Camminare è un’attività ovvia e scontata, che compiamo ogni giorno –come mangiare, dormire, lavarci le mani o stare seduti. Ma poter camminare è anche un prodigio, è una fortuna, un dono. Se avete dei dubbi chiedete a qualcuno che ha perso l’uso delle gambe in seguito a un incidente o a una malattia ed è costretto a servirsi sempre di una sedia a rotelle.

Si narra che quando venne chiesto al Buddha in che cosa consistesse il suo insegnamento, quest’ultimo rispose: sediamo, camminiamo, mangiamo. Di fronte all’obiezione che tutti lo fanno, la risposta fu: quando noi mangiamo, sappiamo di mangiare. Quando sediamo, sappiamo di sedere. E quando camminiamo, sappiamo di camminare. Il Buddha definì quindi il camminare consapevole – e così il sedere, il mangiare e via dicendo – come l’essenza del suo insegnamento.

Tutto qui? Sì, tutto qui. Ciononostante camminare in piena consapevolezza richiede un certo sforzo, ed esistono consigli e indicazioni che possono aiutarci a non camminare consapevoli solo occasionalmente, bensì ogni giorno, trasformando un numero sempre maggiore di passi e di momenti in passi e momenti consapevoli, in modo da liberarci da illusioni, pensieri, preoccupazioni, problemi e progetti che ci ronzano nel cervello incontrollati e ci rendono difficile la vita.

La meditazione camminata

La meditazione camminata è un grande aiuto perché è • semplice da praticare e praticabile ovunque • non necessariamente spirituale • estremamente efficace. Perché la meditazione camminata è semplice? Perché non c’è niente da apprendere. Sappiamo già camminare, lo facciamo ogni giorno. Allo stesso modo sappiamo orientare la nostra mente in una certa direzione, sappiamo concentrarci quando la situazione lo richiede, come per esempio quando guidiamo la macchina o prenotiamo un volo aereo in internet. Quindi si tratta solo di collegare due attività che già padroneggiamo: il camminare e il concentrarsi. L’ostacolo maggiore non è ciò che dobbiamo imparare, bensì la nostra abitudine, quell’abitudine a vivere in maniera inconsapevole e a camminare in maniera inconsapevole.

Dobbiamo piuttosto disimparare che imparare. Percorriamo i nostri itinerari quotidiani con la mente ingombra di miriadi di pensieri incontrollati e questo automatismo è impresso talmente bene dentro di noi che risulta difficile pensare che possa scomparire di punto in bianco, senza problemi. Tuttavia abbiamo la chance di creare un nuovo automatismo, che potrebbe suonare così: cammino, quindi cammino. Cammino quindi non mi lascio dominare da pensieri inconsapevoli e incontrollati. Cammino – e so di camminare. Cammino –dunque sono. Volker Winkler

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Dove puoi imparare la meditazione camminata?

Sia nel protocollo MBSR  (A Genova e a Chiavari) che nel protocollo MBCT (A Genova) viene dato ampio spazio alla meditazione camminata. Partecipare può essere un buon modo per trasformare il tuo stile di vita da stressante ad appagante!

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© Nicoletta Cinotti 2017 Addomesticare pensieri selvatici

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