aggrapparsiSpesso pensiamo che quello che accade nel corpo e quello che accade nella mente non abbiano nessuna relazione. E’ un pensiero che nasce dalla nostra separazione tra corpo e mente. Se ristabiliamo l’originario senso di unità possiamo accorgerci che i movimenti sono speculari a ciò che proviamo mentalmente.

Nutrono e sostengono le nostre idee e i nostri pensieri.

Aggrapparsi è uno dei movimenti che è più facile cogliere nella sua connessione corpo-mente.

Quando non possiamo avere ciò che desideriamo la tensione dell’insoddisfazione perdura. Questo aggrapparsi accade sia per qualcosa che ci piace che per qualcosa che non ci piace. Ci aggrappiamo internamente ed esternamente e non solo come risultato del momento che viviamo, piacevole o spiacevole. E’ il risultato anche di tutti i momenti passati di piacere e dispiacere. Impariamo ad aggrapparci come estensione del nostro desiderio di sicurezza e l’alimentiamo con la nostra determinazione e volontà,  con la fatica che abbiamo ad accettare che le cose siano come sono.

Nutriamo l’illusione che insistendo, aggrappandoci al nostro desiderio di ottenere un risultato, ci sarà possibile cambiare l’esito delle cose.

Possiamo sentire la fatica che comporta più facilmente se portiamo l’attenzione al corpo, alla morsa dei denti, alla tensione della fronte, delle spalle, del diaframma, delle mani e dei piedi. Queste nostre mani spesso tese come se fossimo aggrappati ad una fune. O piegate come se avessimo dei guantoni da boxe. Questi nostri piedi arroccati come se fossimo pappagalli sul trespolo. Poggiati a terra il minimo indispensabile.

La volontà non scioglie la nostra tendenza ad aggrapparci: solo la tenerezza la raggiunge. Solo la tenerezza ha la saggezza del lasciar andare e la saggezza del riconoscere i limiti. Solo la tenerezza sorride alla nostra prepotenza e guarda avanti, senza lottare.

Credendo di sapere e pensando di far bene, l’uomo si ribella alla natura con una lotta che non può vincere, ma che teme di perdere. Finché lotta, finché nella sua personalità c’è conflitto, non può avere la pace della mente. …Dobbiamo renderci conto che la pace della mente è il risultato della nostra armonia con noi stessi e con la natura. Alexander Lowen

Pratica del giorno: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2015 Mindfulness e bioenergetica

Foto [V1V1] e ©Il cantore

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