Siamo ricchi di idee e progetti. Ci danno una direzione e una spinta. Diventano però anche una fonte di stress quando temiamo di non poterli realizzare o quando ci rendiamo conto che non siamo davvero in grado di realizzarli.

In quel momento non abbiamo molto da fare se non lasciare andare quel piano al quale ci eravamo attaccati. E la sofferenza che proviamo nasce proprio da questo: lasciar andare qualcosa a cui ci eravamo aggrappati, con il quale ci eravamo identificati e al quale avevamo attribuito un significato positivo.

Sono tre diversi movimenti che ci fanno soffrire. Spesso li consideriamo come un blocco unico ma se prestiamo attenzione rispondono a bisogni diversi.

Aggrapparsi risponde al nostro bisogno di sicurezza ed è un movimento primario: è il movimento che abbiamo fatto per imparare a camminare sulle nostre gambe. Prima ci siamo aggrappati a qualcosa e poi ci siamo staccati per camminare.

Identificarsi risponde all’attribuire il significato di conferma del nostro valore ad un evento: se succede questo vuol dire che io vado bene. È un rafforzativo della sensazione di sicurezza pagata all’aggrapparsi e risponde al bisogno di riconoscimento.

L’attribuzione di significato positivo è connesso al nostro pensiero magico o – se preferiamo – alla struttura fobica dei nostri pensieri. Lo so, detto così sembra difficile, è una cosa molto semplice e conosciuta da tutti: abbiamo paura e per consolarci attribuiamo un valore di portafortuna a qualcosa che non è certo che si realizzi. Ma se si realizza vuol dire che va tutto bene. Risponde al nostro bisogno di controllo e potere

Così avere un piano e aggrapparsi, identificarsi, dare un giudizio positivo diventano un tormento. Il vero piano allora potrebbe essere lasciar andare e lasciare che la marea della vita ci indichi la direzione. In genere non sbaglia mira. Per farlo serve un piccolissimo condimento. Piccolo come il sorriso di un bambino: fiducia.

La tendenza ad aggrapparsi agli altri può essere mascherata con un atteggiamento esagerato di indipendenza. Alexander Lowen

Pratica di mindfulness: Body Scan breve per imparare a galleggiare sulla marea

Poesia del giorno: Lascia andare di Danna Faulds

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