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Ruolo e funzione dei blocchi (hang ups) in bioenergetica

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Che cosa sono i blocchi in bioenergetica

I blocchi o hang ups sono quelle contrazioni che tengono la persona “appesa in alto” anziché con i piedi saldamente appoggiati per terra. Metaforicamente, e non solo, potremmo dire che sono fissazioni muscolari che ci tengono nelle idee o illusioni sulla realtà, anziché permetterci di stare nella realtà, nel nostro grounding.

Freud, Lowen e le fissazioni

il termine fissazione – hang up per Lowen – è un interessante interfaccia tra la bioenergetica e la teoria psicoanalitica, soprattutto per quello che riguarda la fissazione libidica. Poiché per Freud la carica libidica ha una fonte corporea risulta abbastanza evidente che il blocco, perché tale è la fissazione, della carica libidica, abbia una risonanza a livello corporeo. Risonanza che Lowen affronta con la consueta originalità e pragmaticità dando la possibilità di orientare il lavoro con esercizi specifici per le specifiche modalità di trattenimento o fissazione. Tutto il lavoro sul trattenimento e la fissazione in senso bioenergetico diventa, di fatto, un lavoro per ristabilire il grounding e la flessibilità naturale, il fluire pulsante della vitalità, non più bloccata dai sentimenti inespressi.
Citando Lowen”…tutti gli individui fissati o appesi hanno una tristezza profonda e molti preferirebbero rimanere fissati piuttosto che affrontare la tristezza, che in molti rasenta la disperazione”. Questo è il nucleo del mio interesse personale e professionale su questo argomento. Scoprire i propri sentimenti trattenuti, inespressi, diventati inconsci, ci permette di riprenderci parti del nostro Sé perdute, ci restituisce un’interezza impossibile altrimenti. Questo è stato anche, in buona sostanza, il nucleo del mio percorso terapeutico; riparare ferite ormai avvenute, ma soprattutto tornare ad essere consapevole dei sentimenti trattenuti legati a quelle ferite.

Fissazione libidica e fissazione al trauma

Il termine fissazione, di origine psicoanalitica, viene usato da Freud in due accezioni:si parla, infatti, di fissazione al trauma o di fissazione della libido. Nel caso della fissazione al trauma il comportamento della persona è riportato, nei sintomi e nelle conseguenze che da essi derivano, ad un determinato periodo del suo passato. In questo senso la fissazione al trauma non è altro che l’eziologia della nevrosi traumatiche.

Lowen riprende il termine fissazione e lo inserisce nel quadro energetico dei pazienti. Una persona è “fissata” – cito testualmente – “quando è impigliata in un conflitto emotivo che la immobilizza e le impedisce qualsiasi azione efficace per cambiare la situazione “. In genere, si sottolinea come la fissazione, che da questo momento chiamerò con il termine inglese hang up per distinguerla dall’accezione freudiana, è accompagnata dalla presenza di sentimenti opposti, uno dei quali blocca l’espressione dell’altro. In questa situazione, che può essere consapevole o inconscia, la libertà di movimento viene limitata in tutte le aree della vita, non solo in quelle conflittuali e questa situazione si strutturerà nel corpo con una serie di tensioni muscolari croniche.

Leggere il corpo

Come per Freud, anche per Lowen non tutta l’energia risulta bloccata, lo è solo una parte. Questa quota d’energia trattenuta nasconde un’illusione che immobilizza la persona perché la imprigiona in un conflitto tra le esigenze della realtà, da un lato, e il tentativo di realizzare l’illusione dall’altro.
Leggere la fissazione nel corpo permette di risalire all’illusione e al relativo conflitto. L’energia bloccata diventa così uno strumento diagnostico e un progetto terapeutico.

L’energia bloccata

Ci sono due modi per determinare, in base all’espressione corporea, se l’energia della persona è bloccata. Il primo modo è quello di vedere se è ben radicata, cosa che è esattamente l’opposto dell’essere hang ups – letteralmente appesi. Quando si è appesi l’energia viene ritirata dai piedi e dalle gambe e si dirige verso l’alto. Maggiore è il ritiro, tanto più sembra che l’individuo salga verso l’alto.
Il secondo metodo – prosegue Lowen – è l’individuazione della postura della metà superiore del corpo.

Cosa fare con il blocco….

Quando ci blocchiamo la soluzione è quella di aumentare la carica. La carica energetica si aumenta con il lavoro sul respiro. Aumentando la carica energetica il flusso d’energia andrà ad arrestarsi proprio nel punto in cui c’è la situazione di hang up permettendoci sia di evidenziarla e riconoscerla sia di scioglierla.

Le posture appese

Lowen affronta specificatamente alcune posture che caratterizzano appunto la situazione di ritiro energetico dal grounding:

  • Le spalle ad appendiabiti che sono tipiche di una persona che ha vissuto ripetutamente esperienze di paura. L’energia è bloccata e trattenuta nelle spalle che sono rialzate. La persona non può avanzare perché ha paura ma nemmeno ritirarsi proprio perché ha negato la paura. La soppressione della paura genera anche la soppressione della collera ad essa collegata. Il collo, bloccato dalle tensioni alle spalle non è più sufficientemente elastico da permettere una respirazione fluida e, in alcuni casi, il respiro avviene in una situazione di totale immobilità dove si muove solo la parte molle tra le clavicole.
  • La gobba della vedova costituita da una massa di tessuto che si accumula appena sotto la settima cervicale conferisce alla schiena una forma a dorso di bisonte.
  • In questo caso la gobba trattiene i sentimenti di collera diretti verso le braccia e la testa e l’espressione fisica della rabbia, esprimendo un conflitto tra un atteggiamento di sottomissione e violente reazioni rabbiose per la frustrazione che comporta un simile atteggiamento. Spesso questo tratto è presente in persone che hanno una struttura caratteriale o delle difese prevalenti di tipo masochistico.
  • Sottomettersi alla richiesta di essere “bravi” bambini immobilizza la possibilità di manifestare i sentimenti di rabbia che vengono espressi invece con improvvise esplosioni verbali o con atti mancati.
  • Il tratto masochistico viene associato da Lowen anche all’aspetto diabolico ed è interessante notare come, in parte dell’iconografia legata all’immagine diabolica, ci sia un satiro gobbo e furbo che subisce e si vendica in forme indirette. Una specie di ritratto energetico, appunto della gobba della vedova.
  • Nella situazione in cui la persona viene posta sul piedistallo esistono forti meccanismi di idealizzazione che tengono in piedi la persona fino a che questa si sente all’altezza della idealizzazione. Ad un certo punto la situazione diventa insostenibile perché la persona desidera un contatto reale e il riconoscimento delle proprie difficoltà ma la paura di scendere dal piedistallo fa sì che da una parte reclami il suo essere vista ed accettata in termini più realistici anche nei suoi difetti, dall’altra quando il conflitto diventa troppo intenso la persona torna bruscamente sul piedistallo alimentando gli elementi di ritiro.
  • Per liberare la persona dal piedistallo è necessario portare di nuovo la consapevolezza sull’appoggio a terra; è necessario sentire il dolore per la perdita delle radici.
  • Lowen cita altre due hang ups, quella detta capestro e quella definita la croce. Entrambe sono legate alla struttura schizoide e indicano una frattura tra le funzioni del capo, o funzioni dell’io e le funzioni corporee. L’area chiave delle tensioni è alla base del cranio ed è una tensione che spacca in due la personalità.

a cura di ©Nicoletta Cinotti


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