Per andare avanti, o meglio per andare davvero avanti nella vita, non abbiamo bisogno di sforzarci, di spingerci oltre i nostri limiti. Oppure di andare ciecamente a testa bassa verso un obiettivo.

Per andare avanti nel senso più nobile del termine non abbiamo bisogno di “tirare la carretta” e cogliere brevi momenti di soddisfazione, serenità e felicità. Questo trasforma la nostra vita in una mera sopravvivenza. Per andare davvero avanti abbiamo bisogno della stessa cosa che ci ha fatto nascere e crescere. Abbiamo bisogno di appartenere. Di appartenere a noi stessi. Che non significa chiudersi in una posizione egoistica in cui ci occupiamo solo dei nostri interessi.

Significa appartenere e riconoscere l’appartenenza a chi siamo davvero, ai nostri valori, alle nostre motivazioni e intenzioni più profonde. Solo queste possono illuminare la fatica quotidiana e trasformarla in un passo avanti. Un passo avanti nell’esprimere e realizzare chi siamo. E allora, indipendentemente dal ruolo che ci troviamo ad occupare – da quanto ci sembri prestigioso o anonimo – ci metteremo quel quid che lo renderà significativo. Ci metteremo la nostra motivazione, la nostra intenzione. Non sarà un atto che facciamo per dovere o responsabilità. Sarà qualcosa di unico che ha la nostra più intima approvazione.

Perché questo è appartenere: un intimo riconoscimento e una intima approvazione, a prescindere dalle circostanze esterne. Non sono le circostanze esterne che dettano le condizioni della nostra appartenenza. Non è il nostro ruolo sociale o professionale, il fare o meno parte del consiglio d’amministrazione o del Direttivo. L’essere dirigente o funzionario. Avere successo in quello che facciamo. Appartenere è riconoscere che quello che stiamo facendo ha senso per noi. E ogni volta che sorgerà la domanda “Perchè lo sto facendo” Che senso ha?” vorrà dire che avremo bisogno di riconnetterci con quell’appartenenza,e, per farlo, abbiamo bisogno di andare in profondità.

Nel lavoro come nella vita non facciamo altro che due cose : ricordarci chi siamo e, nello stesso momento, proprio perchè ce lo ricordiamo, re-immaginare noi stessi. Questo è il nostro andare avanti.E si basa sul coraggio di andare incontro al non conosciuto vestiti del nostro appartenerci.

Se sapremo prendere posizione e ci abbandoneremo al presente in tutta la sua pienezza, forse scopriremo che il momento attuale merita la nostra fiducia. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: Centering meditation

© Nicoletta Cinotti 2016 “Dimorare nel presente, dimorare nel corpo”

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