C’è un esercizio molto semplice che propongo spesso alle coppie. L’esercizio consiste nell’abbracciarsi fino a rilassarsi. Un abbraccio quindi più lungo di quello che facciamo di solito e fatto in piedi. Questo semplice esercizio rivela un sacco di cose. La prima è che se non stiamo bene sulle nostre gambe dopo un po’ peseremo troppo sull’altra persona. Proprio come succede nella vita, quando contiamo troppo sull’altro possiamo diventare un peso, anche se non vorremmo. Inoltre dopo un po’ succede che una delle due persone ha un sobbalzo e sente il bisogno di staccarsi. Il punto del sobbalzo è il più interessante perché è il momento in cui il contatto inizia a dare ansia. Noi ci raccontiamo un sacco di storie sul contatto ma quando proviamo a stare semplicemente in contatto fino a che non ci rilassiamo ci accorgiamo ben presto che rilassarsi nelle braccia di una persona non è affatto neutro. Possiamo starci se siamo comodi con noi stessi, altrimenti abbiamo bisogno di allontanarci perché ci sentiamo intrappolati, soffocati o trattenuti.

A quel punto quello che succede dall’altra parte, alla persona che, invece, avrebbe voluto continuare l’abbraccio, è altrettanto interessante perché anche l’altro ha appena toccato il suo punto di ansia speculare che è la paura di essere rifiutato o abbandonato. Anche in questo caso solo se siamo a nostro agio con noi stessi possiamo accorgerci che è stata l’ansia dell’altra persona che non ha permesso di arrivare al punto del rilassamento e non una nostra responsabilità.

Ma quando arriviamo al punto di rilassarsi nell’abbraccio succede un piccolo grande miracolo, simile a quello che sperimentiamo quando la nostra mente diventa stabile nella pratica: tutto è spazioso perchè abbiamo superato lo scalino segnato dall’ansia e siamo andati oltre il velo  che avvolge la nostra vita senza che ce ne accorgiamo. Provare per credere!

Certamente il sesso può essere “farò questo per te se tu farai quest’altro per me”, ma che misero mercanteggiamento. Una carezza dovrebbe dire “ti amo”, non saldare un debito. Un abbraccio dovrebbe riempire il cuore come le braccia. Hugh e Gail Prather

Pratica del giorno: Protendersi

© Nicoletta Cinotti 2021 Reparenting ourselves.    Photo by Annie Spratt on Unsplash

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