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Ti è mai capitato di dover cambiare completamente i tuoi piani? Di aver pensato che le cose sarebbero state verdi e ritrovarle rosse? Ti è mai capitato di aver lasciato spazio alla fantasia e di esserti fatto un’idea molto positiva delle cose per ritrovarti improvvisamente in un film completamente diverso? A me sì. Nel tempo capita sempre meno di frequente ma mi succede ancora: come se ci fosse una sorta di ingenuità che non vuole morire: l’ingenuità di credere che il mondo sia un luogo bello e giusto.

Credo che questa non sia solo un’idea: credo davvero che il mondo possa essere un luogo bello e giusto. O per lo meno che lo possa diventare. Questa convinzione però non giustifica il mio desiderio di eliminare, dal panorama della mente, qualsiasi nuvola o qualsiasi difficoltà.

Eppure la mente tende ad essere monocroma. Se è nero è tutto nero, se è rosa è tutto rosa. E il passaggio da un colore all’altro è brusco come il risveglio dal sogno o come cadere per terra. Perchè ci piace la semplicità e quindi tendiamo a semplificare? Perchè non amiamo l’ambiguità e quindi preferiamo vedere solo un aspetto?

Non  lo so: so che quando succede ho imparato a fare una cosa, che cura sempre le mie delusioni. Mi metto lì, con la pazienza delle sarte quando fanno gli orli, e, punto dopo punto, cerco di tenere insieme positivo, negativo e neutro. Cerco di ricordarmi l’uno dell’altro. Cerco di ricordarmi che le medaglie hanno due facce e che, anche se ne vediamo solo una per volta, l’altra esiste e prima o poi salterà fuori. Perchè poi le cose non sono né belle né brutte: sono possibilità di apprendimento. Quando imparo anche la lezione più dura mi sembra salvifica. Quando non imparo rimane solo la memoria del momento, che svanisce piano piano. Così procedo a zig zag e abbandono l’idea che la vita sia un binario unico.

La pratica non è mai una linea dritta verso una meta prefissata. È sempre un misto di chiarezza e confusione, periodi di scoraggiamento e altri di ispirazione, momenti in cui ci si sente un fallimento ad altri in cui si va in profondità. Ezra Bayda, “Reflect, Without Thinking

Pratica di mindfulness: Il panorama della mente (File audio)

© Nicoletta Cinotti 2018 A scuola di grazia e non di perfezione 

Foto di © lanamorvai24

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