Ascolto ogni giorno storie d’amore. Forse dovrei dire che ascolto ogni giorno storie in cui l’amore porta dolore, delusione stress e anche gioia, eccitazione, piacere e felicità. Perchè ci ritroviamo con questi opposti? E, soprattutto, questi opposti sono conciliabili? Oppure il fatto di provare dolore significa che non è una buona relazione? Quando è che il dolore è un segnale di uscita e quando il dolore è un segnale di cambiamento?

Non sono domande per niente facili e ogni persona, probabilmente, ha diritto ad una risposta leggermente diversa. Però io una cosa l’ho imparata. Anche se può sembrare banale ho capito che il dolore che – prima o poi sperimentiamo in una relazione d’amore – è il dolore dell’apertura. Amare ci porta ad andare al di là dei nostri limiti consueti, ci espone, ci porta a correre il rischio squisito dell’apertura del cuore. Ecco perchè prima o poi sperimentiamo anche un dolore che, senza quell’apertura, non avremmo provato. Che siano figli, partner, amanti, amici, amarli ci ha spinto al di là e, forse, l’abbiamo amati proprio perché ci spingevano al di là, in un territorio nuovo. Forse avevamo bisogno di quel territorio nuovo.

Una volta che abbiamo aperto il cuore e abbiamo sentito quel misto di acqua dolce e salata che l’amore comporta richiuderlo non ci proteggerà da nessun dolore. Renderà solo più arido il panorama che abbiamo conquistato. A volte cerchiamo di allontanare chi ci ha fatto soffrire. Oppure cerchiamo di allontanare quella parte di noi che riteniamo responsabile della nostra sofferenza. La chiudiamo in prigione, Fuori dalla vista, fuori dalla nostra consapevolezza.

Pensare che, nella vita, ci sia solo una faccia della medaglia è un pensiero. Nei fatti incontriamo sempre gioia e dolore, momenti di felicità e momenti di infelicità e altri di grigia monotonia. Nessuna relazione porterà sempre e solo gioia. Nessun lavoro sarà sempre e solo guadagno. Nessuna azione sarà sempre libera da stress. Semplicemente perchè, in questo modo, cresciamo. Quando guardiamo la bellezza della farfalla non dimentichiamoci delle trasformazioni che ha subito. Abbiamo solo bisogno di vivere pienamente, come dice Jon Kabat Zinn, la catastrofe della nostra vita. Per scoprire che la gioia risiede in ogni momento. Non è la somma degli eventi positivi: la gioia è essere presente. È essere integri. È riportare a casa le parti rifiutate di noi. È riconoscere che un rifiuto ricevuto è solo l’apertura di una diversa possibilità.

Il vostro cuore non è vivo fino a che non sperimenta il dolore. Il dolore dell’amore apre il cuore anche se il nostro cuore è duro come una roccia. Hazrat Inayat Khan

Pratica di mindfulness: Riportare a casa parti rifiutate di sé (Meditazione live con suoni ambientali) 

Meditazione live FB

© Nicoletta Cinotti 2018 Il protocollo MBSR

Foto di ©Geis Verbania

 

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