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Mindfullness e Comunicazione

La comunicazione è un processo di connessione con gli altri e con noi stessi che riguarda i nostri corpi così come la nostra mente, sia verbalmente che non verbalmente.

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Mindfulness e comunicazione

Tutti noi probabilmente abbiamo sperimentato comunicazioni in cui ci siamo sentiti connessi e amati, rispettati e riconosciuti e anche comunicazioni in cui ci siamo sentiti frustrati e non rispettati, disconnessi anzichè incontrati e riconosciuti. In queste situazioni è molto probabile che sorga stress e/o paura e nel tentativo di affrontare questo disagio è molto probabile che, anzichè rispondere, iniziamo a reagire alle difficoltà che incontriamo.
Lo facciamo in molti modi diversi: possiamo smettere di ascoltare, oppure possiamo perdere la padronanza delle nostre emozioni o cadere in uno dei modelli reattivi della nostra mente – criticare, biasimare, giudicare – in ogni caso reagendo rischiamo di entrare in un escalation della conflittualità e della difficoltà.
Incrementiamo la paura, la rabbia, l’assorbimento nelle proprie idee e nei propri pensieri mentre perdiamo la capacità di essere empatici, sintonici e risonanti con le altre persone.

Fortunatamente, portando un atteggiamento mindful nella nostra comunicazione, possiamo incrementare la nostra capacità di prestare attenzione alle sensazioni, alle emozioni e ai pensieri creando uno spazio per rispondere anzichè per reagire.

Mindfulness e ascolto

Il primo elemento importante è imparare a distinguere tra ascoltare e udire. Udire può essere un processo passivo, di natura fisiologica che non richiede una attenzione deliberata. Noi udiamo anche quando non scegliamo di farlo e non siamo necessariamente in grado di attribuire un significato a ciò che sentiamo.
Ascoltare è invece un processo che richiede una attenzione intenzionale, deliberata e attiva e include sia elementi sonori che non verbali. Ascoltare, a differenza di udire, è una scelta.
Ci sono molte ragioni per cui scegliamo di udire ma non di ascoltare. A volte è perché siamo sopraffatti dalla quantità di ascolto che ci viene richiesto dal nostro ambiente e così, fin da piccoli, iniziamo a fare delle scelte prioritarie, minuscole ma persistenti, rispetto a cosa dare attenzione. Con il tempo scegliamo poi, di ascoltare ciò che rinforza le nostre scelte di pensiero. Facciamo nelle relazioni personali qualcosa di simile a quello che facciamo con le nostre idee politiche: una volta scelta una posizione la cambiamo con difficoltà.

Emozioni e ascolto

Anche le emozioni hanno una enorme influenza sulle nostre capacità di ascolto: se siamo di buon umore tendiamo ad ascoltare preferenzialmente i messaggi positivi e viceversa. Inoltre le risposte automatiche di congelamento, attacco o fuga limitano conseguentemente le nostre capacità di ascolto:invece che ascoltare siamo spinti a prevedere come la situazione evolverà e ci perdiamo la possibilità di comprendere davvero cosa può dirci il nostro interlocutore.
Essere mindful ci permette di stare in una specie di punto zero in cui mettiamo da parte le nostre modalità abituali di restringimento percettivo dell’ascolto, per esplorare cosa ci viene detto davvero. Questo può permetterci di recuperare la nostra naturale capacità empatica, la nostra capacità di connessione con gli altri, la nostra sorgente di compassione.
Questo tipo di ascolto permette all’altro di ” sentirsi sentito” creando maggiore sintonia e risonanza e aiutandoci, nello stesso tempo, a sviluppare la nostra capacità di stabilire connessione. Una capacità che è, prima di tutto, una risorsa per noi stessi.

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