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Mindfulness e psicoterapia: la rivoluzione del presente

Mindfulness e psicoterapia

La mindfulness sta assumendo una posizione emergente nel quadro della psicoterapia contemporanea. Un fenomeno che ha pochi paragoni rispetto al passato. Molto quindi è stato scritto sull’uso dei tradizionali protocolli mindfulness: MBSR e MBCT e sul nuovo protocollo Mindfulness self compassion ( si rimanda a questi link per una definizione della parola mindfulness). In questa breve serie di articoli di riflessione sull’uso della mindfulness in psicoterapia non partirò quindi da come possa venir usata nei protocolli ma, piuttosto, dall’analisi degli elementi innovativi, rispetto alla tradizione psicodinamica, che l’approccio mindfulness porta nel campo continuamente in cambiamento della psicoterapia.

La rivoluzione del presente

L’elemento centrale di questa rivoluzione è il fatto che l’orizzonte temporale d’esperienza si sposta dall’analisi sul passato, all’esperienza del momento presente. Tutti noi conosciamo il ruolo centrale che ha avuto la ricostruzione biografica nella tradizione psicoanalitica e a quanto ogni approccio si sia occupato del ruolo del trauma e dei suoi effetti nel tempo.

Questa ricostruzione storica avveniva con l’intenzione di “riparare” il danno che il passato aveva prodotto e che continuava ad essere attivo nel presente della persona. Una posizione messa in dubbio dalle recenti scoperte sul funzionamento della memoria.

Memoria e Psiche

A partire dagli anni ’90 del secolo scorso un’enorme quantità di ricerche e di dati ha permesso di comprendere meglio il funzionamento del nostro cervello e della nostra memoria. Abbiamo così scoperto che esistono due diversi magazzini di memoria: il primo – che potremmo definire quello della memoria corporea e procedurale – è attivo fin dalla nascita e rimane la forma di memorizzazione prevalente fino ai due anni e mezzo d’età. Il secondo – che è la nostra memoria autobiografica e narrativa – matura successivamente. Entrambi rimangono attivi e in relazione tra di loro per tutto il resto della nostra vita ma l’integrazione tra queste due memorie avviene a partire dall’esperienza vissuta e non da quella narrata. Ecco perché è diventato così centrale trovare strumenti esperenziali che permettano di rintracciare l’azione del passato sul presente piuttosto che la memoria dell’evento passato.  kairos e crono

Narrare o sperimentare?

Raccontare un evento accaduto attiva risposte cerebrali che fanno parte delle nostre abilità narrative: provare un’esperienza che si basa su esperienze passate permette l’integrazione tra i due registri di memoria e, soprattutto, attiva il processo di cambiamento.

Il cambiamento quindi è fondato sull’esperienza vissuta. Ci deve essere un’esperienza reale, un evento soggettivamente vissuto, con sentimenti espressi e azioni compiute in tempo reale, nel mondo reale, con persone reali, in un momento esperito come presente, perchè si attivi un processo di cambiamento. Raccontare cosa è successo è tutt’altro che privo di valore: ci fornisce condivisione, scarica emozionale, sostegno relazionale ma non è sufficiente per dirigere le nostre risorse verso il cambiamento.

Il momento presente

Primo tra gli psicoanalisti americani a cogliere questo significativo passaggio di focus terapeutico è stato Daniel Stern nel 2005, in uno dei suoi ultimi lavori, “Il momento presente. In psicoterapia e nella vita quotidiana”. Lasciamolo parlare del momento presente:“nella convinzione che inquadrare il processo psicoterapeutico in una nuova luce e modificare le nostre concezioni sul cambiamento terapeutico e sui fattori che lo innescano trasformerà anche il nostro modo di condurre la psicoterapia, poiché diverso sarà il modo in cui osserviamo ciò che vi accade. Probabilmente anche la nostra visione dell’esperienza quotidiana ne sarà arricchita.” (Stern).

Ma cos’è il momento presente?

Il momento presente a cui Stern si riferisce, e che viene usato nell’esperienza mindfulness, è il momento di esperienza soggettiva nell’atto del suo compiersi. In questo momento sono racchiuse le possibilità di cambiamento, gli eventi nodali in grado di modificare il corso delle nostre vite; si tratta del kairos, ovvero il momento in cui qualcosa viene in essere. Stern elenca le caratteristiche centrali del presente che sono le stesse che vengono sperimentate nell’esperienza mindfulness, e sono le seguenti:

    • Il momento presente si manifesta durante un periodo ininterrotto di consapevolezza o di coscienza;
    • Il momento presente non è il resoconto verbale di un’esperienza, ma l’esperienza così come viene originariamente vissuta;
    • L’esperienza del momento presente consiste in tutto ciò che è consapevole mentre il momento viene vissuto;
    • I momenti presenti sono di breve durata;
    • Il momento presente assolve una funzione psicologica;
    • Il momento presente è un evento olistico;
    • Il momento presente è un fenomeno temporale dinamico;
    • Il momento presente, nel suo svolgersi, è in parte imprevedibile;
    • Il momento presente implica un certo senso di sé;
    • Il Sé che fa esperienza assume una certa posizione rispetto al momento presente;
    • Non tutti i momenti presenti possiedono la stessa importanza.

Passato e presente si danno la mano

clessidraOgni momento presente mette in scena una storia vissuta, formata da numerose brevi esperienze che convergono nel presente soggettivo. Questi particolari momenti riescono a cogliere in parte lo stile, la nostra personalità, le nostre preoccupazioni o i nostri conflitti, costituendo dei casi particolari di schemi di risposta passati e futuri.

In questo modo possiamo contestualizzare i ricordi, selezionando le parti del passato da attivare e riportare al presente, stabilendo in che modo dovranno essere assemblate per adattarsi meglio alla situazione presente e manifestare il loro effetto. Senza una modifica del passato funzionale, di questi schemi abituali di risposta, non vi può essere alcun cambiamento. In psicoterapia avviene così un importante passaggio di prospettiva:“È la COSCIENZA, non più l’inconscio, il MISTERO CHIAVE.”(Stern).

 

© Nicoletta Cinotti 2015

 

 

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