La nostra mente è unica: un teatro nel quale si aggirano personaggi legati alla nostra storia con un regista che, a volte, è geniale, e a volte pasticcione, con tutte le sfumature intermedie tra questi due estremi. Considerare la nostra mente come un teatro interiore ha però dei vantaggi: ci permette di lasciar andare quella sensazione di rabbia o confusa impotenza che proviamo a volte nei confronti di noi stessi.

Non capiamo perché ci comportiamo così e, nello stesso tempo, subiamo le conseguenze del nostro comportamento. Tra tanti personaggi che possono essere dentro di noi e che abitano i nostri sogni ce ne sono quattro che sono presenti per ognuno di noi. Riconoscerli può essere utile. Il primo personaggio (assolutamente non in ordine di importanza) è il Giudice che si preoccupa del rispetto delle regole e del preservare la nostra appartenenza al gruppo e alla comunità. È un personaggio sensibile a tutte le emozioni sociali – come la vergogna, l’imbarazzo, l’umiliazione, il senso di colpa – e quando diventa troppo forte assume un carattere persecutorio: ci parla con una voce critica o autocritica e non sembra mai essere contenta/contento di quello che facciamo. Poi c’è il libertario, quello che vuole essere sé stesso o sé stessa anche a costo di affrontare spazi di solitudine. Non la teme ed è un personaggio sensibile a emozioni personali: apprezza l’indipendenza, l’autonomia, la creatività, e ogni tanto entra in conflitto con il giudice che non ama troppo la sua originalità. Il libertario e il giudice definiscono il nostro bisogno di solitudine e il nostro bisogno di socialità.

Poi c’è la nostra parte sensibile – quella che risuona con tutte le emozioni intime. Quella che sente cadere una foglia (se è molto sensibile ) o non si accorge nemmeno di un elefante se è poco sensibile. Definisce con quanta facilità ci sentiamo feriti e ha parametri assolutamente personali. Infine c’è la parte ansiosa, quella che definisce il pericolo che viviamo nelle situazioni ordinarie. Queste due parti – la sensibile e l’ansiosa – sono sempre in dialogo tra loro proprio come lo sono sempre il giudice e il libertario.

In mezzo ci siamo noi: possiamo essere registi di questi 4 meravigliosi personaggi in cerca d’autore o farsi trascinare dalle loro istanze, senza riuscire a trovare mail il bandolo della matassa. Sappi però che questi personaggi scrivono la nostra mente. Scrivono la nostra vita e sarebbe davvero un  peccato fargliela scarabocchiare a caso. Per riconoscerli non abbiamo bisogno di molto: solo di ascoltare. Di ascoltare lentamente, per avere la velocità che ci permette di riconoscere di quale materia – in continuo movimento – siamo fatti.

Ci vuole coraggio per ascoltare lentamente. Preferiamo scuotere le sensazioni perché buttino fuori subito il loro significato, come faremmo con un salvadanaio mezzo vuoto, da cui vogliamo far uscire qualche spicciolo. Invece ascoltare lentamente vuol dire fare spazio. Nicoletta Cinotti in Scrivere la mente

Pratica di Mindfulness. Centering meditation

© Nicoletta Cinotti 2019 Scrivere la mente per imparare a volersi bene

Photo by Kyle Head on Unsplash

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