Qualunque sia il viaggio che dobbiamo fare è importante avere un bagaglio adatto. Bagagli troppo ingombranti ci fanno rallentare e diventano un peso inutile.

Questo è vero per tutti i viaggi – reali o simbolici – che facciamo nella nostra vita. Alcune emozioni rendono il viaggio più agevole, altre lo rendono ingombro di pesi inutili. Tra queste emozioni il senso di colpa è quella più assurdamente pesante. Abbiamo un senso di colpa per ciò che abbiamo fatto e uno per quello che non siamo riusciti a fare.In ogni caso l’ingombro del senso di colpa è legato all’impossibilità di correggere la realtà delle cose. Nel tentativo – vano – di rendere la realtà più vicina ai nostri desideri, iniziamo a iper-compensare offrendo di più di quello che sarebbe necessario e rendendo così il nostro viaggio ancora più difficile. Quando iper-compensiamo cerchiamo di far dimenticare i nostri errori ma così facendo rischiamo di creare solo un’inutile interferenza alla nostra relazione con il mondo.

Proviamo a nascondere con l’iper-compensazione, il nostro senso di inadeguatezza che è il retrogusto di qualsiasi senso di colpa.

le cose sono andate così come sono andate e stare nel dolore di quello che è successo – senza inutili ed eccessive compensazioni – ci permette di non entrare nella spirale della sofferenze e apre una possibilità che è sempre a nostra disposizione. Riparare. Riparare non significa aggiustare qualcosa di rotto. Significa riportare la connessione là dove si è interrotta, rendersi disponibili al contatto, là dove ci siamo ritirati. Accettare di chiedere scusa e riconoscere, senza se e senza ma, di aver sbagliato. Ogni errore porta con sé l’energia per la riparazione. Se invece entriamo nella spirale del senso di colpa e del senso di inadeguatezza mettiamo un freno alla forza propulsiva che ogni errore contiene. Sbagliamo perché siamo usciti dalla nostra zona di sicurezza, sbagliamo perché abbiamo osato, sbagliamo perché stiamo crescendo. Se il nostro errore ha ferito o prodotto un danno stare di fronte a quell’errore e al dolore che ha causato non renderà inutile l’aver sbagliato. Gli restituirà il senso dell’apprendimento che è l’unica vera cura per il senso di colpa. Così ogni volta che ti senti in colpa guarda se puoi domandarti, invece, cosa hai imparato. Guarda se puoi stare senza fuggire di fronte al dolore fino a che non svanisce in un sorriso. Sì, proprio in un sorriso perché ogni errore contiene una quota di inconsapevole ingenuità.

Per molte persone rimanere fedeli a sé stesse quando si trovano in una relazione affettiva non è facile. Finiscono per essere troppo empatiche, per rimanere imprigionate dai bisogni del partner o dalla loro stessa sensibilità che le porta a riconoscere le esigenze dell’altro come più importanti delle proprie. Una trappola dalla quale è difficile uscire senza senso di colpa. da Amore, mindfulness e relazioni

Pratica di mindfulness: Meditazione sul cambiamento e la gentilezza amorevole

© Nicoletta Cinotti 2021 Amore, mindfulness e relazioni. una serie di pratiche guidate

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