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Smettere di lottare (e qualche modo per amare la vita)

Questo bel titolo non è mio. Lo devo a Roger Housden, un prolifico scrittore inglese che dichiara di essere, da tutta la vita, uno studente della bellezza delle parole. E così, con questa frase mi ha subito catturato. Il titolo si riferisce ad uno dei suoi 23 libri (nessuno, credo, tradotto in italiano) “Dropping the Struggle: Seven Ways to Love the Life You Have

La nostra cultura ci insegna l’etica della lotta. Dobbiamo combattere per andare avanti. Stringere i denti per sopportare, lottare per avere un posto nel mondo e tutta questa lotta rende frenetiche le nostre esistenze.

La battaglia per essere speciali

Tra le tante battaglie che portiamo avanti quella per essere speciali è una delle prime. Desideriamo affermarci come individui ed essere un po’ al di sopra degli altri. Come se esistere non fosse abbastanza: dobbiamo vincere la competizione. Questo aspetto non è solo collegato all’aggressività ma alimenta anche una sotterranea paura: quella di non farcela, di non arrivare dove vorremmo. E, ancora più profondamente, la paura di non avere nulla da offrire, nulla da dare. È per superare questa paura che cerchiamo di diventare speciali.

È per questo che – secondo Roger Housden – è importante guardare alle nostre motivazioni. Per comprendere se vengono da un’area di conflitto o da un’area espressiva. Perché, se vengono dalla nostra paura, ci porteranno, inevitabilmente, a lottare. È la paura stessa che alimenta la lotta. Allora la domanda che potremmo farci è “Sto esprimendo una aspirazione naturale a realizzarmi come persona oppure sto lottando contro la paura di essere un fallimento?”

Essere speciali porta con sé un tipo di disperazione

Ognuno di noi è, in un certo senso, speciale. Siamo unici, diversi e abbiamo potenzialità specifiche. In alcuni casi abbiamo anche dei talenti naturali. Spesso realizziamo le nostre abilità in un’area specifica e questo si accompagna ad un senso di realizzazione e di umiltà.

Più ci realizziamo, più impariamo un certo senso delle proporzioni che ci fanno dire che siamo unici ma non speciali. La nostra vita, dice Housden, sta nella realizzazione di queste potenzialità, qualunque queste possano essere. Possiamo essere cuochi o contadini, guaritori o meccanici.

Voglio fare qualcosa di grande

Combattere fa parte dell’ordine delle cose ma lottare inteso come sistema di difesa è qualcosa di diverso. Spesso è una falsa battaglia quella che portiamo avanti. Combattiamo in quelle aree in cui ci sembra di non avere successo. Possono essere aspetti esistenziali o legati alla qualità di vita. E spesso sono aspetti che realizziamo proprio quando smettiamo di combattere. Ricordo come un monito la storia di una mia amica che aveva realizzato una serie di delusioni sentimentali piuttosto lunga. Voleva una relazione e si infilava in rapporti molto difficili e frustranti. un bel giorno arrivò e mi disse “Basta. Basta così. Accetto che non mi sposerò e che non avrò una relazione soddisfacente e duratura con un uomo. La mia vita va bene anche così” Pochi mesi dopo incontrò l’uomo che ha sposato e sono ancora insieme dopo 20 anni. Potrei raccontare la stessa cosa per diverse coppie di amici che non potevano avere figli e che, nel momento in cui hanno fatto spazio a questo dato di realtà hanno avuto un bambino. Ma sembrerebbero esempi magici e non mi piace alimentare la magia, né il cambiamento strumentale della mente. La loro resa era sincera. non era un trucco per vedere se così succedeva qualcosa!

La capacità di rendersi conto delle nostre risorse – e del flusso naturale di cambiamento spontaneo – ci permette di dare il benvenuto a quegli aspetti della nostra esperienza per i quali lottiamo e, contemporaneamente ci permette di smettere di combattere.

La battaglia della perfezione

Per molti di noi la battaglia è lo sforzo di fare e di fare il meglio possibile. Così possiamo imparare a distinguere tra cosa vuol dire sforzo e cosa vuol dire battaglia. Se cerchiamo di avere la casa perfetta, la relazione perfetta, il lavoro perfetto possiamo capire che c’è una specie di paura dietro al nostro desiderio di miglioramento: è il rifiuto di riconoscere che la vita – e noi stessi inclusi – non è perfetta. È semplicemente imperfetta.

Rilassati Le cose brutte accadranno I tuoi pomodori prenderanno un fungo e il tuo gatto preferito se ne fregherà della tua rabbia. Qualcuno lascerà una borsa con il gelato sul sedile della macchina E il maglioncino blu di cachemire finirà nell’asciugatrice. Tuo marito finirà a letto con una ragazza dell’età di vostra figlia o vostra moglie vi dirà di essere lesbica e di voler vivere con la vostra vicina di casa. L’altro gatto – quello che non ti è mai piaciuto – si ammalerà – e dovrai nutrirlo ad intervalli regolari. I tuoi genitori moriranno. Non ha importanza quante vitamine prendi né quanto fai Pilates, perderai le chiavi, i capelli e la memoria. Ti ruberanno il portafogli, ingrasserai, scivolerai nel bagno di un albergo sconosciuto e ti romperai il bacino. Ma… C’è la storia buddista di una donna inseguita da una tigre che tra morire mangiata dalla tigre e buttarsi giù da una rupe, scelse di buttarsi. Si aggrappò ad un ramo per accorgersi che due topi lo stavano rosicchiando e mentre era lì, appesa, in procinto di precipitare, vide una fragola che cresceva tra le rocce. Guardò i topi. Mangiò la fragola. Com’era profumata e gustosa! Come pulsava nella sua gola quel succo. Le cose negative accadono. Ellen Bass

Le cose negative accadono: che non vuol dire rinunciare alla gioia di vivere ma, piuttosto, gustare ogni gioia di vivere e non pensare che lottare ti risparmierà che accadano delle cose negative. Convivi con le tue – e nostre – meravigliose imperfezioni.

Il segreto della vita

Passiamo molti anni a cercare il senso della vita, come una persona che sta male e cerca di scovare la sua malattia. Forse il significato della vita si rivela momento per momento, giorno per giorno. Non è qualcosa di fissato ma qualcosa che emerge dal nostro coinvolgimento con la vita stessa. Se siamo poco coinvolti abbiamo poco sapore. Se siamo molto coinvolti anche i momenti più bui possono essere pieni di gusto e significato. E, soprattutto, se siamo coinvolti non ci preoccuperemo di trovare il significato perché ci sentiremo soddisfatti. Questo ci dà tutto il significato che cercavamo

Se vogliamo comprendere il nostro scopo abbiamo bisogno di cogliere lo svolgimento della nostra vita: quello è il nostro dono al mondo. Ci potrà sembrare poco spettacolare ma nessun altro ha avuto esattamente la nostra stessa vita.

Se ci permettiamo di sentirla pienamente – non concettualmente ma visceralmente (di pancia) – nel momento presente, avrà pienezza di significato.

Pratica il ricordo del momento presente, ancora e ancora. Desidera stare dove di fatto sei. Per me è la più pregnante esperienza di significato che si possa avere. Practice remembrance of the present moment, again and again. Be willing to be where you actually are. In my experience, that is the most inherently meaningful experience you can have. Roger Housden

La lotta amorosa

Spesso le relazioni sentimentali diventano uno dei nostri campi di battaglia preferiti. Attraversiamo momenti bui e altri leggeri e luminosi ma, senza dubbio, è più semplice stare in relazione con qualcuno se siamo in una amorosa relazione con noi stessi.

Un paio d’anni fa mi è capitato di svegliarmi presto e di sentire la tenerezza del mio essere solo e la sua amara dolcezza. Essere soli ha molte sfumature di colore. Posso entrare in una stanza e riconoscere che ogni cosa è piena di vita: il divano rosso, le sedie, il tavolo da caffè con i libri poggiati sopra. Ogni cosa è viva con una presenza di esistenza. Se guardo al mondo con questi occhi – pensai – non sarò mai davvero solo. Appartengo a questa terra nello stesso modo in cui appartiene la quercia del giardino. Roger Housden

E, inoltre, non possiamo inseguire l’amore. Possiamo essere aperti a noi stessi e al mondo e il mondo può risponderci. E tutti noi sperimentiamo momenti improvvisi in cui il senso di appartenenza al mondo illumina la nostra vita con una profonda qualità di accettazione.

La battaglia del tempo e la dimensione senza tempo

Il tempo e la dimensione senza tempo coesistono proprio nel corso della nostra vita. proprio adesso che stiamo leggendo e scrivendo. Dentro ognuno di noi c’è un silenzio e una quiete che non sono in movimento temporale, non attraversano lo spazio e il nostro compito è sperimentarli mentre siamo in questo tempo.

Ogni giorno cerchiamo di “essere in tempo” per qualcosa eppure, mentre ci muoviamo verso i nostri appuntamenti, non siamo forse fermi nel presente? Un punto di quiete nel tumulto del mondo. Perché è la Presenza che dissolve la battaglia: è così semplice eppure così difficile da afferrare.

La differenza tra saggezza e conoscenza

Saggezza e conoscenza sono due cose diverse. Viviamo in un tempo di conoscenza e la conoscenza può essere immensamente utile e potente. Ma la saggezza viene da una dimensione diversa.  C’è una dimensione della nostra vita che vive nel tempo e un’altra dimensione che vive nella Presenza. Una dimensione di quiete e calma

È da quest’ultima dimensione che proviene una conoscenza senza parole. Una conoscenza che ci dice cosa è necessario che sia fatto o cosa abbiamo bisogno di dire o che accada in un certo momento. Questa è saggezza e la saggezza non viene dall’accumulare la conoscenza. Mettere insieme saggezza e conoscenza è, forse, la parte più grande del viaggio della nostra vita.

Il mondo è buono malgrado tutte le evidenze contrarie. Roger Housden

© Nicoletta Cinotti 2017 Foto di © michele masiero

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