Si narra che nell’ultimo discorso del Buddha gli allievi gli chiesero quale fosse la pratica più importante. Immagino che ci fosse tanta attesa rispetto alla sua risposta. In fondo tutti noi vogliamo sapere cosa ci porta salvezza e cosa può condurci verso la libertà dalla sofferenza. Immagino anche che tutti fossero consapevoli che il suo viaggio terreno stava per concludersi e quindi quella era una sorta di eredità.

Lui rispose da par suo. Non disse la meditazione ad oltranza, e nemmeno la saggezza o le quattro dimore divine. Non dette nessuna lista e nemmeno nessun numero. Non parlò del Nobile Ottuplice Sentiero. Disse che l’impronta più grande, la pratica più importante era Appamada, la cura. Così noi che amiamo tanto le ricette, che vorremmo una vita predicibile in cui ad azione segua reazione. Noi che vorremmo essere certi di quello che dobbiamo fare – magari per non farlo con altrettanta assoluta certezza – ci troviamo di fronte all’oceano. Perché la cura è davvero la cosa più grande ma cura non può essere la stessa cosa per tutti. Quello che è cura per me non lo è per te. Quello che accompagna la mia crescita potrebbe essere un ostacolo nella tua. Eppure la cura, curare e curarsi rimane quello che da un’impronta alla nostra vita, dalla nascita in avanti. Un’impronta grande in cui, per fortuna, non sono coinvolti solo i genitori ma tutte le persone che incontriamo: dalla postina che mi lascia un biglietto, all’amica che abbandona senza un saluto. In fondo la sofferenza nasce proprio lì: dalla mancanza di cura, dalla mancanza di soccorso. E la guarigione passa da lì, dalla cura, dal soccorso. Ecco perché credo che il reparenting sia una grande cura: perchè affina gli strumenti della cura che noi possiamo rivolgere a noi stessi.

Domani inizia il ritiro. Nei prossimi giorni sarò offline: perché la cura richiede anche la pausa, lo stacco, il ritiro momentaneo dall’ordinario per essere insieme in modo diverso. Ma, soprattutto, la cura richiede un’attenzione flessibile e non divisa, un continuo dialogo in cui tra noi e l’altro c’è solo l’illusione della separazione e la realtà dell’interconnessione.

Pratica di mindfulness: Qui trovi la Playlist dedicata al ritiro, condivisa con chi non potrà partecipare per le proprie ragioni. Non sono tutte le pratiche, non sono nemmeno le stesse pratiche ma sono utili. Fanno l’uso migliore per te.

Non siete per forza la persona che risolve i problemi, il risolutore. Non dovete assumervi tutta la responsabilità pensando che voi stessi risoverete l’intero problema. La soluzione può richiedere uno sforzo collettivo. Dovreste per prima cosa prendervi cura della vostra parte del problema. In questo modo viene risolta almeno una parte del problema, il vostro problema. poi sarà la volta di qualcun altro che risolverà la sua parte di problema. Chōgyam Trungpa

PS: Sabato mattina e lunedì mattina non ci saranno le pratiche live. Riprenderanno dalla settimana successiva, ossia da lunedì 21 settembre alle 8 su FB.

© Nicoletta Cinotti 2020

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