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Parole dentro

“Vengo dalla profondità del mare

dove il buio misterioso nasconde la luce” Roeld

Uno dei problemi principali in adolescenza è darsi un nome, un volto, riconoscersi e riconoscere se stesso nel mondo. Spesso ciò costituisce un processo naturale. Altre volte la strada è dura e dolorosa, a volte straziante.  

Entra in gioco quindi anche la scuola dove gli adolescenti passano molto del loro tempo, il tempo dell’apprendere.

L’apprendimento, ormai è noto, avviene solo in situazioni dotate di significato. La scuola spesso non lo è. “E’ un luogo non luogo” come direbbe Augé, una specie di terra di nessuno, con qualche regola noiosa, incomprensibile ai più. Un obbligo: i ragazzi ci vengono , ma non ci “stanno”.

Parole dentro, parole fuori

Il laboratorio Parole dentro parole fuori parte da questo: dal recupero di un senso dell’apprendimento che passa prima attraverso il recupero del proprio senso, nel qui ed ora e nella costruzione di una visione del sé degna di essere guardata, disegnata, tradotta in gesti o parole. Infine anche letta e pubblicata.

Si tratta della didattica dell’essere insieme a quella del fare. Si “sta” insieme ai ragazzi e si crea in un percorso comune di lavoro e integrazione semplicemente essendo gruppo.

La pratica laboratoriale si è calata a pieno nella situazione della classe 2a IPSIA Da Vinci di Savona: 15 alunni di cui molti emigrati di prima generazione, altri con problematiche familiari e sociali, altri con vissuti di numerosi fallimenti scolastici alle spalle, solo due italiani, tutti maschi. Abbiamo provato a essere qualcuno, insieme, a riconoscersi per essere riconosciuti. Come? Creando un gruppo, costruendo fiducia reciproca e fiducia nel docente, imparando a tirare fuori parole. e a non averne paura.

Le classi con cui lavoro

Le classi con cui lavoro sono spesso oppositive a prescindere. Ho impiegato circa 3 mesi per costruire un clima adatto e acquisire da loro la fiducia, per poter pretendere che portassero carta e penna ( spesso fornite da me), non perdessero ogni volta il lavoro della volta precedente, mi dedicassero tempo e attenzione.

Ho deciso di utilizzare la scrittura autobiografica in poesia. La dignità del testo scritto rende dignità alla vita e alle esperienze di tutti noi.  Le parole di dentro escono fuori. E vivono sulla carta. Qui ho utilizzato il metodo del Writing Workshop che sto sperimentando da alcuni anni.

Writing and Reading Workshop

L’obiettivo del “Writing and Reading Workshop”* è quello di trasformare le nostre classi in comunità di lettori e scrittori competenti, critici ed appassionati. La nostra è essenzialmente una didattica per competenze che considera la scrittura un percorso e non un prodotto; essa consente ad ogni studente di sentirsi a proprio agio in un contesto di compiti autentici. E’ una metodologia assolutamente rigorosa e testata, basata su un impianto codificato e sufficientemente rigido ma al contempo aperto ad accogliere ogni studente con le sue diverse modalità di apprendimento. Permette agli insegnanti di creare un ambiente che consente di lavorare con l’intera classe e, contemporaneamente, di mettere in atto percorsi individualizzati, basati sulle caratteristiche e sui bisogni di ciascuno.

Attraverso attivatori di scrittura personale e minilesson sulle tecniche poetiche unite a mentor text, i ragazzi hanno lavorato sulla poesia nei tempi dedicati al laboratorio di scrittura individuale. Può sembrare una scelta eccessiva per chi spesso ha difficoltà anche a scrivere correttamente nella lingua italiana, tuttavia proprio per questo si è rivelata vincente. Uscendo dalla gabbia rigida della sintassi e della grammatica  gli studenti hanno prima letto e poi sperimentato la potenza della parola scritta, anche da sola, anche in un solo verso. E insieme alla potenza ne hanno sperimentato la bellezza. Ci siamo accostati a poeti mentori usando prima il metodo del ricalco su testi di Wislawa Szymborska, Bob Dylan, Robert Frost, ad esempio, poi ho proposto il bio –poema e i format da cui e su cui scrivere.

Versi elettrici (PDF)

Sono nate poesie intense, sentite e vere ( la loro vera voce) come solo quelle degli adolescenti sanno essere.  Sono le nostre poesie  “Vengo da..” dove l’anafora racconta l’origine e la potenza della parola risalta come non mai, libera da strutture sintattiche che imbrigliano, appunto, chi non sempre ha dimestichezza con la lingua italiana.  Sono nate in seguito le poesie “Sarò…”che hanno segnato la conclusione di un percorso di analisi di sé e di progettazione di un futuro.

Solo sperimentando la bellezza dentro di sé e la possibilità di esistere come scrittore ci si può accostare poi alla bellezza dell’arte in qualsiasi forma essa sia. La letteratura in fondo altro non è che un immenso bagaglio di storie dove ognuno, se ne trova la chiave, può sperimentare e vivere più in profondità e a pieno anche momenti della sua stessa vita.

La professoressa Elisabetta Biffi  dell’Università Milano Bicocca al Convegno Erikson “Didattiche 2016”  ha affermato che “Spesso gli adolescenti  studiano e ripetono a memoria perché non hanno parole e usano solo  quelle di cui si fidano”. Trovare parole nuove e vere, di cui fidarsi, è stato dunque il lavoro del nostro  laboratorio: costruire  un’esperienza di senso, anche a scuola, insieme ai testi dei grandi che ci hanno parlato come amici.

Tutti veniamo da un luogo (dell’anima), tutti andiamo verso un futuro da progettare e possiamo costruire insieme percorsi diversi ma possibili.

©Sabina Minuto Istituto Mazzini Da Vinci Savona Versi elettrici

Mi presento: Sono Sabina Minuto. Vivo e lavoro a Savona. Insegno Italiano e Storia in un istituto professionale
Mi occupo di didattica dell’italiano e di tecnologie applicate alla didattica.
Sono fra le fondatrici del gruppo IWT. ( Italian writing teachers).
Collaboro con l’associazione T21 e mi occupo di teatro sociale

https://sabinaminuto.wordpress.com

https://professionalintutto.jimdo.com

Il “Teachers College Reading and Writing Project” è stato fondato ed è attualmente diretto da Lucy Calkins, docente di Letteratura per ragazzi presso la Columbia University. Le radici del progetto sono però da ricercare nella rivoluzione originata da Donald Murray (Teaching writing as a process, not product) nel 1972 e da Donald Graves (Childrens want to write).  Nonostante il suo sviluppo all’interno di un ambiente accademico, possiamo definire il progetto come una fucina di pensiero e una comunità di pratica costantemente in dialogo con il mondo della scuola, così da essere in linea con le sue necessità, il suo evolversi ed il suo trasformarsi all’interno di una società sempre più  liquida e complessa. ( ringrazio la prof. Silvia Pognante e il gruppo IWT, Italian Writing Teachers)

 

 

Bibliografia essenziale e informale sul Writing and reading Workshop ( grazie a  Jenny Poletti Riz)

  • In the Middle – Nancie Atwell – “La Bibbia.”
  • The art of teaching writing – Lucy Calkins – L’ideatrice del metodo. Manuale che dà uno sguardo d’insieme “(Bibbia N2)”
  • Write Beside them – Penny Kittle – Una delle migliori insegnanti nell’ambito del laboratorio di scrittura. Libro da leggere, orientato alle superiori, ma ottimo per tutti.
  • Booklove – Penny Kittle – Sulla lettura, stupendo! Più orientato alle superiori ma assolutamente da leggere per tutti.
  • Read write teach – Linda Rief – Manuale ricchissimo con percorsi, proposte di attività. Scorrevole e illuminante.
  • Ralph Fletcher – Writing Workshop: the essential guide: un libro snello che però dà gli elementi essenziali. Ottimo per iniziare in modo soft (inglese semplice)
  • A writer teaches writing – Donald Murray – Il progenitore del Writing Workshop, nonché premio Pulitzer e uno dei migliori insegnanti di scrittura del ‘900. Manuale molto importante per chi insegna a scrivere.
  • Crafting a life in Essay, Story, Poem – Donald Murray – Anche questo da leggere. Uno scrittore insegna la scrittura.
  • Ralph Fletcher- Craft lessons – Ci sono due volumi, uno per il testo narrativo uno per il testo espositivo, contenenti un elenco di possibili minilesson. Utilissimo, veloce da consultare, pratico. Di uno scrittore molto in gamba.
  • The revision toolbox di Georgia Heard – Ottimo strumento pratico contenente spunti per tantissime minilesson:
  • Notebook know-how di Aimee Buckner – Cos’è e come si usa il taccuino dello scrittore e del lettore. Molto pratico con numerose proposte di attività
  • A place for wonder di Georgia Heard – Manuale sull’insegnamento del testo espositivo: apre prospettive decisamente nuove. Rivolto a insegnanti di scuola primaria, ma ottimo anche per gli altri.
  • Awakening the Heart: Exploring Poetry in Elementary and Middle School di Georgia Heard – Libro da leggere assolutamente sull’insegnamento della poesia a scuola
  • Write like this di Kelly Gallagher. Ottimo manuale sulla scrittura a partire dagli scopi per cui scriviamo
  • How’s it going? – Carl Anderson – Sulle consulenze all’interno del laboratorio, molto pratico e utilissimo.
  • Side by side – Nancie Atwell – Una serie di articoli su vari aspetti del metodo. Per approfondire.
  • Writing Lessons – Nancie Atwell – Libro + cd contengono tante lezioni di scrittura commentate dalla maestra
  • The reading zone – Nancie Atwell: specifico sulla lettura
  • The Reading Workshop: Creating Space for Readers di Frank Serafini: questo è il libro che offre una visione generale sul laboratorio di lettura. Ben costruito e ottimo per capire anche le premesse teoriche.
  • Crafting authentic voice di Tom Romano: sulla voce autentica di ogni scrittore e su come aiutare i nostri studenti a trovarla e ad esprimerla. Ottimo autore,
  • Minds made for stories: how we really read and write Informational and persuasive texts di Thomas Newkirk: nuove ed elettrizzanti prospettive legate all’insegnamento del testo espositivo e argomentativo
  • Fearless writing by Tom Romano: manuale sul multigenre. appassionante! Pratica adattabile a tutte le fasce d’età a partire forse da ultimi anni della primaria o primi anni sec I grado (con dovute modifiche). Creatività a mille.
  • Around the reading workshop in 180 days di Frank Serafini: una guida molto approfondita sul laboratorio di lettura. Contiene sia i presupposti teorici che la descrizione di flusso di lavoro e attività. Merita davvero insieme all’altro dello stesso autore (The reading Workshop)
  • Lessons in Comprehension di Frank Serafini: lezioni utilissime per il laboratorio di lettura, modulari e facilmente applicabili ed adattabili
  • Teaching Grammar in context di Constance Weaver: manuale su un approccio diverso all’insegnamento della “grammatica”
  • The art of slow reading di Thomas Newkirk: pratiche di lettura lenta. Da lettori surfisti a lettori sub!
  • Notice & Note di Kylene Beers e Robert Probst: interessantissima ed originale proposta (sperimentata con successo) per aiutare i nostri lettori di classe a entrare in profondità nei libri riconoscendo quelli che gli autori definiscono “Signposts”.

 

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