HUna volta Chandra Candiani, poetessa italiana e praticante vipassana, disse ad una conferenza che per lei la parola accettare era troppo. Che c’erano delle cose, nella vita, che le era difficile accettare. Così nella sua pratica aveva inserito la parola accogliere. Diversa di una sfumatura sottile. E’ come dire ad un ospite inatteso, entra, prendi spazio nella mia casa, per la semplice ragione che sei già nella mia casa. Questa distinzione è stata per me illuminante. Era assurdo rifiutare qualcosa che era già lì con tutta la sua forza e potenza. Campeggiava nel soggiorno della mia anima. Potevo solo riconoscere che c’era e poi accettare – passaggio che mi ricordava certi bocconi della mia infanzia – il successivo e inevitabile cambiamento.

L’illusione è pensare che se ci ribelliamo quello che non accettiamo svanirà: è quasi sempre connessa ad una immagine della realtà che abbiamo costruito mentalmente e che è tanto verosimile da sembrare reale. Ci crediamo ciecamente. In questa situazione diventa quasi inevitabile provare una delusione che esprime la reazione alla discrepanza tra la realtà e quello che pensavamo. Spesso l’aggressività interviene a proteggerci proprio da questa discrepanza ed esprime il nostro attaccamento ad un’idea con la quale ci identifichiamo strettamente. Accogliere e accettare significa praticare la consapevolezza della realtà. E riconoscere con semplice, ma non facile sincerità, che i pensieri non sono fatti.

Tutti noi abbiamo un rilevatore di discrepanza, una specie di interruttore che rileva quanta distanza c’è tra le nostre aspettative e la realtà. Se ci diamo spazio possiamo evitare che il passaggio successivo sia una correzione. Possiamo attivare invece una esplorazione. Questo non preclude il cambiamento: lo rende più radicato nell’ampio panorama di ciò che è presente anziché nella ristrettezza della nostra volontà.

Tratto da Destinazione Mindfulness 56 giorni per la felicità

Se non vediamo né accettiamo le cose per come sono, non sapremo mai come agire. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: Esplorare rifiuto e accettazione

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale

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