Vorrei sedermi vicino a te in silenzio
ma non ne ho il coraggio:
temo che il cuore mi salga alle labbra.
Ecco perché parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole.
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso. Federico Garcia Lorca

Il silenzio ci richiama all’origine: al tempo in cui non sapevamo parlare ma potevamo solo ascoltare. Ascoltare per imparare. Qui si incontrano scrittura e meditazione: scrivere cosa abbiamo esplorato e percepito con la meditazione è scrivere qualcosa di invisibile e silenzioso. È una trama in cui i fili dell’ordito sono i pensieri che ci attraversano ma, ancora di più, la voce che ci parla, quella che dà forma alla mente. Con la meditazione impariamo a diventare consapevoli dei pensieri e delle voci che ci abitano; con la scrittura li possiamo guardare in faccia. Così il tono di voce, il ritmo, l’energia, la pesantezza, la leggerezza cominciano ad essere aspetti che definiscono meglio l’esperienza piuttosto che il contenuto dei nostri pensieri. A questi aspetti che impariamo a dare attenzione. Sono queste la qualità a cui diamo ascolto, lasciando gradualmente che il contenuto dei nostri pensieri retroceda sullo sfondo.

Iniziamo a prendere una distanza che ha una funzione strana: ci avvicina all’esperienza anziché allontanarci. Una distanza che ci avvicina a noi.(…)Non vediamo e non ascoltiamo molte cose perché sono delicate e vengono sopraffatte da suoni e sensazioni più intense. L’ascolto però è un millefoglie: ha molti strati via via più profodni. Ognuno di questi strati, se percepito consapevolmente, migliora la soddisfazione e la qualità dell’esperienza.

Se non sappiamo ascoltare il silenzio facciamo fatica a riconoscere la nostra voce interiore. Se ci fermiamo alla prima impressione facciamo fatica ad arrivare a una vera soddisfazione e abbiamo così bisogno di aggiungere nuovi stimoli per avere nuove sensazioni.

Fermarsi appartiene alla dimensione della felicità: quando siamo felici non abbiamo più bisogno di scappare.

©Nicoletta Cinotti “Scrivere la mente” per la Rubrica “Addomesticare pensieri selvatici”

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