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Mindfulness interpersonale

Tutti noi abbiamo una sensibilità innata verso la comunicazione. Questa capacità individuale, presente fin dalla nascita, è alla base della nostra capacità di stabilire una buona relazione con noi stessi e con gli altri.

Ogni comunicazione infatti ha un aspetto di contenuto e un aspetto che definisce la qualità relazionale e il flusso delle informazioni non verbali che la compongono. Proprio per questa caratteristica relazionale, la comunicazione è spesso uno degli aspetti che più risentono della storia delle nostre difficoltà relazionali.

La mindfulness ci insegna come rimanere in contatto con noi stessi e con gli altri, quando veniamo feriti o quando rimaniamo delusi, senza attivare quelle strutture difensive che diventano il primo ostacolo ad una buona comunicazione.

Spesso infatti dimentichiamo che le nostre difese hanno una ricaduta diretta sulla qualità della nostra comunicazione. la difesa, infatti, proprio per la sua natura, ha la funzione di isolarci e di proteggerci dall’esterno. L’effetto collaterale è che ci separa dalla pienezza del flusso delle informazioni che sono alla base di una qualsiasi comunicazione. Quando siamo difesi è come se la nostra capacità di ascolto venisse limitata e ridotta ad una sola fonte di informazioni, e le nostre affermazioni risultano così dominate dal tentativo di vincere anziché dal desiderio di comunicare.

Comunicare quando è difficile

Comunicare

Spesso le nostre emozioni, soprattutto quelle non consapevoli, finiscono per produrre comunicazioni difficili e conflittuali. Siamo animati da buone intenzioni ma otteniamo un risultato che è connesso alle nostre difese e non alle nostre intenzioni. La nostra eccessiva identificazione con noi stessi, tipica delle situazioni in cui siamo in difficoltà, peggiora quindi il tenore delle nostre comunicazioni. La mindfulness interpersonale si colloca qui: nel tentativo di passare dall’identificazione con un Sè solido, ristretto e limitato, alla consapevolezza della necessità di cogliere e rispettare l’interdipendenza che è frutto della relazione.

Quando siamo difesi abbiamo tre preoccupazioni principali: ottenere ciò di cui abbiamo bisogno, rifiutare o punire la fonte del nostro disagio o la sorgente della nostra minaccia e ignorare tutto ciò che è estraneo alla nostra preoccupazione. Anche se alla fine riusciamo ad ottenere ciò che vogliamo, questa vittoria può rivelarsi una vera e propria sconfitta. Perdiamo infatti l’identificazione con la relazione – una relazione in cui ci sia spazio per entrambi – e corriamo il rischio di rompere il legame che ci unisce.

Cambiare il livello

henri-cartier-bresson“I problemi non possono essere risolti nello stesso livello di consapevolezza che li ha creati” diceva Einstein. Una affermazione profondamente vera. Quando abbiamo una difficoltà cambiare prospettiva, ampliare la mente, cercare di essere flessibili e aperti, diventa una necessità Questi tre passaggi – cambiare prospettiva, ampliare la mente, essere flessibili e aperti – richiedono la presenza di un interlocutore. Ecco perché la meditazione dei protocolli di Mindfulness Interpersonale aggiunge alla meditazione individuale la meditazione in coppia. Il nostro interlocutore diventa lo strumento per fare questi tre passaggi fondamentali. Diventa lo strumento per quella espansione della coscienza che ci può far procedere oltre i nostri blocchi e al di là delle nostre fissazioni.

Lo stress interpersonale

La nostra paura della solitudine e dell’esclusione è spesso alla base dello stress che viviamo nelle relazioni importanti della nostra vita. Nello stress l’altro diventa lo strumento per soddisfare questa necessità ineliminabile di relazione, innescando circoli viziosi anzichè circoli virtuosi. Nello stesso tempo, malgrado il nostro bisogno di relazione, sperimentiamo anche paura dell’intimità rischiando di passare la vita a correre tra il bisogno di compagnia e la paura dell’intimità e dei rischi che questa comporta.

La struttura del protocollo

Il protocollo di mindfulness interpersonale è strutturato su otto settimane, come tutti i protocolli mindfulness. Le otto settimane saranno un percorso progressivo che non fornirà risposte alle difficoltà relazionali dei singoli partecipanti ma permetterà di comprendere ed esplorare le fonti interpersonali di stress cambiando le modalità abituali di relazione e offrendo la possibilità di relazionarci con gli altri partecipanti al di là di questi condizionamenti.

Il protocollo nasce dall’unione dei protocolli mindfulness, come sono stati strutturati dal Center for Mindfulness fondato da Kabat Zinn, con la pratica di meditazione dell’Insight Dialogue, nata dall’esperienza di Gregory Kramer. In ogni incontro verrà approfondita una delle sei linee guida dell’Insight meditation e il lavoro di meditazione individuale e a coppie sarà intervallato da sessioni di movimento consapevole. L’intenzione, come dice Gregory Kramer, “è portare luce nella vita dei partecipanti sulle fonti dello stress interpersonale, condividendo modi per coltivare una calma consapevolezza interpersonale “

Prossima serata di presentazione del protocollo di Mindfulness Interpersonale  Giovedì 26 Gennaio 2017 alle 21 a Genova e martedì 7 Febbraio 2017 a Chiavari. Inizio del protocollo a Genova, mercoledì 1 Febbraio 2017 a Genova e martedì 14 Febbraio 2017 a Chiavari, per otto settimane consecutive e una giornata intensiva

conduce nicoletta cinotti

© Nicoletta Cinotti 2016

 

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