Seleziona una pagina

La vita a mani nude

Alle Scuderie del Quirinale è in corso una mostra importante di una delle pittrici più amate e conosciute: Frida Kahlo.

Perché ve ne parlo? Per tre diversi motivi che vi elenco con ordine

La vita a mani nude

kahlo460Frida Kahlo ha avuto una vita difficile, con una salute compromessa molto seriamente: è nata con la spina bifida, ha avuto la poliomielite e un gravissimo incidente che ha compromesso, con le sue conseguenze, la sua possibilità di benessere.

Era una donna, nel Messico dell’inizio del secolo scorso. E questo non era certamente un vantaggio ma un’ulteriore ragione di svantaggio. Eppure, malgrado e grazie a queste condizioni sfavorevoli, ha affrontato, come dice un famoso critico d’arte, “la vita a mani nude”. Non nascondendo mai il suo dolore ma rendendolo manifesto nella sua arte. Non privandosi di nessuna delle possibilità sentimentali che la vita le offriva e vivendo un’esistenza sicuramente più ricca e piena di quanto si sarebbe potuto immaginare.

Certamente era una personalità fuori dal comune. Il suo essere originale era espresso proprio con il suo “andare incontro alla vita” accettando il rischio che il vivere pienamente comporta. Questo, anche se può sembrare azzardato, è un atteggiamento molto mindfulness.

Partire dal dolore

Frida aveva scelto di diventare medico, quando ebbe il gravissimo incidente che la portò vicino alla morte e la costrinse a letto per lunghissimi mesi. Qui viene il secondo atteggiamento mindful di Frida. Si fece porre uno specchio in modo da potersi guardare e iniziò, da questa singolare posizione, la sua passione per la pittura. Anziché rimpiangere il progetto svanito di fare il medico, lasciò che quella svolta dolorosa, diventasse la sua maestra di vita.

Non nascose mai il suo corpo martoriato ma lo mostrò nei suoi quadri. Così come mostrò il suo dolore emotivo nella serie di disegni raccolti sotto il titolo evocativo di “Emozioni” che compose, su suggerimento di una psichiatra, nel periodo più difficile per la sua salute psichica. Ogni emozione diventava una possibilità di esplorazione ed espressione. Un’area in cui fare un inquiring creativo.

Avere nei pensieri

frida18Alcuni dei quadri più suggestivi di Frida riportano, all’altezza del cosiddetto “terzo occhio”, la persona o il pensiero dominante di quel momento. Dichiarando così che i nostri pensieri assumono un ruolo dominante nella nostra vita e che possono essere fonte di sofferenza. In alcuni quadri Frida utilizza anche simboli di derivazione buddista. Un approccio alla vita che riteneva interessante e che ritornerà in più quadri.

Ecco i miei tre motivi per amare Frida Kahlo e per consigliarvi questa mostra: Frida Kahlo, Scuderie del Quirinale fino al 31 Agosto. E subito dopo, anche se non così ampia, si terrà a Genova a partire dal 20 Settembre, una mostra sempre di Frida Kahlo. Non perdete questa occasione.

© Nicoletta Cinotti 2014

Condividere questo articolo?