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L’integrazione mente-corpo in bioenergetica

Il tema dell’integrazione mente corpo è oggi uno dei più dibattuti sia dentro che fuori l’area della psicologia clinica. Lowen iniziò questa riflessione alla fine degli anni ’50, negli Stati uniti, e questo tema si può definire, a buon diritto, il filo rosso di tutto il suo lavoro teorico e clinico.

L’antitesi tra io e corpo

Openness2Alla base della condizione dell’uomo moderno, per Lowen,c’è un conflitto fra quello che chiama “Io” ed il corpo. “L’Io esiste come forza potente nell’uomo occidentale, che non può essere messa da parte o negata. Lo scopo terapeutico è integrare l’Io con il corpo e con la sua tensione al piacere e alla soddisfazione sessuale (Bioenergetica, pag. 30).” In questo modo Lowen considera questo conflitto alla base della capacità personale di funzionare secondo un principio di realtà.

Nel porre questa antitesi al centro del suo lavoro introduce una prospettiva dualistica di approccio alla persona perché – nella sua visione – Mente e Corpo si compenetrano e ogni funzione dell’uno corrisponde ad un processo funzionalmente identico nell’altro. L’unità del processo energetico e l’identità e l’antitesi di tutte le funzioni biologiche è ancora considerata alla base dell’unità psicosomatica. Nel processo terapeutico, ci confrontiamo con la mente (Io) e col corpo, e negli esseri umani del nostro tempo, la sfida è integrare un Io e un corpo antitetici.

Come risultato di questa relazione antitetica sperimentiamo una profonda tensione tra i bisogni del nostro corpo e le richieste di funzionamento legate alla nostra vita in un contesto sociale adattato. La realtà di questo conflitto ha serie implicazioni. Non possiamo, giusto per fare un esempio, definirci sani unicamente perché la nostra muscolatura è vitale e rilassata né perché – come pensava Reich – è stato possibile raggiungere il riflesso orgasmico. Non funzioniamo semplicemente come creature biologiche indipendenti dalla cultura o dalla nostra storia. Per trovare appagamento, deve essere sviluppata e vissuta nel corso della vita – in termini di amore e lavoro – un certo tipo di maturità personale dell’Io in grado di essere in armonia con la espressione corporea.

Mete difficili da raggiungere

Nella società contemporanea questa è una meta difficile da raggiungere. Diventiamo preda delle costrizioni del carattere, degli aspetti tirannici dell’Io (Super-io, Io ideale), della vuota ricerca di mete egocentriche e narcisistiche, del potere, della forza o della ricchezza. Il risultato è una ridotta vitalità, una diminuita capacità emotiva, impotenza orgasmica, una ridotta o inesistente capacità di provare gioia e la tendenza ad ammalarsi.

Gli obiettivi terapeutici che Lowen articolò si discostarono, di conseguenza, dallo scopo  relativamente diretto anche se difficile, di raggiungere il riflesso orgasmico e uno stato di vitalità e motilità muscolare e viscerale.

Gli obiettivi terapeutici

 

foto_lowenI suoi obiettivi riflettevano i molteplici aspetti di un funzionamento globale della persona durante la sua vita. La salute è espressa non solo nella sessualità, “ma comprende anche le basilari funzioni del respiro, il movimento, la pienezza dei nostri sentimenti e la possibilità di esprimerli” (Bioenergetica, pag. 43).

Allo stesso modo, pur senza abbandonare l’obiettivo ideale della potenza orgasmica, Lowen considerò la sessualità  come maturità sessuale, come modo di porsi rispetto alla vita (Amore e orgasmo). Una persona sana è caratterizzato da “libertà, grazia e bellezza” (Bioenergetica, pag. 44).

L’elaborazione creativa di questi ed altri attributi positivi, caratteristica espressione della salute bioenergetica, hanno caratterizzato il pensiero di Lowen attraverso gli anni, dando una forte spinta positiva al suo modo di intendere la condizione umana e le prospettive offerte dalla psicoterapia.

La distanza tra Reich e Lowen

Wilhelm-ReichForse il punto di maggior distanza tra Reich e Lowen sta nella concezione della natura del carattere. Lowen ha inteso il carattere come un vero e proprio elemento di connessione fra l’Io ed il corpo poiché si esprime ad entrambi i livelli. Il carattere può modificarsi ma rimane sempre presente e per questa ragione il processo terapeutico rappresenta il viaggio di tutta una vita. Se l’analisi del carattere e il lavoro con il grounding, la respirazione e lo scioglimento delle tensioni corporee sono essenziali, l’attenzione al corpo nella complessità della sua espressione umana lo è ancora di più.

C’è, pertanto, una tensione reale tra gli obiettivi terapeutici della vitalità pulsante, l’apertura al piacere e la resa sessuale da una parte, e la ricerca della maturità,  il funzionamento nella realtà e l’inevitabile presenza del moderno “Io autocosciente”o “self conscious ego” dall’altra. Attraverso gli  anni, Lowen ha portato avanti la sua ricerca per comprendere la condizione umana in modo profondo e completo sia dal punto di vista culturale che bioenergetico, e offrire un percorso sicuro, anche se difficile, verso una maggiore libertà interiore, vitalità e gioia.

Parlare del corpo

Ma dosa intende Lowen quando parla di corpo? Quando parla del corpo, intende proprio il corpo – dalla testa alla punta dei piedi –  inteso come la totalità dell’esperienza che la persona vive in quanto corpo. Non fa riferimento ad uno stato organismico o “vegetativo”. Per Lowen vedere una persona significa vederne l’aspetto complessivo, la forma e la configurazione generale delle tensioni muscolari, entrambi elementi rivelatori del carattere, nonché le specifiche tensioni muscolari e i blocchi del flusso energetico. Queste sono le qualità che rivelano la storia dell’individuo ed il suo carattere.

Il corpo e i caratteri

tribùSulla base di questa percezione globale della persona, Lowen sviluppò una tipologia caratteriale delineata nel suo primo libro (Il linguaggio del corpo) e in quello successivo (Bioenergetica). Fu Reich a gettare le basi per una simile concezione, intendendo il corpo come una “sacca viva” con una periferia ed una parte interna entrambe cariche, come se fossero una singola cellula. Da un punto di vista biologico, vi è un piccolo numero di casi sfortunati a cui può andare incontro un simile involucro; per esempio può essere congelato, svuotato, i suoi confini possono essere resi spessi e densi, la periferia può essere irrigidita, la sua carica energetica può essere spostata verso l’alto.

Il contatto e la resa

Altri due concetti essenziali, espressi  negli scritti principali di Reich, vengono ripresi in maniera originale da Lowen che li considera aspetti chiave dell’integrazione mente-corpo: il contatto (o la sua mancanza) e la resa.

La mancanza di contatto si riferisce ad una condizione psicologica e biologica  che, in definitiva, è il principale problema dell’uomo moderno. Soggettivamente, questa esperienza è descritta come “apatia”, “morte interiore”, “isolamento” e  come assenza di sentimento, di gioia, di entusiasmo o interessi. Nelle persone, la  precoce esperienza di mancanza di contatto porta a sviluppare modalità di “contatto sostitutivo”, una modalità indiretta e corazzata che ha lo scopo di mantenere una relazione con gli oggetti e con il mondo e di proteggere la persona dai suoi sentimenti reali e dal contatto.

La spiegazione di Reich delle ragioni e delle dinamiche alla base di questa condizione è  complessa. Nella sua essenza, la definì come espressione di una intensa paura del contatto con le persone e le cose del mondo, e considerò la paura una espressione di ciò che chiamava  “ansia orgasmica”, una paura profonda della resa sessuale. Questo tipo di paura è generata dai conflitti e dai traumi della fase edipica. La stessa ansia orgasmica è una condizione che può essere affrontata solo dopo un lavoro terapeutico sul carattere e sulla corazza muscolare.

Paura di vivere

Lowen approfondisce il tema della mancanza di contatto in Paura di vivere  rimanendo vicino al concetto di pulsazione biologica. La paura di vivere, comune nell’uomo contemporaneo, è espressione della fuga o del ritiro dalla vita del corpo, le cui energie vengono sacrificate per contenere il senso di colpa e per evitare la sensazione di fallimento e la conseguente vergogna, associata all’inadeguatezza nel soddisfare gli ideali dell’Io.

Sia in Paura di vivere che in  Arrendersi al corpo (1995) il tema del cedere e del lasciare andare, argomento trattato in profondità nello scritto “Il linguaggio espressivo dei viventi” di Reich, sono ripresi e affrontati. Il riflesso orgasmico, afferma Reich, è essenzialmente una resa profonda:

L’organismo si arrende alle sue eccitazioni plasmatiche e alla sensazione di fluire; allora si arrende completamente al partner nell’abbraccio sessuale”.

Arrendersi al corpo

Questa affermazione è una semplice, meravigliosa e chiara espressione della concezione di Reich della motilità umana. L’idea di Lowen si basa su questo concetto di resa, anche se comprende che il destino degli individui contemporanei è di combattere e temere questo arrendersi al corpo. In Paura di vivere descrive l’individuo nella sua paura di arrendersi al proprio destino, inteso come carattere, storia e cultura. Il modo di uscirne, secondo lui, è verso il basso, attraverso l’allentamento delle tensioni muscolari e l’accettazione del fallimento. In  Arrendersi al corpo Lowen dimostra come attraverso il lavoro sulle tensioni muscolari sia possibile aumentare  la capacità di abbandonare il controllo dell’Io nell’ottica di un arrendersi al corpo che consenta un’esperienza vitale e gioiosa.

Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi approfondire ti suggerisco “Manuale di analisi bioenergetica”Vita Heinrich-Clauer, Franco Angeli editore. Ne ho curato l’edizione italiana!

© Nicoletta Cinotti 2014

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