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Vivere consapevole

Macchine e Umani: come essere presenti in un mondo così distraente

mareLe macchine avranno mai un cuore? Ma loro….pensano o sentono? Come fanno a risolvere i nostri problemi? Potranno davvero sostituirci in tutto? Quesiti interessanti, posti in uno stile divertente ma a tratti un po’ inquietante da Jon Kabat Zinn che ci ha portato a riflettere sul vero problema di questi nostri anni, che non è l’avvento della tecnologia e di macchine sempre più sofisticate, quanto l’attaccamento che si sta sempre più sviluppando verso di esse. Viviamo in un mondo sempre più digitale, che abbiamo creato noi con la nostra intelligenza, ed utilizziamo sempre più uno stile multitasking. Le macchine pensano più velocemente di noi…”la singolarità è vicina”, dove per singolarità si intende quando i computer potranno fare e pensare quello che facciamo noi. Un futuro non troppo lontano….al quale è sempre più urgente essere preparati.

Pensiero + Consapevolezza = Saggezza

Questa la soluzione che Kabat Zinn continua a proporre in mille modi diversi. L’Essere umano è molto più del pensiero, ed in questa epoca è necessario che  l’Essere umano in grado di comprendere, sia sempre più presente. Possiamo perciò allenare i nostri “muscoli della consapevolezza” per portare attenzione sull’utilizzo di tutti i dispositivi oggi a noi disponibili e, a differenza del Buddha che di certo non aveva questo problema, fare i conti con i rischi della nostra distraente realtà. Per far questo dobbiamo fare attenzione alla “piena dimensionalità” dell’Essere umano. La natura infatti è, per nostra fortuna analogica. Si potranno pertanto simulare tutte le realtà possibili, ma lo “stare” nella natura no, quello è insostituibile. Così come insostituibili sono le emozioni…che possono essere sentite solo con il nostro corpo!

Emozioni + Consapevolezza = Gentilezza

E con una fluidità che solo nelle grandi sintonie possiamo sentire, il discorso sulle emozioni è stato ampiamente trattato da Saki Santorelli che ci invita ad essere le “ostetriche” del nostro cuore, un cuore che deve essere partorito per potersi aprire alla consapevolezza….alla presenza. Ci troviamo infatti in una realtà dove i nostri cuori si sono induriti (corazzati per ricordare Reich e Lowen) e necessitano di tanta gentilezza, di uno sforzo gentile, per tornare ad essere aperti. La strada per far questo è il “ricordare”. Ricordare che il cuore è lì.…al centro del nostro petto. Ricordare dal latino vuol dire “passare attraverso il cuore” e quando passiamo attraverso il cuore ogni parola e ogni contenuto diventa vivo. Santorelli, come anche Kabat Zinn, amano recitare poesie che accompagnino i loro contenuti, perché le poesie hanno un respiro diverso a seconda di chi le recita e di chi le ascolta, e assumono significati diversi e personali nel  passare attraverso i cuori. La raccomandazione è quindi “Apri le finestre al centro del tuo cuore” Rumi.

Ostacoli lungo il sentiero

Non è un cuore melenso quello di cui parlano i due maestri….ma un cuore fiero, che una volta partorito possa coltivare deliberatamente le qualità interiori che ci permettono di realizzare la “presenza”. Qualcosa che ha a che fare con la perseveranza, intesa come una disciplina che è sostenuta e motivata da una visione più ampia del nostro essere al mondo. Sta ad ognuno di noi praticare la momenti felicistrada per la saggezza, comprendendo che quelle stesse cose che ci appaiono come ostacoli sono il nostro sentiero. Sono quella “roba” che dovremo incontrare e che porterà forza a quegli attributi profondi che desideriamo trasformare. Rumi, quando nella poesia “La locanda” parla di visitatori inattesi che si presentano alla coscienza, non sta usando metafore. Come sarebbe se questi “ospiti” li accogliessimo e li considerassimo come base della nostra pratica? Questi incontri ci permettono di dare luce all’Universo che cerca di svilupparsi attraverso di noi con la compassione, il perdono, la riconciliazione, la saggezza. Ma per farsi strada queste qualità hanno bisogno di qualcosa che i fisici chiamano “perturbazione”, come una frizione, ed arrivano nel momento della vita in cui intenzionalmente ci dirigiamo verso quelle qualità che stanno arrivando verso di noi, invece di voltarci dall’altra parte.

Mindfulness e Heartfulness lungo tutto l’arco della vita

Entrambi Kabat Zinn e Santorelli sottolineano l’importanza di praticare la presenza della mente e del mindfulreunioncuore lungo tutto l’arco della vita, e quanto sia importante oggi che questa venga praticata dai genitori e dagli educatori con i bambini.…futuri adulti di domani. Molti conoscono i programmi di gestione dello stress e cura di molteplici patologie messi a punto da Kabat Zinn ed insegnati da entrambi ormai in molte parti del mondo (protocolli Mbsr e Mbct), ai quali è stato dato molto rilievo in questi anni. L’attenzione si sta concentrando adesso anche sull’aspetto educativo dei più giovani. La consapevolezza infatti, pur essendo innata, è fortemente sottovalutata e la capacità di farne uso sottosviluppata. Da qui l’importanza di insegnare già ai nostri piccoli come sviluppare quel muscolo, come avere presenza ed attenzione. Loro stanno cercando di capire tramite noi come crescere da Essere umani. Stanno cercando di impararlo da noi.

Mindfulness in schools

Genitori ed insegnafoto-homenti  possono relazionarsi ai piccoli in crescita come se fossero in un orchestra, in cui per produrre della buona musica è necessario prima accordare tutti gli strumenti, poi accordarsi gli uni con gli altri. Accordare gli strumenti vuol dire allenare la presenza mentale e del cuore, insegnare già nelle scuole questa abilità. In Inghilterra è già attivo un programma Mindfulness in schools, che sta ricevendo adesioni e sostegno per la diffusione della Mindfulness nei programmi educativi. (www.mindfulnessinschools.org). Thich Nhat Hanh parla di “annaffiare i nostri semi” della bellezza, della gentilezza, della consapevolezza. I nostri semi sono anche i nostri figli. Rendiamogli un mondo in cui sia possibile coltivare un terreno fertile. Il pianeta ha un corpo, ed il suo cuore sono le connessioni tra tutti gli Esseri umani. Questo quanto ci ricordano questi due maestri con le parole poetiche di Kabir. “Getta via tutti i pensieri sulle cose immaginarie e resta solido in ciò che tu sei. In ciò che tu sei”.

a cura di Silvana Nozzolillo

 

Jon Kabat Zinn  è fondatore della Stress Reduction Clinic e fondatore del CFM Center for Mindfulness in Medicine, Health Care and Society, e professore emerito di medicina presso la Medical School dell’Università del Massachusetts.

Saki Santorelli è professore associato di medicina, direttore dello  Stress Reduction Programm, direttore esecutivo del CFM fondato da Kabat Zinn.

Riconosciuti a livello mondiale come autentici maestri della conoscenza della Mindfulness ed infaticabili divulgatori delle sue applicazioni in ogni ambito della vita.

 

 

 

 

 

 

 

 

La locanda

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