “strumento” prezioso per entrare più profondamente in contatto con questi meccanismi, consentendo ai partner di sperimentare dal vivo gli incastri e le difficili trappole nelle quali spesso restano bloccati per anni. Scultura della coppia, Genogramma e Comunicazione non verbale sono strumenti utilizzati in terapia familiare da sempre, e permettono un primo approccio psicocorporeo fondamentale nel lavoro terapeutico con le coppie. Arricchire tale armamentario con le tecniche corporee della bioenergetica è un’integrazione di grande valore. Questo permette di far sperimentare ai partner dal vivo la “collusione” di cui spesso sono vittime, quel “giocare assieme” che inizialmente era il vero nucleo del legame e che diviene con il passare del tempo la gabbia da cui voler fuggire.

Un’esperienza evolutiva

“Solo adesso posso capire quanto le sia stato addosso in questi anni e quanto fossi opprimente. Non potevo farne a meno….mi sentivo perso. Adesso….posso stare anche più….lontano. E la sento vicina comunque. ” riferisce M. dopo un’esperienza in cui ha sperimentato in terapia una nuova distanza dalla propria compagna. “Non sono mai riuscita a fargli capire che avevo solo bisogno di un po’ di spazio….ora sto bene….a questa distanza qui. Non voglio che se ne vada, ma va bene che stia lì!”….la risposta di P., sorridente e definita nel suo nuovo spazio vitale dopo un percorso di individuazione e di crescita che ha visto evolvere entrambi i partener ed il loro modo di “giocare assieme” nella relazione.

Dal NOI al SE’: l’evoluzione della terapia

E’ così che lavorando sul Noi la coppia lentamente lascia spazio all’emergere dei Sé individuali, e quindi il lavoro terapeutico può procedere in questa direzione, con entrambi i partner che contribuiscono alla crescita e all’evoluzione dell’altro. A volte, nel corso della terapia di coppia, la richiesta di terapia individuale da parte di uno o entrambi i partner emerge in modo naturale; altre volte viene suggerita dal terapeuta. Pertanto, è necessaria una mobilità del terapeuta nel sostenere l’espansione dello sviluppo individuale e nell’agevolare un nuovo equilibrio nella coppia. L’integrazione tra la Terapia familiare e la Bioenergetica permette alla coppia di fare in seduta esperienze di base quali Fidarsi/Abbandonarsi, Prendere/Dare, Tenersi l’altro/ Cambiare l’altro, Piacere all’altro/Condividere con,  Vedere l’altro/Percepire l’altro….per scoprire che le esperienze che soddisfano i propri bisogni individuali non pregiudicano ma integrano la vita di coppia, se consapevolmente espresse e vissute in un sano equilibrio psicocorporeo…dentro e fuori la stanza di terapia.

a cura di Silvana Nozzolillo

Vengono il tempo e l’occasione, vengono quando due persone si fermano: allora si incontrano.
Se uno si muove sempre, impone un verso, una direzione al tempo. Ma se uno si ferma, si impunta come un asino in mezzo al sentiero…..allora anche il tempo si ferma e non è più la soma che sagoma la schiena.

Erri De Luca “Non ora non qui” 

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