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Credo che siano poche le cose che garantiscono la salute della comunicazione. Una di questi è il rispetto dei limiti. Sapere riconoscere i segnali di stop è fondamentale perché si crei un campo condiviso di comunicazione. Sapere riconoscere quando l’altro ci dice di fermarsi non è banale perché spesso non viene comunicato esplicitamente. Magari per delicatezza viene fatto intuire.

Se siamo troppo focalizzati sui nostri bisogni, sulle nostre intenzioni è possibile che questi segnali vengano considerati modificabili. E più tentiamo di varcarli più perdiamo il nostro interlocutore. Non c’è domanda che abbia obbligo di risposta. Ci sono domande che hanno possibilità di risposta. La domanda però è sempre patrimonio di chi la pone e non obbligo di chi la riceve.

Accettare i limiti del nostro interlocutore è come accettare il vuoto, la pausa. Forse è per questo che lo temiamo tanto. Ma nessuna musica può essere solo suono. Senza silenzio perderemmo l’armonia e il ritmo.

Numerose coppie che stanno insieme da lungo tempo arrivano alla pratica della consapevolezza perché non riescono più a udirsi reciprocamente. A volte uno dei partner mi dice “Non serve. Lei non ascolta” oppure “Lui non cambierà mai.Parlargli è come parlare a un muro”. Ma può benissimo darsi che il partner che si lamenta sia quello che non ha lo spazio per ascoltare. Thich Nhat Hanh

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2017 Mindfulness interpersonale Foto di ©CettaCaracciolo ( nei ritagli di tempo )

 

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