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Per un’etica della conduzione della classe d’esercizi

La classe d’esercizi è uno degli strumenti più affascinanti della bioenergetica:permette infatti di curare la salute e vitalità del corpo in senso globale – sia fisico che emotivo – e, senza essere uno strumento di psicoterapia, permette di raggiungere un benessere psicofisico. Molto spesso però, proprio perché tutto ruota attorno al lavoro corporeo, vengono considerate classi di bioenergetica attività di lavoro fisico che sono altre cose: yoga, pilates, Feldenkrais o movimento rigeneratore e così via. Ognuna di queste attività di lavoro corporeo ha una sua dignità e proprio per questo è importante non confondere le une con le altre. Per questa ragione ho pensato a questo piccolo vademecum – ad uso dei conduttori di classi o dei curiosi – per definire limiti e confini di questo meraviglioso lavoro corporeo. Questo lavoro è tratto da un vecchio articolo di Ellen Green Giammarini, che trovate in pdf nella bibliografia, una delle persone che più ha contribuito alla definizione di cos’è una classe d’esercizi, collaborando direttamente con Lowen e sua moglie Leslie27-29Settembre1985_2 (1).

Il lavoro della bioenergetica è finalizzato al pieno conseguimento della nostra totalità di esseri umani .La persona compiuta è quella che è in contatto con le proprie sensazioni e con le proprie emozioni. Entrambe – emozioni e sensazioni- sono localizzate e talvolta rinchiuse nel corpo. E’ lo specifico proposito degli esercizi di bioenergetica aiutare a sbloccare l’energia intrappolata o confinata all’interno del corpo e accrescere la mobilità ai livelli muscolare ed emozionale. Le classi di esercizi bioenergetici condividono questa finalità con l’analisi bioenergetica ma essendo uno strumento di prevenzione primario possono essere rivolte a tutti, non solo a persone in psicoterapia.

La classe d’esercizi bioenergetici è uno degli strumenti tipici della bioenergetica e si colloca nell’alveo delle attività di prevenzione e promozione della salute. La bioenergetica, fedele alla sua matrice reichiana, si occupa infatti non solo della patogenesi ma anche della salutogenesi.

L’effetto degli esercizi è cumulativo e quindi può non essere istantaneo. Ciascun partecipante progredisce – o inizia un suo processo – con i propri ritmi e la propria velocità.

I principi fondamentali del lavoro corporeo

I principi fondamentali del lavoro corporeo sono :

  1. la priorità dell’approccio fisico che si basa sul grounding per inserire poi gli altri esercizi,
  2. l’importanza di stabilire questa priorità fin dall’inizio;
  3. L’importanza di incoraggiare tutti i partecipanti a concentrarsi su ciò che accade all’interno del loro proprio corpo, a entrare e a vivere nel proprio corpo, lasciando cadere il controllo e mantenendo la mente nell’esperienza, per quanto possibile, durante la sessione di esercizi;
  4. l’importanza del lavoro di ampliamento dell’onda respiratoria attraverso opportuni movimenti;
  5. la classe offre una opportunità per aumentare la consapevolezza di sé (Self – awareness), per esprimersi (self – expression) mantenendo la padronanza di sé (self –possession)

Come dice Lowen nel libro dedicato alla classe d’esercizi “Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica” “Nella bioenergetica, noi crediamo che ciò che si sente può essere consapevolmente tenuto per sé o espresso a seconda delle circostanze. Quando si sente qualcosa non è necessario esprimerlo o ‘agirlo fuori’. A noi qui interessa acquistare la capacità di esprimere ciò che sentiamo, ma quando e come farlo, dipende da una decisione consapevole circa l’adeguatezza delle nostre azioni rispetto alla situazione. Il raggiungimento di un controllo consapevole di ciò che sentiamo è un fattore importante della padronanza di se stessi”.

Il radicamento nella realtà

La classe d’esercizi è un percorso di radicamento nella realtà di noi stessi e nella realtà in cui viviamo. Necessita 27-29Settembre1985di rispetto dei tempi personali,dei tempi del gruppo e di rispetto delle naturali capacità di autoregolazione, presenti in ciascuno di noi. Il lavoro del conduttore non è quello di trasformare ma di sostenere i meccanismi di autoregolazione. Per questa ragione qualsiasi “fare” nelle classi è in relazione alle sensazioni e ai vissuti corporei ed è quindi un ” fare che conduce all’essere”. Così il “fare” in alcuni esercizi, può sembrare quasi inattivo. In realtà si tratta di un processo naturale di approfondimento del respiro e di liberazione delle energie bloccate nei muscoli tesi.

Qualche volta i movimenti che ne risultano sono ampi e attivi, ma il proposito non è mai la perfezione meccanica dell’esecuzione.
Poiché il lavoro corporeo bioenergetico è un lavoro che conduce all’”essere” non è indifferente come il conduttore si pone nella classe. Il modo di condurre una classe è anche un’espressione dello stile personale. Gli stili personali sono sempre diversi e possono estendersi su una gamma ampia quanto tutti i colori dell’arcobaleno, se sono basati su concetti chiari e su validi principi fondamentali.

Per chi conduce una classe è importante che….

  1. Il conduttore della classe, nell’uso degli esercizi, deve operare delle valutazioni nei riguardi dell’utilizzazione di una tecnica potenzialmente efficace e del limite entro cui usarla. Questa valutazione non può essere fatta a priori ma va fatta basandosi sulle caratteristiche di quella specifica classe e sulle competenze dello specifico conduttore. C’è un percorso sottile (se non stretto e rettilineo) per muoversi nelle classi EB senza trasformale in ciò che non sono;
  2. La flessibilità all’interno di una struttura è positiva, mentre la negazione di una struttura è distruttiva. Per questa ragione la classe deve avere una durata definita, un luogo definito e regole esplicite e chiare sulla partecipazione, sul pagamento, sulla frequenza;
  3. E’ importante avere una misura dei commenti introduttivi per una classe nuova, per la quantità e il contenuto delle spiegazioni verbali e delle istruzioni date durante la classe stessa;
  4. E’ importante che tutti i commenti, le spiegazioni e le indicazioni siano in rapporto con il lavoro fisico che si sta facendo,
  5. Talvolta guardando il corpo di una persona può apparire evidente che ha bisogno di un extra di spiegazioni verbali (o tocchi), che potrebbero non essere necessariamente di aiuto (e potrebbero perfino essere causa di distrazione) per gli altri membri della classe. Avvicinatevi con discrezione e offrite sostegno. Non abusate delle indicazioni individuali. La classe rimane una esperienza di gruppo.
  6. E’ importante non essere intrusivi e rispettare la classe e/o la concentrazione individuale,
  7. Il tono di voce del conduttore è finalizzato a comunicare con le persone che stanno cominciando a essere coinvolte nel lavoro corporeo e ad aiutarle a un livello pratico in ciò che stanno facendo in quel momento. Non deve attirare l’attenzione verso di sé, interrompendo la concentrazione ma offrire indicazioni con un tono in contatto emotivo,
  1. L’uso del contatto fisico da parte del conduttore deve essere rispettoso e avvenire dopo esplicito consenso da parte del partecipante. Offrite un sostegno emotivo discreto se dovessero verificarsi forti reazioni emotive ricordando che lo scopo della classe è diverso da quello di una terapia di gruppo;
  2. Sviluppate l’abilità di fare distinzioni, anche sottili, in relazione al lavoro: come nella scelta, sequenza, durata e “dosaggio” degli esercizi; e in relazione ai partecipanti: per esempio di fronte alle variazioni delle reazioni individuali agli esercizi e alla differenziazione dei ritmi e/o dei “fattori di tolleranza”.
  3. Mantenere il lavoro all’interno di giusti limiti.

La bioenergetica permette di esplorare l’intima connessione tra corpo ed emozione partendo dall’idea, ormai confermata dalle ricerche neuroscientifiche, che ad ogni emozione si accompagna una azione motoria. Permettere al corpo di liberarsi dalle costrizioni muscolari significa riprendere contatto, diventare consapevole delle emozioni che erano trattenute in queste tensioni ed aprirsi al fluire della vita. Il rilassamento in bioenergetica è l’ “arrendersi al corpo” o quello che Lowen chiama “cedere”. È un percorso inverso al formare una corazza: è percorrere, con dignità, la strada della propria vulnerabilità.

Le cose semplici sono le più straordinarie e solo i saggi riescono a vederle

P. Coehlo

a cura di Nicoletta Cinotti

Riferimenti bibliografici

Giammarini Green E. Classe di esercizi bioenergetici_EGreen Giammartini,(pdf) Tratto da International Journal of Bioenergetic Analysis.Traduzione di Piero Rolando, a cura di Luciano Marchino
Lowen A., Lowen L.(1977), Espansione ed integrazione del corpo in Bioenergetica, Astrolabio Ed. Roma, 1979

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