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Una lettura di “Arrendersi al corpo”

iniziare a praticareArrendersi al corpo è il libro della maturità di Lowen, quello in cui riordina le basi del suo approccio e afferma con semplicità il valore della sua visione della psicoterapia e, soprattutto, della vita.

Scopo della terapia – afferma nelle prime pagine – è aiutare l’individuo a recuperare la piena potenzialità del suo essere. Per fare questo è necessario 1) aumentare l’energia disponibile, per superare le restrizioni del passato e l’inibizione del presente; 2)recuperare la piena funzionalità dei tre aspetti base del Sé corporeo che sono consapevolezza di Sé, capacità espressiva e padronanza.

La gioia

Da qualche parte, nel profondo di ciascuno di noi, c’è il bambino che era innocente e libero e che sapeva che il dono della vita era il dono della felicità. Tutte le volte che entriamo in contatto con quella zona primitiva di noi, riacquistiamo energia e proviamo gioia. Questo accade ripetutamente nel trattamento bioenergetico che, in modo abbastanza originale, identifica la possibilità di provare gioia con l’attivazione di un processo di crescita e cambiamento.

La gioia, dice Lowen, è legata a due qualità: la libertà e l’innocenza. Sono le restrizioni delle nostre difese che limitano la nostra possibilità di provare gioia, perché ci tolgono libertà. Queste tensioni causano l’inibizione degli impulsi e ci fanno confondere la rigidità con la forza.E’ la ripetitività dei nostri schemi mentali che ci toglie l’innocenza, la possibilità di avvicinarsi ad una esperienza come se fosse la prima volta. Perché, di fatto, ogni esperienza è la prima volta che avviene.

La perdita della capacità di provare gioia è conseguenza di uno spirito che è stato piegato o spezzato per aderire alle richieste dell’ambiente familiare ed esterno, nella convinzione che la propria compiacenza porti all’amore. Piegare il proprio spirito all’accondiscendenza significa iniziare la via del tradimento del corpo. Ci identifichiamo con l’immagine ideale di noi, o con le spinte egoiche, e questo ci allontana dai nostri reali bisogni e dalle nostre reali necessità.

La gioia e il dolore

respiro appagamentoPer ritrovare la nostra capacità di provare gioia abbiamo bisogno di percorrere una strada inversa: accettare il dolore che è presente nella nostra vita e sciogliere le difese che costruiamo nell’illusione di non provarlo più. Il dolore è parte dell’esperienza umana e, per Lowen, la nostra capacità di tollerare il dolore è direttamente proporzionale alla nostra capacità di provare gioia. Nella vita c’è sofferenza così come piacere, ma non possiamo accettare la sofferenza fino a che ci siamo intrappolati dentro. Possiamo accettare la perdita se sappiamo di non essere condannati a soffrire per sempre. Possiamo accettare la notte perché sappiamo che spunterà il giorno e possiamo accettare il dolore quando sappiamo che tornerà la gioia. Ecco perché il tema della gioia è così centrale per Lowen: è solo con l’esperienza della gioia che proviamo seduta dopo seduta, allentando le tensioni, che possiamo credere che il dolore non sia una condanna a vita ma solo un alternarsi inevitabile di alti e bassi.

Percepire la vita del corpo

Tornare alla vita del corpo permette alle nostre emozioni di riprendere il loro spazio naturale. Le tensioni infatti, non solo le limitano, riducendo la qualità delle emozioni provate, ma fanno durare più a lungo le emozioni negative, condizionando così il nostro umore.

Se torniamo ad essere elastici e vulnerabili, torniamo alla nostra vitalità e alla libertà della nostra espressione emotiva. Reprimere un sentimento comporta la repressione di tutta una serie di altri sentimenti collegati. Ecco perché Lowen non distingue tra emozioni buone ed emozioni cattive ma piuttosto tra avere o non avere la padronanza delle proprie emozioni. Bloccare un’azione non significa esserne padroni: la strada della padronanza significa sentire pienamente la carica energetica che proviamo e scegliere se agirla o meno.

La tensione muscolare cronica è il lato fisico del senso di colpa perché rappresenta l’ingiunzione dell’io contro certe emozioni e certe azioni. Liberare la contrazione significa quindi anche liberarci dal senso di colpa.

La rabbia: emozione che guarisce

dichiarare paceLowen considera la rabbia nella sua qualità di risposta organismica alle frustrazioni che riceviamo dall’ambiente. La sua posizione è una estensione della posizione reichiana che riteneva che lo sviluppo della nevrosi fosse direttamente collegato al blocco, nel bambino, della sua capacità di esprimere rabbia quando qualcosa minaccia l’integrità della personalità. Infatti per Reich la frustrazione di un movimento teso al piacere porta al ritiro dell’impulso e ad una perdita di integrità nel corpo. Questa integrità può essere restaurata solo attraverso la mobilitazione del sentimento aggressivo: ecco perché Lowen considera la rabbia l’emozione che guarisce
Questa mobilitazione dell’energia aggressiva repressa è necessaria perché la rabbia repressa non scompare ma va a strutturare i blocchi muscolari. Questa posizione non significa certamente andare nel mondo senza filtri rispetto alle proprie pulsioni aggressive. Anzi per Lowen ripristinare la reazione organismica a questo livello permette proprio di evitare le esplosioni di rabbia narcisistica, collera e ira. “La capacità di contenere la rabbia è il corrispettivo della capacità di esprimerla efficacemente – dice Lowen – Il controllo cosciente necessario al contenimento è equivalente alla coordinazione e fluidità dell’azione che esprime la rabbia. Perciò una persona non può sviluppare la capacità di controllo se non sviluppa la capacità d’espressione.”(Lowen, 1994, 105).

Le emozioni liberatorie

Ovviamente non basta sapere di essere arrabbiati, tristi o altro ancora. E’ necessario sentirlo e per percepire una emozione, il corpo è la base. Ecco perchè il lavoro corporeo è centrale nel trattamento bioenergetico: permette di ristabilire la percezione delle emozioni che passano così dal regno delle idee al regno dell’esperienza.

L’esperienza percettiva delle emozioni però non è sufficiente se non c’è anche l’espressione. Per questo piangere è considerata una espressione importante: significa accettare la realtà del presente e del passato. Piangere non cambierà il mondo esterno ma trasformerà il mondo interiore restituendoci il diritto ad esprimere la nostra tristezza. Lo stesso vale per l’espressione di tutte le nostre emozioni nel setting terapeutico. Non serve a cambiare il mondo esterno o a cambiare ciò che ci ha fatto soffrire,  lo facciamo per affermare che abbiamo diritto a dire la nostra, ad affermare i nostri bisogni.

La resa al corpo

cibo per la nostra fameMolte persone identificano la propria vita e la propria realizzazione come il conseguimento degli obiettivi narcisistici, identificandosi così più con il fare che con l’essere, rendendo l’immagine di sé più importante di qualsiasi altra cosa.

Arrendersi al corpo per Lowen significa una resa dell’io narcisistico che è il passo necessario per arrendersi all’amore e provare gioia. Resa significa che l’Io riconosce il proprio ruolo subordinato al sé. In questo senso la psicoterapia è un processo di guarigione naturale nel quale il terapeuta sostiene la funzione curativa appartenente al corpo. Centrale nel ripristino di questa capacità di autoregolazione e quindi di “autoguarigione” è la possibilità di provare ed esprimere i sentimenti di tristezza, paura e rabbia. La repressione di questi sentimenti riduce la vitalità e aumenta lo spazio delle illusioni. Tutti i pazienti, per Lowen, soffrono per qualche illusione. Sono illusioni che sviluppiamo precocemente come compensazione del dolore provato nell’infanzia e da adulti abbiamo paura ad abbandonarle, anche se non fanno altro che rinnovare il nostro dolore.

Le illusioni ci rendono prigionieri dell’irrealtà mentre la salute emotiva è la capacità di accettare la realtà.

Il contatto con la realtà non è una condizione del tipo tutto o nulla ma è la condizione della salute fisica e mentale. Per questa ragione gli esercizi di grounding – ossia di radicamento nella realtà – sono così importanti in bioenergetica e ne sono una caratteristica originale. Reich lavorava con i pazienti sdraiati sul lettino, Lowen , mettendoli sulle proprie gambe, sottolinea come il lavoro terapeutico abbia come obiettivo lo sviluppo di una matura capacità di contatto con la realtà del corpo e del sentire. il grounding è un processo energetico nel quale un flusso di eccitazione attraversa il corpo dalla testa ai piedi. Quando il flusso è forte e pieno la persona percepisce il corpo, la sessualità e la realtà con la quale si trova. Questo flusso è associato con il ritmo respiratorio, infatti la limitazione del respiro comporta anche la limitazione delle sensazioni.

La paura che il paziente ha dei propri sentimenti costituisce il nucleo centrale della sua resistenza ad arrendersi al corpo, al sé, alla vita. Alexander Lowen

Lowen A. (1994), Arrendersi al corpo, Astrolabio Editore

© Nicoletta Cinotti 2014

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