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A proposito di amore e saggezza

saggezzaUn paio di giorni fa, proprio alla fine di un discorso, ho fatto rifermento alla relazione tra saggezza e amore. Così qualcuno mi ha chiesto di parlare al riguardo. Ho pensato: “Questo è un buon momento per farlo –  è l’ultima sera del ritiro – e ci sono un sacco di cose da dire”. E così, mentre camminavo verso la sala di meditazione ho capito che non sapevo nulla sull’amore e la saggezza. Forsè dovrei chiedere a Gesù o a Buddha, ho pensato.

Ma stando con voi nello svolgersi di questa pratica e nello schiudersi dei nostri cuori, sono portato a riflettere su questo argomento come risposta a questa richiesta.

Quando offro queste pratiche – specialmente quando ho la fortuna di farlo con un gruppo così saggio e buono come questo – sono profondamente toccato dal coraggio che ognuno di voi mostra nell’affrontare questa esperienza umana, la propria esperienza umana

amore e saggezzaQualcosa si sfoglia e rivela come una frattura, una goccia, un emergere, ed è il fatto che siamo toccati gli uni dagli altri, siamo toccati dalla saggezza degli insegnamenti, siamo toccati dalla sensibilizzazione del cuore che avviene in meditazione.

Esiste una capacità latente di gentilezza amorevole, di cura, che emerge spontaneamente. Non è costruita. Non è fabbricata. E’ qui ed è rivelata da questo schiudersi che avviene nel processo della meditazione. Non siamo stati qui seduti facendo la pratica di Metta in senso formale. Non abbiamo cercato di coltivare la compassione. Ma abbiamo guardato ai nostri cuori: sono presenti a noi stessi e agli altri.

Perché?

Non posso arrivare a nessuna altra conclusione che questa: la vostra reciproca presenza è la risposta naturale di un cuore aperto quando è pienamente toccato da un’altra persona. Ogni volta che siamo nel momento, ogni volta che, possiamo dire, pratichiamo Pausa, o semplicemente guardiamo alle cose così come appaiono, rafforziamo la nostra capacità di essere presenti.

E voi avete fatto questo. Così emerge la possibilità di vedere le cose come sono piuttosto che attraverso molti degli stress che ci chiudono; piuttosto che attraverso quei filtri che indossiamo di solito per proteggerci dalla nostra tenerezza.

Se saggezza è vedere le cose come sono davvero, allora la pausa della mindfulness ci muove verso quella direzione e disponibilità, vero? Così c’è consapevolezza. Ma mentre vediamo le cose come sono davvero, come sfogliamo e incontriamo questa esperienza in modo diretto, non siamo in isolamento. Incontriamo questa esperienza condivisa attraverso la relazione. Siamo consapevoli con gli altri . Ecco perché il cuore è attivato. Siamo consapevoli. Siamo in relazione. E’ naturale e ne abbiamo bisogno.

Così, a qualunque livello o grado tu sia stato toccato dagli altri, l’emergere della compassione nel cuore è semplicemente l’espressione interpersonale di quella saggezza. In questo senso la compassione è l’espressione relazionale della saggezza. Non è amabile aver scoperto questo? Voglio dire, questa è la vostra esperienza qui. Non l’ho insegnata, nominata, cercato di aiutarvi perché qualcosa avvenisse. Ho solo offerto delle istruzioni di meditazione ed evidenziato alcune cose che conoscete. Voi avete fatto la pratica e l’esperienza si è svolta.

E’ stato bellissimo vedere come velocemente potevamo ridere insieme o come velocemente potevano condividere il calore, o condividere il peso della tristezza. Wow! Questo è un cuore responsivo in azione vero?

Possiamo formalizzare tutto questo attraverso la pratica di Insight Dialogue, ma la formalizzazione può diventare uno strumento, un sistema di idee, una religione o un credo se è estrapolato dalla sua base nella saggezza. Sotto il metodo di educazione mentale o sotto l’aspetto religioso ciò che è prioritario è il movimento primitivo del cuore, il vedere chiaramente e il passare da questo alla gioia e all’intuizione della sofferenza condivisa.

Questo non è una religione, non è un sistema, non è uno strumento: è solo quello che sperimentiamo quando il cuore diventa più aperto, la mente più lucida e abbastanza ferma da accogliere la totalità dell’esperienza, interna ed esterna.

Conosciamo il movimento che nasce dal condividere la comune esperienza umana, quando il cuore è sufficientemente saldo da essere presente, nè troppo ritirato, né troppo esposto e davvero lasciamo che le cose “atterrino” e siano presenti.

Mentre sto seduto e guardo la vita o il mondo o un attimo di risveglio e penso alla terza nobile verità di cui ho parlato l’altro giorno – la cessazione del desiderio come cessazione della sofferenza – ciò che mi viene in mente è la luminosità – non appesantita – della mente, del cuore. Non è un mondo di quiete trattenuta. E’ un mondo di vibrazione, perché porta in sé la vitalità dell’essere vivi e senzienti, senza  trappole o impulsi che ci tengano tesi e separati.

E’ così facile andare oltre o perdere il contatto o addirittura essere spaventati da quello che in noi è così dolce e responsivo. Ma di nuovo, porta l’attenzione a ciò che ricevi in ogni momento di contatto. La totalità dell’esperienza umana quando siamo soli e quando siamo con gli altri. Perché ci allontaniamo così tanto? Perché non ci è sempre visibile? Perché non siamo prevalentemente in questo stato di stupore e delizia?

E’ incredibile, questa luminosità della mente e questo essere toccati dal mondo. Guarda questo mondo, lasciati toccare. Questo mondo! Non è incredibile? Penso che sia sorprendente.

Mi auguro che saggezza e amore siano le due porte o, quantomeno, che possiate scegliere la vostra strada. O forse ognuno di noi ha una naturale propensione che vi auguro di scoprire in modo che la saggezza sollevi la mente e le permetta di sperimentare l’amore. E che l’amore sollevi il cuore così che possa sperimentare saggezza.

Gregory Kramer

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Awaken Together

Volume 1, 2014

Trad. italiana a cura di Nicoletta Cinotti

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